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Crotone, scoperti 102 “furbetti del reddito di cittadinanza”

Operazione della Guardia di Finanza. Avrebbero tratto indebiti benefici per circa cinquecento mila euro

Pubblicato il: 13/04/2022 – 8:47
Crotone, scoperti 102 “furbetti del reddito di cittadinanza”

CROTONE I Finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno individuato, in questi primi mesi del 2022 ed anche grazie all’ausilio fornito dai locali uffici dell’INPS, 102 soggetti stranieri ritenuti responsabili di aver percepito illecitamente il reddito di
cittadinanza
per un importo complessivo di circa cinquecento mila euro. La normativa vigente prevede che affinché il cittadino straniero possa beneficiare del contributo pubblico debba essere residente in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della richiesta, dei quali, almeno gli ultimi 2 anni, in maniera continuativa.
L’attività di controllo del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria crotonese ha accertato l’utilizzo di false attestazioni nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (D.S.U.) da parte di 102 soggetti di nazionalità extracomunitaria. Gli stessi, infatti, pur non avendo maturato il periodo di residenza richiesto dalla norma hanno comunicato all’Ente erogatore di esserne, comunque, in possesso. Emblematiche, in tal senso, sono risultate le posizioni di alcuni cittadini extracomunitari che hanno percepito il sussidio pubblico nonostante fossero residenti in Italia da appena pochi mesi.

I controlli

In un caso, ad esempio, è stata conseguita la residenza nell’ottobre del 2020 e la richiesta è stata effettuata nel marzo del 2021. In un altro è stato anche accertato che un cittadino extracomunitario, nonostante fosse stato già denunciato per analoghi fatti in altra zona d’Italia, ha ripresentato, questa volta nella provincia di Crotone, la richiesta per ottenere il beneficio in parola. Oltre ad essere denunciati alla locale Procura della Repubblica, i percettori del sussidio sono stati segnalati all’INPS per la revoca o sospensione del contributo e per il recupero delle somme già erogate, nonché per il blocco dei contributi richiesti, ma non ancora erogati. Sono in corso le indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.

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