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Covid, Cdm: fino al 10 febbraio mascherine all’aperto e discoteche chiuse

Intesa raggiunta in Consiglio dei ministri. Mercoledì il varo del nuovo Dpcm. Silb: «Sia l’ultima proroga»

Pubblicato il: 31/01/2022 – 19:21
Covid, Cdm: fino al 10 febbraio mascherine all’aperto e discoteche chiuse

ROMA Saranno prorogati per altri dieci giorni l’obbligo di mascherine all’aperto e la chiusura delle discoteche. È l’intesa raggiunta, a quanto si apprende da diverse fonti di governo, in Consiglio dei ministri.
Nel prossimo Cdm di mercoledì, secondo quanto si apprende da diverse fonti di governo, dovrebbe arrivare un nuovo decreto Covid, con il quale dare copertura normativa all’ordinanza per la proroga di mascherine all’aperto e chiusura delle discoteche e affrontare altre questioni, a partire da quella delle quarantene a scuola.
Tra le questioni aperte anche quella della durata del green pass per chi ha fatto anche la terza dose di vaccino.

Le mascherine

In particolare dal Cdm è emersa l’intenzione di prorogare fino al 10 febbraio l’obbligo delle mascherine ovunque all’aperto. Compresa la zona bianca. La misura interessa a oggi tre Regioni; l’Umbria, il Molise e la Basilicata. Dalla zona gialla in su, infatti, vanno indossate fino alla fine dell’emergenza Covid.

I locali da ballo

Dovranno restare ancora chiusi per altri dieci giorni i locali da ballo e le discoteche. Così, salvo nuove proroghe, dall’11 febbraio si potrà tornare a ballare. In un primo momento si era deciso di prolungare lo stop fino a metà febbraio, ma – riferiscono fonti presenti all’incontro in Consiglio dei ministri – il ministro della Lega Garavaglia avrebbe fatto notare che il 14 febbraio, giorno di San Valentino, sarebbe stato difficile far rispettare il distanziamento sociale anche per i ragazzi. Il premier Mario Draghi – spiegano le stesse fonti – si è detto d’accordo e si è rivisto il timing.

La durata del Green Pass

Da domani, 1° febbraio, come già previsto, cambia la durata del Green Pass. Per chi è vaccinato ma solo con la prima dose da più di 14 giorni o con la seconda dose, la certificazione verde avrà una durata di 6 mesi e non più di 9. Il provvedimento ha un effetto retroattivo, ciò significa che una persona che ha ricevuto la seconda dose a luglio o prima vedrà scadere il suo Green Pass.

Tampone o vaccino per negozi e uffici pubblici

E da domani 1° febbraio, ci vorrà il tampone, il vaccino o il certificato di guarigione per andare alle poste, in banca, all’anagrafe o in un altro ufficio pubblico. Il Green Pass di base o rinforzato sarà necessario anche per entrare nei negozi di abbigliamento, nelle librerie, nei negozi di giocattoli per bambini o dal tabaccaio. Restano esclusi solo pochi esercizi racchiusi in una lista che ha già avuto l’ok del governo: ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi al dettaglio di alimenti e bevande dove però non sarà mai consentito il consumo sul posto; negozi di commercio al dettaglio di surgelati; negozi di commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali; commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari; commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati, farmacie e parafarmacie; commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di materiale per ottica; commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Le multe per i No Vax over 50

E ancora, scattano da domani, 1° febbraio, le multe per gli over 50 che non si sono sottoposti all’obbligo vaccinale, che non sono esenti né sono guariti di recente. Dovranno pagare una sanzione di 100 euro una tantum decisa dal governo quando, lo scorso 7 gennaio, ha introdotto l’obbligo vaccinale per quasi 28 milioni di persone. Sarà il ministero della Salute, attraverso l’Agenzia delle entrate, a multare gli inadempienti che avranno 10 giorni di tempo dalla ricezione dell’avviso di avvio del provvedimento sanzionatorio per comunicare alla Asl eventuali certificati che attestino la loro esenzione. Altrimenti l’Agenzia delle entrate trasmetterà entro 180 giorni “un avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo”: i proventi delle sanzioni confluiranno nel Fondo delle emergenze nazionali. Alla sanzione ci si potrà opporre rivolgendosi al Giudice di pace.

L’obbligo di Super Green Pass al lavoro per gli over 50

Ci vorranno altre due settimane perché entri invece in vigore l’obbligo di Super Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni. Dal 15 febbraio chiunque sarà trovato sul posto di lavoro senza il Green Pass rafforzato (ottenibile oltre che con la vaccinazione anche con un certificato di guarigione dal Covid) rischia una sanzione compresa tra i 600 e i 1.500 euro. I lavoratori che non presenteranno la certificazione verranno considerati assenti ingiustificati e sarà sospeso loro lo stipendio e qualsiasi altro compenso o emolumento, ma conserveranno il posto di lavoro e non saranno sottoposti a conseguenze disciplinari.

Arrivi dall’estero con Green Pass ma senza tampone

Da domani, 1° febbraio, chi arriva da un Paese dell’Unione europea potrà entrare in Italia con il Green Pass e quindi, se vaccinato o guarito, senza dover fare anche il tampone. Prorogate le misure sui corridoi turistici, a cui ne sono stati aggiunti di nuovi: Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (limitatamente all’isola di Phuket), Oman e Polinesia francese. Si tratta di viaggi organizzati in strutture sicure.

Pasca (Silb): «Ora basta. Sia l’ultima proroga»


«Dobbiamo uscire dal tunnel, ora basta. Questa deve essere l’ultima proroga». Così il segretario del Silb, il sindacato delle imprese di intrattenimento, Maurizio Pasca, commenta l’ulteriore proroga della chiusura delle discoteche per 10 giorni decisa dal Consiglio dei ministri. «Ricordo a tutti che noi avremmo dovuto riaprire oggi e invece dobbiamo rimanere chiusi per altri dieci giorni – sottolinea – Evidentemente il governo ha voluto essere ancora prudente e ci auguriamo che questa sia veramente l’ultima proroga» per «l’unico settore in Italia che è chiuso ininterrottamente da due anni, salvo la piccola parentesi estiva nel 2021».
Secondo Pasca la situazione è ormai insostenibile per le 3mila aziende e i circa 100mila lavoratori del settore. «A noi hanno dato 60-70 milioni di ristori, per cinema e teatri sono stati stanziati un miliardo e cento milioni a fondo perduto». Senza contare che, aggiunge Pasca, l’ultima chiusura delle discoteche è stata decisa il 23 dicembre e, «come abbiamo visto tutti quanti, i contagi hanno continuato a salire». Dunque «non sono le discoteche che diffondono il virus. Anzi: in questo periodo si è ballato dappertutto e dunque non è meglio far ballare le persone in luoghi sicuri e controllabili come sono le discoteche?». Il 10 febbraio non ci dovrà essere una nuova proroga. «Non ci devono essere più rinvii – conclude – ci auguriamo che questa mini proroga sia definitiva».

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