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Ospedale di Cosenza, le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione

Chiesto un incontro urgente con il prefetto di Cosenza per discutere dei problemi del comparto sanitario del nosocomio bruzio

Pubblicato il: 05/05/2022 – 9:38
Ospedale di Cosenza, le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione

Riceviamo e pubblichiamo

COSENZA In data 03 Maggio 2022 presso la biblioteca dell’azienda ospedaliera di Cosenza si sono riuniti i segretari aziendali di NURSING UP, CISL, CGIL, UIL, FIALS ed FSI USAE. «Le organizzazioni sindacali segnalano ancora una volta la grave carenza di personale sanitario che ha portato nel tempo e non solo con la pandemia all’accorpamento di più reparti. Le figure sanitarie (Infermieri, OSS, tecnici di radiologia, Ostetriche, etc..) sono poche, per non parlare delle prossime scadenze di tanti contratti a tempo determinato. Nonostante la problematica sia stata portata all’attenzione del commissario più volte, la risposta è tardata o è risultata del tutto insoddisfacente. Nella disamina rientrano soprattutto i sanitari afferenti al comparto, lavoratori che portano sulle proprie spalle un cospicuo impegno fisico. Che il problema esista in sanità non è una grande scoperta per gli addetti ai lavori e generalizzare il tutto ventilando abusi dei benefici contrattuali risulta come al solito un’esagerazione che sposta l’attenzione dalle cause del problema ai lavoratori. Bisognerebbe chiedersi a chi giova scaricare le responsabilità sui singoli!
I sanitari vivono tutti i giorni ingiustizie e talvolta impotenti e rassegnati vedono i “manager di turno” addirittura premiati per gli obiettivi raggiunti, la domanda è: “Quali obiettivi sono stati conseguiti?” Intanto il personale continua a lavorare con turni e carichi di lavoro estenuanti al fine di garantire un minimo di assistenza sanitaria ai pazienti. Questa forbice sempre più stretta rispetto all’impegno psico fisico di tutti i sanitari rende sempre più sacrificato il lavoro in corsia e se a tutto questo aggiungiamo che la premialità covid è diventata un miraggio ( a differenza delle altre regioni) la bilancia propende su un solo lato causato anche da fattori impliciti come stress e vita privata. I carichi di lavoro, il demansionamento, il lavoro a turni in sé, la difficoltà ad usufruire delle ferie maturate sono solo la punta dell’iceberg. Sotto il pelo dell’acqua si trova la mancanza di motivazione dovuta a modelli organizzativi superati, assenza o carenza di servizi ai dipendenti come mense, convenzioni che in altre realtà sono di gran lunga superiori in termini di qualità e quantità. Si potrebbe andare avanti esaminando vari fattori, che tendono a far fuggire il personale dedicato all’assistenza dalle corsie, bisognerebbe invece invertire la rotta verso la giusta direzione: mettere in campo strategie che rendano “accettabile” il lavoro in corsia e garantire i LEA (livelli essenziali di assistenza) e i LEP (livelli essenziali delle prestazioni).
Basterebbe organizzare il lavoro coinvolgendo veramente il personale nel raggiungimento degli obiettivi, stimolandolo e valorizzandolo come risorsa indispensabile per l’ente.
Per tutte queste ragioni le organizzazioni sindacali a breve chiederanno un incontro urgente con il prefetto di Cosenza per discutere di tali problematiche. Proclamato lo stato di agitazione».

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