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«Economia della catastrofe. Come si lucra sul male»

«Cari “soloni” che ad ogni piè sospinto ci annunciate i sacrifici che dovremo fare in nome di quello stesso ideale di libertà e di sovranità che sino ad oggi avete calpestato a vostro piacimento: …

Pubblicato il: 25/03/2022 – 6:58
di Francesco Bevilacqua*
«Economia della catastrofe. Come si lucra sul male»

«Cari “soloni” che ad ogni piè sospinto ci annunciate i sacrifici che dovremo fare in nome di quello stesso ideale di libertà e di sovranità che sino ad oggi avete calpestato a vostro piacimento: ma non avvertite almeno una resipiscenza di pudore? Mentre voi fate proclami, mentre la gente muore, mentre i soldati seminano morte e muoiono anche loro, mentre uomini e donne fuggono dalle loro case a centinaia di migliaia, i vostri sodali dell’alta finanza fanno affari sulla guerra, sulla distruzione, sui morti. Esattamente come fecero i due compari intercettati dopo il terremoto d’Abruzzo: “E quando ci capita un’occasione come questa?”. Facciamo qualche esempio. Nello stesso tempo in cui voi propagandate le sanzioni agli oligarchi russi, qualcuno di loro (e con lui i suoi soci occidentali) raddoppia i guadagni sul costo del gas che noi continuiamo imperterriti ad acquistare dal nostro nemico, da colui che chiamiamo “assassino” e “criminale di guerra”, con la pretesa di sederci un giorno, proprio di fronte a lui, per negoziare. Un raddoppio che non ha alcuna giustificazione, visto che domanda e offerta, al momento, sono rimaste uguali. Se poi andiamo a vedere cosa accadde quando proprio voi aveste la felice idea di farvi fornire il gas dalla Russia, ben sapendo che con essa, prima o poi, saremmo entrati in conflitto (era l’epoca dell’idillio fra i nostri uomini di governo – nessuno escluso – e Putin), il quadro della grande truffa diviene ancor più nitido. Facciamo un altro esempio. Come si giustifica l’aumento esponenziale dei carburanti? Anche qui domanda e offerta sono rimasti uguali. Eppure i nostri fornitori arabi – anch’essi vostri soci d’affari e sodali, da qualcuno di voi stessi definiti “artefici di un nuovo Rinascimento” – aumentano giornalmente un bene di prima necessità di cui non v’è alcuna penuria e la cui estrazione ha sempre lo stesso, identico costo per loro. E i loro – e vostri – affari vanno a gonfie vele. E così per tutto il settore energetico, dove a lucrare sono i colossi “nostrani”. Dalle pagine economiche del Corriere della Sera di qualche giorno fa: ENEL, balzo ricavi +33%; ENI, utile a quota 5,8 miliardi; A2A, utili record a 504 milioni; SNAM profitti a 1,2 miliardi; TERNA, ricavi a quota 2,6 miliardi. E arriviamo al grano (che, giustamente, un tempo era sinonimo di denaro). Anche qui ci terrorizzate con la penuria dei rifornimenti che potrebbero mancare da Ucraina e Russia e dimenticate che avete distrutto la coltura del grano in Italia, una coltura un tempo talmente fiorente da meritare il primo posto nella cosiddetta “triade mediterranea”: grano, vite, ulivo. E non è finita: anziché mettere mano alla disastratissima sanità pubblica italiana, sempre più resa inservibile a vantaggio dei padroni della sanità privata, aumentate di diversi miliardi di euro le spese per gli armamenti (da 26 a 30 miliardi l’anno, stando alle notizie uscite sui giornali). Che, ancora una volta, andranno ad arricchire vostri soci in affari: le multinazionali delle armi. Aveva ragione Edoardo Galeano quando scriveva: “L’economia mondiale è la più efficiente espressione del crimine organizzato. Gli organismi internazionali che controllano valute, mercati e credito praticano il terrorismo internazionale contro i paesi poveri e contro i poveri di tutti i paesi con tale gelida professionalità da far arrossire il più esperto dei bombaroli.” Abbiate un po’ di pudore prima di fare capolino dai vostri bunker intarsiati con l’ “oro” che ogni giorno sottraete all’uso che se ne potrebbe fare per tanta povera gente che soffre».

*Avvocato e scrittore

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