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Petrolmafie, aperta indagine sul suicidio del finanziere che avrebbe dovuto testimoniare

La Procura di Vibo dispone l’autopsia sul corpo del maresciallo 50enne. Accertamenti sulle ultime ore di vita del militare

Pubblicato il: 12/05/2022 – 15:09
Petrolmafie, aperta indagine sul suicidio del finanziere che avrebbe dovuto testimoniare

VIBO VALENTIA La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha disposto l’autopsia sul corpo di un maresciallo della Guardia di finanza di 50 anni, trovato morto ieri pomeriggio in una casa estiva della famiglia a Pizzo, nel giorno in cui avrebbe dovuto essere sentito nel controesame nel processo Petrolmafie. L’ipotesi prevalente è quella del suicidio ma il procuratore di Vibo Camillo Falvo vuole dissipare ogni dubbio e per questo ha delegato ai carabinieri del Comando provinciale di svolgere accertamenti coordinati dalla pm Maria Cecilia Rebecchi.
Gli accertamenti si focalizzeranno sul ricostruire le ultime ore di vita del finanziere valutando anche eventuali interventi esterni come causa del gesto estremo. Il sottufficiale, originario di Soveria Mannelli, aveva svolto attività di indagine nell’inchiesta “Petrolmafie” e ieri mattina avrebbe dovuto sottoporsi al controesame delle difese degli imputati dopo aver sostenuto quello della pubblica accusa appena pochi giorni fa. L’uomo però non si è presentato in Tribunale. Il cadavere è stato trovato nella tarda mattinata di ieri in un appartamento di proprietà dei suoceri a Pizzo. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine hanno eseguito le verifiche del caso. L’uomo si è ucciso sparandosi alla testa con la pistola d’ordinanza.

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