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la requisitoria

Crotone, indagine sul parco eolico, chieste 11 condanne

Al centro dell’inchiesta della Dda di Catanzaro c’è il clan Grande Aracri di Cutro, ritenuto responsabile di un giro di estorsione, usura e truffa

Pubblicato il: 06/06/2022 – 14:34
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Crotone, indagine sul parco eolico, chieste 11 condanne

CATANZARO Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Paolo Sirleo, ha invocato 11 condanne nei confronti degli imputati, giudicati con rito abbreviato nell’ambito del procedimento denominato Tauros, incentrato sulla realizzazione irregolare del parco eolico nella città di Crotone che lo scorso 27 ottobre aveva portato a 5 arresti. Al centro dell’inchiesta della Dda di Catanzaro c’è il clan Grande Aracri di Cutro, ‘ndrina ritenuta responsabile di un giro di estorsione, usura e truffa all’eolico, che, secondo le ultime indagini gestiva anche presunte vendite pilotate di immobili pignorati. Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno ricostruito il quadro della truffa analizzando cinque procedure esecutive, dove è emerso che gli indagati, tramite manovre illegali e grazie ai legami con le maggiori ‘ndrine della provincia: Megna di Papanice, Grande Aracri di Cutro, Arena di Isola Capo Rizzuto e Mannolo di San Leonardo di Cutro, riuscivano a far riavere i beni requisiti ai proprietari originari.
In seguito, prima della chiusura delle indagini preliminari, le indagini della Squadra Mobile di Crotone hanno ampliato il quadro accusatorio. Sono stati ravvisati, infatti, gli ulteriori reati di trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Le richieste di condanna

Il pm ha chiesto la condanna di Rosario Caracciolo, due anni di reclusione e 140 euro di multa; Rocco Devona, tre anni e 200 euro di multa; Antonio Franco, quattro anni e 6000 euro di multa; Giuseppe Germinara, due anni di reclusione; Antonio Grande, sei anni e 20mila euro di multa; Domenico Grande, quattro anni e 14mila euro di multa; Raffaela Lavigna, un anno e 300 euro di multa; Antonio Lia, due anni di reclusione; Salvatore Lorenzano, nove anni e 3000 euro di multa; Maria Russo, due anni e 2000 euro di multa; Giuseppe Turrà, 12 anni e 2000 euro di multa.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Mario Siniscalco, Mario Nigro, Luigi Falcone, Maurizio Belmonte, Antonio Fuscà, Tiziano Saporito, Luigi Colacino, Mario Germinara, Nicola Rendace, Antonio Maida, Pasquale Lepera, Carolina Carbone, Alessandro Guerriero, Wanda Bitonte, Gregorio Viscomi, Salvatore Iannone, Bernardo Marasco, Giacomo Iaria, Paola Portaluri, Giuseppe Pignanelli. (ale.tru.)

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