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Follia nel Crotonese, prima spara al genero e lo uccide e poi sui nipoti: fermato

È accaduto a Verzino. Il bilancio è di un morto e un ferito grave. Bloccato il 64enne Vito Aveonoso: è il suocero della vittima, un boscaiolo di 43 anni

Pubblicato il: 26/03/2022 – 15:53
Follia nel Crotonese, prima spara al genero e lo uccide e poi sui nipoti: fermato

VERZINO Un uomo, Luigi Greco, 43 anni, di professione boscaiolo e con precedenti penali è stato ucciso stamane a Verzino, in provincia di Crotone, al culmine di una lite familiare che sarebbe scoppiata per futili motivi. L’omicidio è avvenuto all’interno della palazzina nella quale abitavano su piani diversi sia chi ha sparato sia la vittima. All’origine dell’omicidio ci sarebbero vecchie ruggini intercorse tra i due e le rispettive famiglie. L’uomo ha fatto fuoco anche contro il figlio della vittima che era presente, sarebbe rimasto ferito in modo grave ed è stato trasferito in elisoccorso nell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. I carabinieri della Compagnia di Cirò Marina hanno fermato il presunto assassino: si tratterebbe del suocero della vittima, Vito Avenoso, di 64 anni. Avenoso avrebbe sparato al genero in appartamento posto all’interno di un edificio in via Lenin.

Colpi di fucile contro il genero, poi verso i nipoti

Avenoso avrebbe fatto fuoco su Greco con un fucile (non è ancora chiaro se legalmente detenuto) per poi puntare l’arma verso i due nipoti colpendone uno, Francesco, di 18 anni. Il corpo senza vita della vittima si trovava all’interno dell’abitazione, mentre sulla strada c’era il ragazzo ferito; l’altro nipote, invece, è riuscito a sfuggire alla furia del nonno. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Cirò Marina insieme a quelli del Nucleo investigativo di Crotone, coordinate dal sostituto procuratore Pasquale Festa, stanno cercando di fare luce anche sulle motivazioni del gesto. Tra le due famiglie, nonostante vivessero nello stesso edificio, pare non ci fossero buoni rapporti e il dato risulterebbero anche da una serie di querele intercorse tra i due nuclei familiari.

Tentativo di agguato prima dell’omicidio

L’omicidio potrebbe essere stato preceduto da un tentativo di agguato. È quanto emerge dalle prime indagini dei carabinieri della Compagnia di Cirò Marina e del Nucleo investigativo di Crotone che hanno condotto in caserma Vito Avenoso, 64 anni suocero della vittima.
Sarebbe stato lui a sparare nell’appartamento della vittima. Un omicidio che, dalla ricostruzione effettuata dai carabinieri, sarebbe stato preceduto, alle prime ore del mattino, da un tentativo di agguato avvenuto nelle campagne tra Caccuri e Cerenzia (comuni del crotonese confinanti con Verzino) dove la vittima si era recata a raccogliere della legna.
Greco è stato ucciso da colpi di fucile caricato a pallettoni ed è morto sulla veranda dell’appartamento. Sulla porta di casa è stato ferito anche il figlio Francesco 18 anni, mentre un altro figlio dell’ucciso è riuscito a mettersi in salvo.
Il fucile da caccia utilizzato per compiere l’omicidio è stato trovato nell’abitazione della vittima.

La lite tra le famiglie dopo la sparatoria

L’omicidio è avvenuto intorno alle 11,30. Sul posto sono giunti in forze i militari della Compagnia di Cirò Marina che hanno dovuto anche separare i componenti delle due famiglie, quella della vittima che era originario di un comune limitrofo, Umbriatico da dove, appena appresa la notizia, sono arrivati i parenti. I militari hanno dovuto calmare gli animi per evitare che la situazione potesse degenerare.

Il sindaco: «Tragedia che scosso tutti noi»

«È una tragedia che ha scosso tutta la comunità non abituata ad eventi del genere – dice il sindaco di Verzino, Giuseppe Cozza -. Non ci sono parole». È visibilmente sconvolto il sindaco di Verzino Giuseppe Cozza sentito dall’Ansa sul grave fatto di sangue avvenuto nel suo comune.
«La vicenda coinvolge famiglie normali – aggiunge Cozza – dedite al lavoro di boscaiolo: non era pensabile una cosa del genere».
Il primo cittadino del comune della presila crotonese è stato tra i primi ad accorrere sul luogo del delitto ed a fronteggiare, con i carabinieri di Verzino prima che arrivassero i rinforzi da Cirò Marina, le violente reazioni delle famiglie (a Verzino erano giunti nell’immediatezza alcuni parenti della vittima dal vicino comune di Umbriatico) evitando che la situazione potesse degenerare.

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