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operazione “blu notte”

Lo spaccio sull’asse Rosarno-Cosenza. «Dal pentimento di Franco Pino sono finiti»

I rosarnesi analizzano la situazione criminale nella città dei bruzi. Citano Patitucci e Porcaro e preparano una consegna «dal dentista amico»

Pubblicato il: 13/12/2022 – 14:55
di Fabio Benincasa
Lo spaccio sull’asse Rosarno-Cosenza. «Dal pentimento di Franco Pino sono finiti»

ROSARNO E’ il 26 febbraio 2020 quando a Rosarno due uomini attendono l’arrivo di un terzo soggetto. Fausto Pizzuti non ritarda all’appuntamento e arriva a bordo della sua Ford Focus. Ad aspettarlo Francesco Benito Palaia e Gaetano “Max” Palaia, tutti coinvolti nell’indagine denominata “Blu Notte” concluse dai militari del Gruppo di Gioia Tauro e dai Ros di Brescia e che ha colpito le nuove leve delle cosche Bellocco di Rosarno, Spada di Ostia, Lamari-Larosa-Pesce della piana di Gioia Tauro.

La droga consegnata nello studio dell’odontoiatra «amico» del clan

Il viaggio dalla città dei bruzi a Rosarno è motivato dalla necessità di Pizzuti di rifornirsi di droga. In una intercettazione, Pizzuti e Francesco Benito Palaia fanno riferimento all’interesse del primo ad acquistare lo stupefacente. «Allora, due.. due chili di fumo sono cinquemila e quattrocento euro ..»…«Mille e sette e mille e sette?»..«Otto e otto.. me lo porti il 50? Io non è che ti sto mettendo con un coso al collo.. adesso io, adesso sai cosa posso fare?». Palaia rivolgendosi al suo interlocutore detta le condizioni non derogabili sul pagamento dello stupefacente da ratificare in tempi brevi e con un acconto della metà del prezzo stabilito. Nessun problema per Pizzuti deciso ad iniziare una collaborazione fiduciaria e duratura. Al trasporto, invece, avrebbe pensato un «postino» inviato dalla cosca direttamente nel centro di Cosenza e più precisamente nello studio dentistico di un odontoiatra «dimostratosi in passato propenso ad accogliere le richieste di cure avanzate dallo stesso Palaia». Il medico – sottolinea il rosarnese – è un «amico».

Droga, l’asse Cosenza-Rosarno

Palaia dimostra di conoscere bene le figure criminali cosentine. Mentre discute con Pizzuti si sofferma sull’attuale situazione della mala bruzia. «Non hai capito .. dal pentimento di Franco Pino a Cosenza .. sono finiti». Un riferimento all’attuale condizione del crimine cosentino, che secondo il rosarnese ha un potere assai limitato rispetto al passato. Palaia poi cita – nella medesima chiacchierata intercettata – un importante nome della ‘ndrangheta cosentina, Francesco Patitucci. All’esponente di spicco della cosca Lanzino-Ruà, dopo la sua scarcerazione avvenuta il 30 agosto 2019, aveva ceduto «10 pacchi» di droga (probabilmente dieci chilogrammi di cocaina). Non era la prima volta che esponenti del clan Lanzino-Ruà facessero affari con i Rosarnesi. Nell’ambito di un’altra attività investigativa, infatti, era stato scoperto un ingente acquisto di droga del «delfino di Patitucci», Roberto Porcaro, da esponenti della cosca Cacciola-Grasso. Porcaro aveva assunto – secondo l’accusa – le redini del clan dopo l’arresto di Patitucci «a riprova dell’esistenza di un consolidato asse Rosarno – Cosenza per lo smercio delle sostanze stupefacenti».

La consegna ritarda causa Covid

L’accordo tra le parti è siglato, definiti i dettagli relativi al pagamento si passa alla consegna. Il «postino» da Rosarno raggiungerà Cosenza, che non avverrà presso lo studio medico prima citato ma dinanzi «ad un pub poco distante dalle Poste Centrali». «Allora i pacchi partono .. però devo sapere sempre alle cinque quello che mi dice lui.. ed io alle cinque e un quarto cinque e mezza ti mando il messaggio e ti dico .. ehh .. perché i pacchi li consegnano .. eh … mercoledì, venerdì e lunedì .. quindi io mi devo regolare in questi tre giorni come mi devo organizzare .. se io ti chiamo e ti mando un messaggio e ti dico Fausti alle cinque ci vediamo là dal dentista .. vuol dire già che già tu alle due e mezza devi essere davanti al pub…». Terminata la contrattazione della droga, Pizzuti si allontana e Francesco Benito Palaia riceve a casa la visita «dei fedeli sodali Biondo Antonino e Caminiti Rosario». Ai due, il rosarnese conferma l’accordo stipulato e in modo esplicito annuncia il bisogno di reperire un considerevole quantitativo di marijuana pari a 10 chilogrammi. «Senti qua.. Hai.. Oh… Mi servono.. aspetta prima che mi dimentico.. dieci chili d’erba .. subito .. pagamento cash!». La consegna dello stupefacente però ritarda a causa delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19 e Palaia propone a Pizzuti di tornare a Rosarno per prendersi direttamente lo stupefacente, inviandogli un suo complice «piccoletto». «Buongiorno virus scusami ma sistemato tutto ieri sera tardi mandami piccoletto lunedì pomeriggio così, gli dico come dobbiamo fare ok»). (f.benincasa@corrierecal.it)

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