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Infrastrutture, sanità, sbarchi e Reddito di cittadinanza: ecco come la pensano i candidati

Baldino, Furgiuele e Papasso: in corsa alla Camera nel collegio Corigliano-Rossano-Crotone ospiti a “L’altra politica” in onda su L’Altro Corriere Tv

Pubblicato il: 30/08/2022 – 9:50
Infrastrutture, sanità, sbarchi e Reddito di cittadinanza: ecco come la pensano i candidati

LAMEZIA TERME I nuovi collegi ma con la stessa legge elettorale, la dissuasione dall’astensionismo, il futuro del Reddito di cittadinanza, l’isolamento infrastrutturale, l’emergenza legata all’immigrazione clandestina e la sanità negata. Riparte “L’altra politica”, il talk d’approfondimento dell’Altro corriere Tv, con una puntata dedicata al confronto tra i candidati del Collegio uninominale 1 (Corigliano Rossano e Crotone) alla Camera dei deputati. Vittoria Baldino (M5s), Domenico Furgiuele (Lega) e Gianni Papasso (Pd – Partito socialista) sono stati ospiti ieri sera (ore 21.30) di Danilo Monteleone nella prima puntata stagionale del Talk.
Un confronto civile, pacato, improntato sui temi che non ha fatto però mancare qualche “stilettata”. Come quelle dirette dal sindaco di Cassano allo Ionio nei confronti dei due parlamentari uscenti additati in quanto «immigrati politici» e «scarsamente attenti al territorio» in cui i tre si confronteranno nell’urna il prossimo 25 settembre.

La sfida nel collegio Corigliano-Rossano-Crotone

Per la deputata Baldino «il parlamentare rappresenta la Nazione secondo la Costituzione», dunque non è un problema l’extraterritorialità politica, anche se poi ammette che questi «deve essere al contempo espressione di un territorio». «Sinceramente – ha affermato Baldino – non mi risulta affatto difficile esprimere un territorio che quello di Corigliano Rossano ma anche Crotone che, benché siano due province differenti, hanno comunque molta affinità perché sono zone costiere e che purtroppo hanno in Comune anche le criticità». «Sono figlia della Calabria – ha replicato a Papasso, Baldino – che come tanti miei coetanei ha lasciato la propria terra a 19 anni per studiare fuori. Oggi ho avuto la fortuna di poter tornare a casa e quindi vorrei contribuire a creare le condizioni perché tanti possano fare ritorno». Furgiuele ha ricordato che Crotone fa parte del suo vecchio collegio. «L’entusiasmo di questa nuova campagna elettorale – ha quindi commentato il leghista – sta nel riconoscimento da parte del mio partito sulla candidatura e anche nel grande senso di responsabilità e di impegno da parte dei partiti del centrodestra che mi hanno dato questa opportunità». «Avrò l’onore – ha sottolineato Furgiuele – di poter rappresentare in quei territori nei quali sono già stato e che ho già battuto, prima da militante, poi da responsabile regionale di un partito come quello della Lega».
Papasso si è definito l’unico candidato «autoctono» a livello politico del collegio. «Ho contestato la riduzione numero dei parlamentari – ha sostenuto il sindaco – che ha portato ai collegi mastodontici e che, il mio partito non ha votato, perché io sono socialista e il mio partito non ha votato questa riforma. Se c’è qualcosa che manca è proprio la Legge elettorale». «Vivo in questo territorio – ha detto Papasso – dove sono nato e cresciuto, mentre da parte dei colleghi mi pare si possa più parlare di un fenomeno di immigrazione politica».

Il primo partito in Calabria è l’astensionismo?

Ha attaccato subito sul tema il candidato dem Papasso. «Sono a confronto con due parlamentari uscenti – ha incalzato – mi piacerebbe sapere qual è stato il loro impegno su questo territorio. A mio avviso non hanno fatto niente – ha affermato Papasso –. Allora se è così, è chiaro che c’è bisogno di ricambio, di un avvicendamento della rappresentanza del territorio perché i problemi sono tantissimi e la gente non ce la fa, le famiglie sono stanche e i figli sono costretti ad andare fuori», ha stigmatizzato Papasso.
«È vero che c’è una disaffezione dei cittadini – ha ammesso la parlamentare Baldino – che non percepiscono come fatto utile quello di andare a votare. Invece dobbiamo stimolare in loro la necessità di farlo perché altrimenti, se non ti non va di andare a votare, semplicemente si consegna il Paese nelle mani di chi esprime invece una preferenza e quindi sceglie per loro». «Noi già in febbraio come M5s – ha aggiunto Baldino – avevamo detto a questo governo che era il caso di intervenire sul caro bollette e carburanti, i autunno dovremo affrontare un aumento di 700 euro per famiglia. Abbiamo interrotto i nostri rapporti col governo Draghi nel momento in cui non inteso questi nostri allarmi come prioritari nell’agenda di governo».
Ha quindi rivolto un appello al voto l’altro parlamentare Domenico Furgiuele. «Riconosciamo il fatto che siete stanchi di andare a votare – ha detto ai cittadini dai microfono dell’Altra politica –, ma da giorno 26 settembre sarà sempre la politica a decidere sulle tasse, sulle bollette e sulla gestione della cosa nazionale Per quanto riguarda la crisi – ha proseguito il parlamentare – il centrodestra ha fatto il massimo degli sforzi per partecipare a un governo di Unione nazionale, ma si è arrivati ai minimi termini nel momento in cui noi chiedevamo provvedimenti per affrontare il caro bollette per le famiglie e per le imprese e ci siamo sentiti rispondere dal Pd e dal centrosinistra che era necessario fare una legge sullo ius soli. Noi abbiamo deciso di dare la parola agli italiani e non ci tireremo indietro», ha rilanciato Furgiuele.

Le sabbie mobili del Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza rappresenta sicuramente un territorio di scontro per i vari partiti. Baldino replica di non essere d’accordo sul fatto che «il reddito abbia completamente fallito. Come ogni misura che viene introdotta per la prima volta in un sistema economico va migliorata sicuramente». E ha aggiunto che «i centri per l’impiego in Italia non funzionano e questo non ce lo deve dire reddito di cittadinanza. Tanto è vero che nella legge – ha ricordato Baldino – il governo aveva stanziato un miliardo che ha consegnato alle regioni per riorganizzare proprio i centri per l’impiego attraverso investimenti nelle infrastrutture digitali e quindi impiegare soprattutto il personale».
Furgiuele si è detto favorevole al Reddito di cittadinanza in quanto proveniente da una «tradizione politica» ben connotata: «Ho fatto la prima testa da 14 anni e vengo dalla destra sociale quindi credo che il reddito di cittadinanza possa essere considerato, almeno nell’intenzione, una provvedimento di civiltà perché è giusto che lo Stato si occupi dei propri disoccupati». «È chiaro che – ha aggiunto – va migliorato e sicuramente va controllato perché ‘intenzione era buona ma evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto. Nessuno vuole abolire la possibilità – ha precisato il leghista – di poter essere aiutato dallo Stato per chi non può andare a lavorare o non ha un lavoro».
Anche per Papasso il Rc è stato «uno strumento e buono necessario» soprattutto «nei mesi della pandemia». «Porto l’esperienza di un sindaco che opera in Calabria – ha aggiunto – dove c’è un alto tasso di disoccupazione. Prima del reddito cittadinanza, dietro la mia porta, erano in tanti a chiedere un lavoro soprattutto nei periodi estivi. Adesso sono gli imprenditori che mi chiedono forza lavoro. Qualcosa allora non va e non può la sola Polizia municipale controllare chi aggira le regole».

Fascia ionica ostaggio dell’isolamento infrastrutturale

«Il nostro è un collegio – ha premesso Papasso – ricco di storia, di cultura e con una tradizione elgata all’agricoltura specializzata, tantissimi impianti turistici e numerosi beni culturali e naturalistici. Però non posso essere sfruttati appieno – ha stigmatizzato il sindaco – perché c’è una carenza di infrastrutture atavica. Per esempio abbiamo verificato che il treno Sibari Bolzano ha messo in moto in qualche modo il circuito del viaggiatore e della penetrazione sulla territorio, ma non basta», ha evidenziato Papasso che ha poi criticato l’operato del viceministro Morelli di recente giunto in Calabria in vista ai cantieri della sibaritide.
«Se è arrivato quel treno – ha controbattuto Furgiuele – e se sono migliorati collegamenti è dovuta ad una commissione trasporti della quali ho fatto parte e che nella quale evidentemente ho dato il mio contributo da calabrese, così come lo devo riconoscere agli altri colleghi calabresi presenti. Non sono qui per fare stilettate – ha stigmatizzato Furgiuele – vorrei solamente che fosse una competizione elettorale dove  si dice la verità. Noi siamo per nominare dei commissari che sorveglino e coordinino i grandi cantieri in Ialia così com’è avvenuto per Genova», ha rilanciato Furgiuele.
 Baldino si è quindi detta soddisfatta che «il collega abbia riconosciuto il lavoro del MoVimento 5 Stelle. Appena siamo stati eletti – ha ricordato Baldino – nel primo governo nel Conte, avevamo un certo numero di ministeri di peso tra cui il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti con l’allora ministro Danilo Toninelli che ha dimostrato un’attenzione forse mai vista per la Calabria. Bisogna proseguire su questo solco».

Emergenza sbarchi e soluzioni

Furgiuele ha inteso esprimere la sua solidarietà alle cittadinanze di Crotone e Roccella Ionica «perché si sono viste arrivare un altro stormo di immigrati che giustamente poi devono accogliere, sostenere e gestire». «Il nostro partito – ha incalzato il leghista – ha già affrontato questa tematica e l’ha affrontata in modo deciso tant’è che Matteo Salvini ha dimostrato che si poteva fare qualcosa a fronte di chi frapponeva ragioni di carattere europeo, internazionale, Nato e Unicef. Alla fine lo ha affrontato – ha sostenuto Furgiuele – e lo ha risolto. È un tema serio per la tutela dei confini nazionali ma anche e soprattutto per la tutela delle vite umane di queste persone che vengono portate con la chimera della Calabria, con la chimera dell’Italia e poi vengono abbandonate a sé stesse nelle mani di persone che li sfruttano magari col lavoro in nero, o come tutte quelle associazioni che lucrano sull’immigrazione e di cui abbiamo sentito parlare soprattutto in Calabria».
Papasso ha replicato che «non puoi bloccare delle persone disperate in mare, ma devi risolvere il problema a livello internazionale. In Italia si tratta di gestire questo flusso di immigrati da soli, invece c’è bisogno di coinvolgimento dell’Europa».
Anche per Baldino il fenomeno migratorio «non è un fenomeno che riguarda soltanto il nostro Paese, ma è un fatto sociale e globale che non si ferma con una legge come i Decreti sicurezza di Salvini. Non hanno fermato il fenomeno migratorio – ha sostenuto la parlamentare cinquestelle – perché è un fatto sociale e bisogna saperlo gestire, bisogna sostenere soprattutto i sindaci dei comuni di frontiera e i governi dei paesi interessati. È vero che arrivano in Italia gli sbarchi perché è un paese di frontiera – ha aggiunto Baldino – ma dall’Italia vanno poi altrove. Quindi bisogna Innanzitutto cambiare il regolamento di Dublino», ha sollecitato la parlamentare.

La sanità negata

Papasso ha subito premesso che «nel nostro collegio in particolare non è garantito il diritto alla salute» e che «se un cittadino sta male o se in una famiglia c’è un ammalato, bisogna subito ricorrere alle amicizie perché tramite le amicizie si risolvono i problemi». «Così non dovrebbe essere – ha commentato Papasso –. La Calabria è commissariata da tempo, finalmente il commissario è il presidente della giunta regionale, però l’ospedale di Trebisacce continua ad essere chiuso, l’ospedale di Castrovillari è uno spoke che funziona al ranghi ridotti, sul nosocomio di Cariati siamo in attesa di una risposta e pure è l’ospedale di Cassano non è mai partito».
Secondo Baldino «in pandemia abbiamo sperimentato il fallimento di una logica sanitaria basata sulla centralità dell’ospedale e lo abbiamo visto soprattutto nelle regioni del nord che avevano la nomea di essere super efficienti dal punto di vista anche sanitario». «Nei governi Conte – ha sostenuto Baldino – abbiamo aumentato i posti di formazione di specializzazione da 4.500 a 18mila, ma questi risultati li vedremo tra 4-5 anni e intanto c’è bisogno di medici, c’è bisogno di strutture, ma soprattutto c’è bisogno di serietà politica».
«Non accetterò mai – ha sostenuto Furgiuele – lo scontro politico e propagandistico sulla sanità perché è una cosa troppo seria sulla quale si può solo avere un confronto. La Calabria è stata sotto commissariamento negli ultimi 11 anni ed ovviamente ha scontato una valutazione di livello ragionieristico su una tematica che non può essere evidentemente affrontato in questo modo. Sono fiducioso – ha quindi concluso – perché negli ultimi 10 mesi, per il tramite del presidente Occhiuto abbiamo ripreso nelle mani il futuro del destino della nostra sanità». si vede già l’imprinting di un presidente di regione che sta lavorando insieme a tutto il centro-destra le cose Migliorino ovviamente non abbiamo la bacchetta magica Ma questi risultati che stanno arrivando Non sono merito o demerito di politiche nazionali ma sono merito di un lavoro territoriale che deve essere sicuramente supportato da una classe parlamentare all’altezza che abbia sicuramente più connessioni possibili con la politica del territorio.

Le previsioni sul voto

«Il giudizio lo daranno gli elettori il 25 di settembre – ha detto Baldino in chiusura di trasmissione – e sarà soprattutto su quello che propongono i partiti. Su questo che dobbiamo misurarci non tanto sulle polemiche personali». «Credo che il confronto sia ancora solo all’inizio. Quindi auspico che ci si possa confrontare nel modo più civile possibile». «Sono soddisfatto e contento di essermi confrontato con due brave persone – ha chiuso Papasso – però il cittadino deve scegliere il suo rappresentante e credo che Baldino e Furgiuele sono distanti dal territorio, mentre io rappresento l’unico interprete del bisogno da esso espresso per il semplice fatto di aver lavorato intensamente coscientemente proprio qui». (redazione@corrierecal.it)

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