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“Casette dell’amore” nelle carceri: il governo stanzia oltre 28 milioni di euro

La reazione del responsabile Giustizia di Fratelli d’Italia: «Il governo vuole garantire la sessualità dei mafiosi»

Pubblicato il: 22/05/2022 – 17:30
“Casette dell’amore” nelle carceri: il governo stanzia oltre 28 milioni di euro

Il governo stanzia 28,3 milioni di euro per le “relazioni affettive” dei carcerati. Il via libera è arrivato in contemporanea sia dal Ministero della Giustizia che dal Ministero dell’Economia e delle finanze. Un provvedimento che, scrive Franco Bechis per Verità&Affari, «punta già nel 2022 a porre un prefabbricato (tipo quelli in cui vivono ancora i terremotati del centro Italia) all’interno di una casa circondariale in ogni regione, ristrutturando rapidamente ove già esistano alcuni fabbricati trasformabili in appartamento». Strutture in cui i detenuti potranno avere rapporti sessuali con i propri partner. Si tratta, scrive ancora Bechis, di «venti casette dell’amore entro fine anno, perché questa sarà la loro funzione: ospitare detenuti in regime di carcerazione duro e che quindi non possano godere di permessi premio, fino a un massimo di 24 ore». Nel modulo abitativo, si legge ancora su Verità&Affari, «potranno esserci in contemporanea tre detenuti con la propria o il proprio partner. Il costo 2022 dell’operazione è 3,6 milioni di euro nel 2022 cui però si aggiungeranno altri 24,7 milioni di euro in un biennio per pagare 100 casette nuove e ristrutturare allo scopo altri 90 fabbricati esistenti in tutte le altre 190 carceri italiane». «Con tutto il rispetto per le relazioni familiari stabili e la loro esigenza di carnalità, – scrive ancora Bechis – più che una casetta in ogni carcere dunque arriverà qualcosa di più simile a un casino, perché la sua funzione principale era proprio quella esercitata nelle case chiuse prima della legge Merlin». Nella relazione tecnica il governo scrive che «nell’ambito del panorama italiano lo strumento attraverso il quale meglio si realizza la soddisfazione dei bisogni affettivi e sessuali del detenuto e attualmente ancora quello del permesso premio, di cui all’art. 30 ter O.P., che la legge prevede anche al fine di coltivare interessi affettivi. Tale beneficio, tuttavia, non costituisce una soluzione al problema, non essendo fruibile dalla generalità dei detenuti: esso infatti e riservato ai soli condannati che si trovino nelle condizioni descritte dalla legge». «Per risolvere questa astinenza – conclude Bechis – dunque si procede con la costruzione dei “casini” dell’amore, e via con i 28,3 miliardi che sbloccano ora un testo all’esame del parlamento su corsie preferenziali, ma che porta la firma del consiglio regionale della Toscana dove fu approvato fra lunghe battaglie del centrodestra dal solo Pd che da quelle parti però ha la maggioranza assoluta».

Delmastro: «Il governo vuole garantire la sessualità dei mafiosi»

«Arrivano i primi investimenti del ministro Cartabia sul pianeta carcere e sull’edilizia carceraria! Si mette mano alla videosorveglianza? Garantiscono il taser a uomini e donne della polizia penitenziaria? Si costruiscono nuovi istituti? No! Cartabia investe 28 milioni di euro per le casette dell’amore per le relazioni sentimentali e sessuali. Siamo oltre il tragicomico!». È la reazione di Andrea Delmastro, deputato e responsabile Giustizia di Fratelli d’Italia. «A ciò si aggiunga che sono riservate ai soli detenuti mafiosi in regime di carcere duro, cioè quelli che non dovrebbero avere contatti con l’esterno per la loro pericolosità sociale – sottolinea Delmastro -. La sessualità del mafioso, assicurata anche per defatiganti 24 ore consecutive, per il governo dei migliori evidentemente riveste carattere di maggiore urgenza rispetto alla sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria. Il M5s aveva promesso una Italia a 5 Stelle, per ora sta realizzando un carcere a sessualità a 5 Stelle», conclude il deputato di FdI.

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