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La Locride sogna di diventare Capitale Italiana della Cultura 2025 – VIDEO

Luoghi ricchi di arte, storia e tradizioni. I 42 Comuni fanno squadra. «Un riscatto culturale e sociale per l’intero territorio»

Pubblicato il: 14/06/2022 – 13:17
di Mariateresa Ripolo
La Locride sogna di diventare Capitale Italiana della Cultura 2025 – VIDEO

LOCRI 42 Comuni e un unico sogno: diventare la Capitale Italiana della Cultura 2025. La Locride sogna in grande e lo fa in virtù delle bellezze naturali, culturali e artistiche che caratterizzano l’intero territorio. La proposta del Gal Terre Locridee è stata appoggiata pienamente dalla Città metropolitana di Reggio Calabria, che ha firmato la candidatura, e dai sindaci della Locride. Sono 16 le città in lizza per il 2025 (Agrigento, Aosta, Assisi, Asti, Bagnoregio, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Enna, Lanciano, Monte Sant’Angelo, Orvieto, Otranto, Peccioli, Pescina, Roccasecca, Spoleto, Sulmona), ma mai prima un territorio così vasto – composto appunto da ben 42 comuni – aveva presentato la propria candidatura. 

L’iter

Il titolo di Capitale italiana della cultura, voluto dal ministro della Cultura Dario Franceschini, viene conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del progetto. Procida detiene il titolo per il 2022, Bergamo e Brescia capitali per il 2023 e la città di Pesaro diventerà capitale della cultura nel 2024. Entro il 13 settembre dovrà essere presentato il dossier che sarà sottoposto al giudizio della commissione esaminatrice composta da sette esperti nella gestione dei beni culturali. Entro il 15 novembre verrà stilata una lista delle 10 finaliste, mentre la valutazione finale si avrà entro il 17 gennaio 2023. 

Luoghi ricchi di arte, storia e tradizioni

Il Musaba, creato dagli artisti Nik Spatari e Hiske Maas – scelto simbolicamente come “luogo di residenza“ della candidatura – Gerace, Stilo, il Museo e il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, il teatro greco-romano a Portigliola, la Villa Romana di Casignana, il Museo e il Parco archeologico dell’Antica Kaulon. Queste e tantissime altre le ricchezze di un territorio che racchiude, tra la cornice marina della Riviera dei Gelsomini, le testimonianze dell’arte e della cultura dell’antica Magna Grecia e dell’età romana, ma costituito anche da un patrimonio immateriale esclusivo che si conserva nelle tradizioni e nella storia. «La Locride è uno dei territori più ricchi di biodiversità in Europa, sia dal punto di vista naturale che culturale, ma anche come pratiche agricole», ci spiega il direttore del Gal Terre Locridee Guido Mignolli. 

La voglia di raccontare «tutta un’altra storia»

“Locride, tutta un’altra storia”. È questo il claim della campagna a sostegno della candidatura. L’obiettivo è quello di raccontare il territorio attraverso una lente che risalti bellezze e peculiarità di una «terra unica al centro del Mediterraneo, ancora tutta da scoprire». «Un’altra storia – afferma ai nostri microfoni il presidente del Gal Francesco Macrì – che non deve essere più quella che negli anni è stata, ma deve essere quella di bellezza, cultura e luoghi affascinanti, ma soprattutto di gente che ha voglia di venire fuori da una situazione disastrosa dal punto di vista socio-economico e ambientale. Macrì ha parlato di «una candidatura rivoluzionaria per tutto il territorio»: «È un primo passo verso il cambiamento che ci può essere verso la Locride e tutta la Calabria». «La candidatura della Locride rappresenta un riscatto culturale e sociale dell’intero territorio, ha affermato il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, che ha aggiunto: «Ci giochiamo una partita importante e abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Per anni l’immagine della Locride è stata sporcata, ma finalmente sta crescendo e si sta affermando grazie al suo patrimonio culturale e ambientale». «Se diventiamo Capitale Italiana della Cultura 2025 – ha concluso il primo cittadino – sarà un successo non solo per la Locride, ma per tutta la Calabria».

«Alla base della candidatura – ha spiegato Antonio Blandi, responsabile di Officina delle idee, partner dell’iniziativa – c’è una forte programmazione. Si vuole portare avanti la diversità come elemento valoriale, ma ragionando sulla possibilità di elaborare un progetto unico con al centro un territorio che ha tanto da dire». Intanto nelle prossime settimana sarà svolto un programma di eventi culturali fino alla presentazione del dossier a settembre. «Durante i mesi che porteranno alla redazione e alla presentazione del dossier – ha spiegato il direttore Mignolli – il Gal, sul territorio, attuerà il programma di attività che prevede i laboratori di comunità, ovvero dei momenti di partecipazione che serviranno sia per aumentare la consapevolezza del lavoro che si sta svolgendo, sia per consentire alle persone di fornire la propria idea rispetto al progetto».

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