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La decisione

Autonomia, giovedì il testo in Cdm con “qualche ritocco”. Ecco le novità

La decisione dopo il vertice a Palazzo Chigi. Occhiuto: «Positivo passo in avanti nel testo»

Pubblicato il: 31/01/2023 – 18:04
Autonomia, giovedì il testo in Cdm con “qualche ritocco”. Ecco le novità

ROMA Il disegno di legge sull’Autonomia differenziata sarà presentato in Consiglio dei ministri giovedì. Lo si apprende da fonti di governo, dopo la riunione di oggi del pre-Consiglio in cui, viene spiegato, è stata esaminata la bozza di testo diffusa ieri sera ed è stato deciso «qualche ritocco».
Le Regioni avranno più risorse e più poteri con l’autonomia, per gestire i servizi essenziali per i cittadini, a partire naturalmente dalla sanità.
Da quanto si apprende, fra i ritocchi necessari emersi nella riunione del pre-Consiglio dei ministri, uno riguarderebbe un rafforzamento del ruolo del Parlamento: dopo l’intesa preliminare fra Stato e Regione, l’ipotesi è quella di inserire un atto di indirizzo da parte delle Camere, che si voterebbe quindi in Aula, anziché – come previsto nella bozza – «l’esame da parte dei competenti organi parlamentari», ossia le commissioni.
Un’altra modifica su cui si starebbe ragionando è l’aumento, da sei mesi a un anno prima della scadenza, del periodo di preavviso per manifestare, da parte dello Stato o della Regione, la volontà di non proseguire l’intesa, che altrimenti – come si legge nella bozza circolata ieri – al termine si intende rinnovata per un uguale periodo. Questa modifica, spiegano fonti di governo, sarebbe motivata con la necessità di evitare disallineamenti sull’anno scolastico legati alla modifica di attribuzioni legate all’istruzione.

Berlusconi: «Dobbiamo pensare alla Lombardia che si fa carico dei cittadini che si fanno curare lì»

«Dobbiamo pensare che ogni anno 200mila cittadini raggiungono la Lombardia da altre Regioni per sottoporsi a interventi chirurgici. Quindi, dobbiamo garantire a tutti una sanità di assoluta qualità», ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Occhiuto: «Il testo rappresenta un positivo passo in avanti»

«Il testo predisposto dal ministro Roberto Calderoli andato oggi in pre-Consiglio rappresenta un positivo passo in avanti. Ringrazio i ministri di Forza Italia per il prezioso lavoro svolto in queste settimane, portando avanti le proposte di modifica che io e altri presidenti di Regione del Sud avevamo avanzato. Molto bene che dal provvedimento siamo stati cancellati i riferimenti all’ingiusto criterio della spesa storica. Come ho affermato in più occasioni, nessun pregiudizio sull’autonomia differenziata, che è una possibilità offerta dalla Costituzione alle Regioni. Ma si garantiscano prima gli obblighi che la nostra Carta fondamentale pone in capo allo Stato in ordine alla definizione dei fabbisogni standard, ai diritti sociali e civili garantiti con uniformità su tutto il territorio nazionale, e alla perequazione. Solo così l’attuazione del Titolo V può servire a rinsaldare l’unità nazionale, senza spaccare il Paese». Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Boccia: «Difficile fare di peggio, ma ci sono riusciti»

«Era molto difficile fare peggio, ma la Lega e il Ministro Calderoli ci sono riusciti». Così Francesco Boccia, senatore PD e responsabile Regioni e Enti locali della segreteria nazionale, lasciando il Senato.
«La proposta trasmessa in pre Consiglio dei ministri – aggiunge – che circola in queste ore e sarebbe destinata al prossimo Cdm, è gravemente peggiorativa delle precedenti e conferma il disegno di rottura dell’unità del Paese. L’articolo 8 conferma tutti i nostri sospetti: dall’applicazione del ddl “non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. È la riprova che non investono un solo centesimo per ridurre le diseguaglianze».
«Così come spaccano il Paese – sottolinea l’esponente dem – riconfermando in più passaggi dall’articolo 4 e 5 il disegno secondo il quale aumentano le compartecipazioni e i tributi locali che non faranno altro che creare caos fiscale e la fine dell’unità fiscale del Paese. Umiliazione totale per il Parlamento ridotto a passacarte di intese tra governo e Regioni in una Repubblica che non è federale ma, per fortuna, ancora parlamentare. La destra sta svendendo alle peggiori pulsioni secessioniste della Lega l’intero mezzogiorno e tutte le aree interne al sud e nello stesso nord».
«Scuola e sanità saranno sempre più a rischio privatizzazione – conclude Boccia – e i servizi alla persona su trasporto pubblico e assistenza saranno sempre più precari nelle aree più disagiate del Paese. Ci opporremo duramente in Parlamento e nel Paese».

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