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Trebisacce, Mazzia: «Nosocomio rischia declassamento a ospedale di comunità»

La sindaca di Roseto Capo Spulico: «Non assisteremo in silenzio a questa ulteriore ingiustizia»

Pubblicato il: 04/05/2022 – 10:53
Trebisacce, Mazzia: «Nosocomio rischia declassamento a ospedale di comunità»

TREBISACCE «Temo si stia per consumare, nel silenzio più assordante, l’ennesimo smacco a scapito dell’Alto Ionio. Ancora una volta – si legge in una nota dell’amministrazione comunale di Trebisacce – c’è poca chiarezza intorno alle azioni poste in essere per la completa riattivazione di quel fondamentale presidio sanitario che è il nosocomio G. Chidichimo. L’Ospedale di Trebisacce, da tempo immemore impantanato tra le beghe della burocrazia, rischierebbe di essere declassato da “Ospedale di Frontiera” ad “Ospedale di Comunità”, una decisione che si pone in netta contrapposizione rispetto a quanto disposto dalla ormai nota Sentenza del Consiglio di Stato, la quale decretava la riapertura del Nosocomio trebisaccese al fine di garantire un accettabile livello di Lea nel territorio di interesse». Il grido d’allarme è stato lanciato dalla sindaca di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, a seguito della Delibera del Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza n. 711 del 27 aprile 2022 con cui si dispone l’Approvazione del Piano dei potenziali interventi integrativi e relativi RUP per l’attuazione degli obiettivi fissati dal Pnrr – Missione 6. «Di fronte all’ennesimo scippo ai danni dei cittadini dell’Alto Ionio non possiamo più restare indifferenti. Il Piano Operativo Regionale che la Regione Calabria vuole proporre al Ministero della Salute e ad Agenas non può e non deve vedere ridimensionato il ruolo del “G. Chidichimo” di Trebisacce, che, al contrario, aspetta ormai da troppo tempo un adeguamento secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato, che sancisce la riapertura del presidio allo stato quo ante la chiusura. La differenza tra i due sistemi di assistenza sanitaria, infatti, è sostanziale: un Ospedale di Comunità è finalizzato alla cura di pazienti che, a seguito di acuzie minori o alla riacutizzazione di condizioni croniche, necessitano di interventi sanitari clinici a bassa intensità che, per diversi motivi, non possono essere erogati a domicilio. Discorso ben diverso, invece, è la riattivazione di un Presidio ospedaliero capace di gestire le situazioni emergenziali, cosa di cui questo territorio è sfornito ormai da decenni. Ulteriori perplessità sulla gestione della sanità sul nostro Territorio, inoltre, emergono dalla riapertura dei termini per l’attribuzione dell’incarico di Direttore di Struttura Complessa per il solo Distretto Cosenza/Savuto. Questa circostanza desta non poche perplessità, considerato che, con delibera n. 434 del 1 marzo 2022 pubblicata dall’Asp di Cosenza sul proprio albo pretorio, si prevedeva il medesimo avviso anche per il Distretto Ionio Nord, cioè il nostro. Viene da chiedersi perché. Non assisteremo in silenzio a questa ulteriore ingiustizia o all’artificiosa mancanza di chiarezza. L’Ospedale di Trebisacce e la sanità territoriale dell’Alto Jonio, per la sua collocazione geografica e per la sua importanza strategica, deve essere potenziato per garantire ai Cittadini quel diritto alla salute, costituzionalmente sancito, di cui spesso a queste latitudini ci si dimentica».

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