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Il “pacchetto” delle nomine sui tavoli della Regione, un banco di prova per la maggioranza

Presto all’odg le designazioni del Consiglio, che potrebbero intrecciarsi con quelle lato Giunta. Prime fibrillazioni nella coalizione di governo

Pubblicato il: 21/05/2022 – 20:35
Il “pacchetto” delle nomine sui tavoli della Regione, un banco di prova per la maggioranza

Parte il “valzer” delle nomine alla Regione. Tra Giunta e Consiglio regionale le prossime settimane saranno il crocevia di una lunga serie di designazioni nei tanti enti para e sub, aziende, società, comitati, consorzi, osservatori, consulte e commissioni e garanti che compongono il sempre affollato sottogoverno (e sottobosco) della Regione. Per quanto riguarda le nomine di competenze del Consiglio regionale, nei giorni scorsi è finita l’istruttoria delle domande con l’approvazione degli elenchi dei candidati ammessi ed esclusi (leggi qui https://www.corrieredellacalabria.it/2022/05/13/regione-il-consiglio-si-prepara-al-valzer-delle-nomine-ecco-tutti-i-candidati-elenchi/): sono una settantina, le nomine, e le relative proposte di provvedimento amministrativo sono già state inserite sul sito istituzionale, segno che potrebbero inserite all’ordine del giorno di una delle prossime sedute consiliari (anche se storicamente non vengono discusse in aula ma rinviate all’esercizio dei poteri sostitutivi del presidente del Consiglio regionale). E non si tratta di nomine irrilevanti, riguardando anche enti dal peso specifico piuttosto importante, come le varie figure dei Garanti, Fincalabra, il Corecom. Ancora le “grandi manovre” non sarebbero entrate nel vivo ma già si percepisce, all’interno della maggioranza di centrodestra guidata dal governatore Roberto Occhiuto, qualche fibrillazione, al punto che questa “partita” delle nomine – spiegano fonti dello schieramento – in realtà saranno un primo banco di prova per la tenuta degli assetti di coalizione, insieme all’esito delle Comunali, soprattutto quelle del capoluogo Catanzaro, dove il centrodestra si presenta frammentato, con Forza Italia e Lega da una parte e Fratelli d’Italia da un’altra (in solitaria) e una terza componente ancora da una terza parte. In settimana potrebbe essere convocata dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso una conferenza dei capigruppo chiamata a calendarizzare la prossima seduta dell’Assemblea legislativa calabrese: è probabile che una seduta possa essere programmata anche prima del voto delle Amministrative (il 12 giugno), senza comunque pratiche che possa avere un sapore elettorale o i crismi della “captato benevolentiae”. Sotto questo aspetto, sarebbe comunque da escludere un inserimento delle nomine di competenza del Consiglio regionale all’odg dell’eventuale seduta pre-voto, fermo restando però che il tema sarà destinato a occupare molte attenzioni della politica regionale, anche perché si intreccia con alcune dinamiche che si potrebbero registrare lato Giunta, considerando che ci sarebbero alcuni enti che potrebbero essere interessati dall’assegnazione di incarichi di vertice (e c’è chi scalpita, qualche  si dice che il gruppo FdI avrebbe già chiesto un incontro al governatore Occhiuto, in più ci sono forze come Udc e Coraggio Italia rimaste fuori dalle prime distribuzione degli incarichi). Generalmente le nomine di competenza del presidente della Giunta-Giunta e quelle di competenza del Consiglio regionale viaggiano su binari paralleli, ma se questi binari stavolta dovessero incontrarsi e compenetrarsi – spiegano sempre fonti del centrodestra – allora davvero potrebbe crearsi un corto circuito con conseguenti tensioni all’interno della maggioranza di governo, nella quale già non manca – tenuto comunque sottotraccia – qualche mugugno sull’atteggiamento finora tenuto da Occhiuto, atteggiamento definito poco (se non per nulla) concertativo (e ad horas il governatore dovrebbe ufficializzare il nome del dg di Azienda Zero, la nuova governance regionale in sanità). Ecco perché il “pacchetto” delle nomine da scartare da qui a qualche settimana sarà inevitabilmente un probante test, uno dei primi, della solidità degli assetti nel centrodestra dopo il trionfo delle Regionali di ottobre. (c. a.)

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