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L’opera

Il fascino di “Don Chisciotte” rivive al Teatro Politeama di Catanzaro

Alessio Boni veste i panni e del cavaliere errante accanto all’eclettica e raffinata Serra Yilmaz nel ruolo del fido scudiero Sancho Panza

Pubblicato il: 07/02/2022 – 16:14
Il fascino di “Don Chisciotte” rivive al Teatro Politeama di Catanzaro

TEATRO La stagione del Teatro Politeama di Catanzaro prosegue con un altro atteso appuntamento con la prosa ed una coppia di interpreti d’eccezione per un’originale rivisitazione del primo grande romanzo moderno. Mercoledì 9 febbraio, alle ore 21, andrà in scena “Don Chisciotte”, liberamente ispirato all’iconico e visionario romanzo di Cervantes nel rievocare le strabilianti avventure di un eroe fuori dal tempo, il cui spirito, infiammato dalla lettura dei poemi cavallereschi, anela a epiche imprese. Alessio Boni veste i panni e l’armatura del cavaliere errante accanto all’eclettica e raffinata Serra Yilmaz nel ruolo del fido scudiero Sancho Panza, giovane contadino simbolo di purezza di cuore, la cui saggezza di matrice popolare contrasta con la lucida e nobile follia di Don Chisciotte. A curare la regia è lo stesso Boni con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, con l’adattamento di Francesco Niccolini.
Lo spettacolo della compagnia Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo, al debutto nel 2019, ha ottenuto ovunque un grande successo e dopo due anni di stop, a causa del covid, ha ripreso la sua tournée sui più importanti palcoscenici italiani. Un’occasione per riscoprire il fascino del terzo libro più venduto al mondo, dopo la Bibbia e il Corano, che trova una nuova forma come fiaba per grandi. «Chi è pazzo? Chi è normale? – si chiede Alessio Boni – Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole predeterminate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte».

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