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Inaugurazione anno giudiziario, Reggio accoglie il ministro Cartabia. «Grande segnale di vicinanza»

La cerimonia alla Scuola Allievi Carabinieri. Il presidente Gerardis: «C’è attenzione ai problemi del Mezzogiorno». Sul tavolo problematiche di strutture e organici. «Nostro distretto poco appetibi…

Pubblicato il: 22/01/2022 – 9:53
di Francesco Donnici
Inaugurazione anno giudiziario, Reggio accoglie il ministro Cartabia. «Grande segnale di vicinanza»

REGGIO CALABRIA L’auditorium della scuola Allievi Carabinieri della città dello Stretto indossa il vestito delle grandi occasioni per una cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario diversa da ogni altra. Per la prima volta nella storia il ministro della Giustizia, nella persona di Marta Cartabia, sceglie di presenziare nel distretto reggino. Una presenza che è «motivo d’orgoglio e grande soddisfazione» dice nell’incipit del suo discorso inaugurale Luciano Gerardis. Il presidente della Corte distrettuale passa in rassegna i risultati conseguiti nell’anno appena passato e gli obiettivi che la magistratura giudicante e requirente si prefiggono alle porte della nuova stagione. «Purtroppo, anche stavolta l’udienza di apertura dell’anno giudiziario deve svolgersi con modalità ben diverse da quelle usuali». Il presidente ricorda ancora una volta il doveroso rispetto ai protocolli Covid dettati per l’occasione dal Consiglio Superiore della Magistratura. Da qui anche la scelta della sede alternativa. I presenti sono distanziati tra loro a posti e file alterne, ma quello che più pesa è la necessità «di dover contenere al massimo gli inviti», che non permettono la partecipazione – almeno fisica, posto che l’evento viene trasmesso da diverse emittenti e canali ufficiali – di molte autorità, avvocati e rappresentanti della società civile».

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MINISTRO | Marta Cartabia all’inaugurazione dell’anno giudiziario

«Ministro Cartabia attenta ai problemi del Mezzogiorno»

Nelle parole di Gerardis traspare la soddisfazione per la visita del ministro Cartabia la cui visita «è anzitutto un segnale di vicinanza» ma anche «un’altra dimostrazione della cura con la quale la ministra segue i problemi del Mezzogiorno, per il cui approfondimento ha pure istituito, assieme alla Ministra per il Sud e per la Coesione territoriale, un’apposita Commissione». Il presidente della Corte d’Appello di Reggio esalta il metodo del ministro che sottende il «dialogo con tutti gli operatori di giustizia». Motivo della «fervida attesa» che l’annuncio della visita ha ingenerato «non solo tra i magistrati e il personale di cancelleria, ma anche nel mondo forense e quello accademico».
La fase «di transizione» e le principali novità del settore giustizia«L’attuale periodo costituisce una fase di passaggio tra una giurisdizione di emergenza e un futuro prossimo che si prospetta foriero profondi cambiamenti nel sistema giudiziario». Gerardis non soltanto si riferisce ai mutamenti che il “sistema giustizia” ha dovuto assorbire a fronte delle restrizioni in atto, ma anche del cospicuo numero di risorse, umane e strutturali, che verranno messe in campo per sostenere il lavoro dei diversi distretti. «Ebbene – sottolinea – i risultati confermano sia un incremento di produttività, segnatamente in ambito civile, per le sinergie e per l’ampio utilizzo dell’informatica, sia il sorgere di una nuova mentalità nelle modalità di esercizio dell’attività giudiziaria, che sarà ulteriormente sollecitata dalle risorse messe in campo dal nostro Ministero».Tra le principali novità figlie degli obiettivi posti a livello europeo sicuramente l’introduzione dell’“Ufficio del processo”, che «non consiste nel sacrificio della qualità dei provvedimento a vantaggio di una efficienza misurata soltanto su dati quantitativi», bensì di «un cambiamento del modo di lavorare in conseguenza degli innovativi strumenti messi a disposizione». Sulla falsariga di questo istituto innovativo, Gerardis cita anche il progetto recentemente messo in campo dalla Corte di Appello con le Università cittadine, la Mediterranea e la Dante Alighieri, per l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al sistema giuridico. «Non si tratta di recepire passivamente moduli precostituiti finalizzati allo smaltimento quantitativo delle pratiche» dacché la giustizia rimane «un fatto umano, resa per uomini da altri uomini». Piuttosto, l’applicazione di questi nuovi strumenti richiederà nuove capacità professionali a chi arriverà ad infoltire l’organico della giustizia.

Carenza degli organici. «Distretto reggino tra i meno appetibili»

E proprio sul tema organici – spinoso, come evidenziato dagli addetti ai lavori durante le recenti audizioni in Commissione parlamentare Antimafia – la richiesta espressa al ministro Cartabia è di «coprire al più presto i posti vacanti dell’organico di magistratura, che continuano ad essere la vera palla al piede di ogni tentativo di miglioramento dell’efficienza della risposta giudiziaria». «Senza tale copertura – continua – persino le importanti riforme normative messe in campo negli ultimi mesi rischiano di produrre conseguenze pesantissime sul terreno della processabilità delle condotte e della stessa affermazione dei diritti». Gerardis definisce «allarmante» l’attuale scopertura di 1.300 posti nell’organico della magistratura, destinata a crescere a breve. Aspetto che ancor più pare notevole nei distretti «poco appetibili» come risulta Reggio Calabria: «Malgrado – dice il presidente – sia la capitale storica ed attuale della ‘ndrangheta, che per la sua multiforme attività illecita intasa la giurisdizione», gli organici dei magistrati «continuano a rimanere desolatamente scoperti, risultando vano anche il fattivo impegno dello stesso Csm». Aspetto palpabile nei bandi che vanno deserti. Anzi, «in questo contesto ogni bando ordinario finisce per aggravare le scoperture, rimanendo spesso senza aspiranti molti posti del distretto a fronte di un esodo talvolta massiccio verso altre sedi». Gerardis cita a livello esemplificativo il recente bando per otto posti come consigliere di Corte d’Appello di cui «uno soltanto è stato coperto» – di conseguenza i posti attualmente coperti sono 17 su 32 – mentre, al contempo, «sono stati trasferiti ad altri uffici ben quattro magistrati».

«Solo in Corte d’Appello 167 procedimenti di competenza della Dda con 924 imputati»

All’orizzonte si affaccia però un periodo «arduo» che reca in calendario una «grande mole di procedimenti di straordinaria rilevanza sociale» a cominciare da quelli contro la ‘ndrangheta, che «determina l’istaurazione di un numero grandissimo di procedimenti, alcuni dei quali maxi».In questo momento «pendono presso le sole sezioni penali dibattimentali (prima e seconda) della Corte di Appello ben 167 procedimenti di competenza della Dda, con 924 imputati di cui 368 detenuti». Non solo. «Il tribunale di Reggio Calabria ha in corso di trattazione 83 analoghi procedimenti con 752 indagati e 33 detenuti» mentre quello di Palmi «sta trattando 40 processi Dda ed il tribunale di Locri 16. Insomma, complessivamente i procedimenti di competenza della Dda pendenti presso gli uffici giudicanti del distretto sono ben 306». Per far fronte al fenomeno, il presidente auspica un «tempestivo intervento normativo» che preveda trasferimenti endodistrettuali d’ufficio dal primo al secondo grado di magistrati in possesso della necessaria anzianità e incendivi economici adeguati a rendere più “appetibili” i trasferimenti in «posti particolarmente disagevoli». Il presidente auspica che il ministero della Giustizia possa imprimere una svolta alla problematica così come già fatto «in ordine all’acquisizione di nuovo personale di cancelleria» e non solo.

«Dal ministero impulso per il completamento dei palazzi di giustizia di Reggio e Locri»

Ma la trattazione del tema giustizia nel distretto di Reggio non può prescindere dalla problematica strutturale cittadina e non solo: «Il tribunale di Reggio Calabria, allocato da circa un ventennio in un complesso comunale certamente inadeguato alle varie esigenze, attende l’ultimazione del nuovo palazzo di giustizia, i cui lavori, iniziati nel 2005, dopo un alacre avvio che aveva portato alla realizzazione di circa l’80% delle opere, sono ormai sospesi da diversi anni». Dinamica simile vivono gli altri tribunali della provincia come Locri dove «sono in corso da tempo i lavori di realizzazione del nuovo palazzo di giustizia che hanno subito varie interruzioni, mentre intanto sono destinati ad uffici giudiziari due edifici diversi e distanti tra loro, oltre che molto risalenti nel tempo, mentre ancora altri immobili ospitano gli archivi ed i corpi di reato» o Palmi «ubicato in due edifici diversi, con problemi gravissimi di riscaldamento e climatizzazione». E così via, tutti gli uffici del distretto scontano condizioni strutturali non favorevoli. Lo spiraglio di speranza, nelle parole di Gerardis, è dato però «dal rimarchevole impegno del ministero per sopperire alle inadeguatezze logistiche, e per dare impulso al completamento dei nuovi palazzi di Reggio e Locri».

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