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«Sanità e trasporti, così il Pnrr può evitare nuove tragedie»

Ginevra, una piccola stupenda bambina del retroterra calabrese non c’è più. Saranno la scienza e la magistratura ad individuare, rispettivamente, le cause e le eventuali responsabilità. È tuttavia…

Pubblicato il: 07/02/2022 – 13:00
di Ettore Jorio*
«Sanità e trasporti, così il Pnrr può evitare nuove tragedie»

Ginevra, una piccola stupenda bambina del retroterra calabrese non c’è più. Saranno la scienza e la magistratura ad individuare, rispettivamente, le cause e le eventuali responsabilità. È tuttavia compito irrinunciabile della politica, di quella attuale, ridare alla Calabria della non salute una rinnovata fisionomia e una efficiente organizzazione. E ancora. Dovrà pretendere i finanziamenti necessari, del PNRR e non solo, per riparare ai disastri delle infrastrutture stradali, di sovente causa di mancati utili salvataggi di vite in pericolo. Ciò ha contribuito a che Ginevra andasse in cielo, oltre alle disattenzioni organizzative della politica sanitaria di ieri.
Sanità e trasporti rappresentano quindi gli irrinunciabili bersagli, a breve e medio, del nuovo commissario ad acta, contemporaneamente Presidente della Regione.
Un impegno improbo, quello di costruire ciò che è stato da sempre iniziato, spesso in via teorica, e mai terminato, tanto da lasciare la Calabria in preda al disservizio e piena zeppa di cattedrali nel deserto e di immobili abbandonati ad impropri usi. A tutto questo ha contribuito, in senso segnatamente negativo, una ‘ndrangheta invasiva negli appalti e nei percorsi di produzione politica. Ciò in buona compagnia delle lobby che di sanità, non sempre di qualità, vivono e si arricchiscono.
In fondo, pare che le cose stiano per cambiare. Un nuovo commissario ad acta, finalmente calabrese e istituzionalmente impegnato, che conosce la sua terra, i meccanismi della politica e i princìpi guida della buona sanità e del finanziamento pubblico. Il tutto condito, dal rispetto della concorrenza amministrata, nel rapporto pubblico-privato, ove entrambi debbano inseguirsi sul primato della qualità.
Il PNRR gli darà una mano. Gli darà modo di contare su 91 nuovi presidi (57 Case di comunità, 15 Ospedali di comunità e 19 Centrali operative territoriale) che – con le 6 Case della salute già finanziate da conciliare tuttavia con la futura esistenza della rete assistenziale di prossimità – affolleranno la regione di occasioni utili a rendere finalmente attiva l’assistenza territoriale, assente ad ogni livello.
L’importante è sapere distribuirli tenendo conto dei grandi deficit viari, che costituiscono da sempre un grande handicap al godimento sociale dell’offerta sanitaria, di per sé tenuta irresponsabilmente scadente, sino a raggiungere il livello di assenza.
Le politiche della salute che si respirano oggi sembrano concretizzare e alimentare una maggiore fiducia nella collettività. Finalmente appare un progetto concreto della realizzazione del sogno mancato dei calabresi. È la semplicità di ciò che si vuole, che di qui a poco sarà descritto nel programma operativo regionale triennale, che toccherà al nuovo commissario ad acta a mente del D.L. 150/2020, in uno a quello straordinario per l’edilizia, a fornire l’immagine del plastico assistenziale nella Calabria che dovrà assumere presto il necessario ruolo dinamico. Quello indispensabile a rendere esigibile, anche in Calabria, il diritto alla tutela della salute degli individui, chiunque essi siano.

*Unical

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