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Processo Bergamini, le versioni contrastanti di due testi e l’accusa di «falsa testimonianza»

L’avvocato Anselmo: «Udienza dagli sviluppi clamorosi». Nel mirino le deposizioni di Marsico e Mazzitelli per cui è stata chiesta la trasmissione degli atti in procura

Pubblicato il: 13/04/2022 – 15:26
di Fabio Benincasa
Processo Bergamini, le versioni contrastanti di due testi e l’accusa di «falsa testimonianza»

COSENZA Sono due le testimonianze rese oggi in Corte d’Assise a Cosenza (presidente Lucente, a latere Bilotta), dove è in corso il processo sulla morte di Denis Bergamini, e per le quali il pm Primicerio e l’avvocato di parte civile Fabio Anselmo hanno richiesto la trasmissione degli atti in procura per «falsa testimonianza». La Corte si è riservata la decisione. Una decisione giunta al termine dell’esame nei confronti di due dei cinque testimoni chiamati oggi a raccontare i dettagli in merito al rapporto tra Isabella Internò – unica imputata nel processo – e Denis Bergamini, ex calciatore del Cosenza morto nel novembre del 1989.

Le versioni contrastanti

Luisa Marsico, compagna di classe di Isabella Internò, ha fornito dichiarazioni giudicate dall’accusa in contrasto con le precedenti deposizioni rese nel 2012, quando dichiarò di non fidarsi della Internò, giudicando i suoi racconti poco veritieri. Tutto cambia da quel 2012, quando Marsico – come confessa alla Corte – modifica il proprio giudizio perché «condizionata dai racconti dei media e dei giornali». Nel 2017, chiamata nuovamente a riferire in merito al comportamento di Internò, conferma solo parzialmente la precedente versione dei fatti fornita e giustifica l’amica. «Raccontava delle cose rendendole meno pesanti, forse lo faceva perché non voleva parlarne». Marsico abbandona il banco dei testimoni dopo essersi sottoposta ad esame e all’uscita incrocia altri testi con cui scambia qualche parola. Un colloquio non concesso e che viene interrotto dall’intervento delle forze dell’ordine presenti. Al rientro in aula, tocca ad Antonio Mazzitelli sottoporsi ad esame. La Corte chiede conto di quanto accaduto all’esterno e lo stesso riferisce di aver visto Marsico allontanarsi con gli occhi rossi e di averle confessato di sperare in una celere conclusione della sua deposizione. Il giudice Lucente ricorda al teste di trovarsi in un’aula di tribunale nel corso di un procedimento penale. L’amico di Isabella Internò, dopo aver ascoltato le parole del giudice, viene sollecitato dalle domande del pm. Con l’ex fidanzata di Bergamini, aveva un rapporto di conoscenza: i due andavano a scuola insieme e in macchina. Nel corso dell’esame, al teste vengono mostrate alcune foto e in una nega di riconoscere al funerale di Bergamini, Dino Pippo Internò. Circostanza che diventa oggetto di opposizione da parte del pm che cita alcune deposizioni rese dal teste, in passato, e nelle quali invece emergerebbe chiaramente la conoscenza di Dino Internò. Come accaduto per la deposizione di Marsico, anche quella di Mazzitelli finisce nella richiesta di invio atti in procura. Altra testimonianza di rilievo è quella dell’avvocato Francesco Sapone, originario di Paola. Il legale conosce Luciano Conte (marito di Internò) e anch’egli – come accaduto ad altri testimoni – racconta di aver visto sul corso di Paola, passeggiare Conte con la fidanzata dell’epoca Isabella Internò. Il testimone però non riesce a collocare l’evento in un arco temporale definito.

«Udienza dagli sviluppi clamorosi»

Conclusa l’udienza, l’avvocato di parte civile Fabio Anselmo – ai nostri microfoni – ha commentato quanto accaduto oggi in aula. «Alcuni testimoni dichiarano che dopo i funerali di Denis, Internò rideva e scherzava senza turbamenti e dolore. Qualcuno ha tentato addirittura di disconoscere la foto di Pippo Internò ai funerali e altri hanno tentato di sostenere l’insostenibile e per questo è stata richiesta la restituzione agli atti da parte del pm per falsa testimonianza. E il tribunale si è riservato di farlo. Questo è un avviso ai naviganti e ai prossimi testimoni, nessuno può raccontare storielle. Bisogna dire la verità e se non lo fai ti assumi le conseguenze».

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