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Urne aperte in Lazio e Lombardia. Si vota anche lunedì

Chiamati al voto oltre 13 milioni gli elettori. È il primo banco di prova del governo dopo le Politiche

Pubblicato il: 12/02/2023 – 8:35
Urne aperte in Lazio e Lombardia. Si vota anche lunedì

ROMA Sono oltre 13 milioni i cittadini di Lazio e Lombardia chiamati alle urne per il rinnovo dei governi regionali. Nelle due regioni i seggi sono aperti dalle 7 alle 23, si vota anche lunedì fino alle 15. Poi inizia lo spoglio.
In Lombardia sono chiamati a votare 8 milioni e 349mila elettori; in Lazio gli aventi diritto sono invece 4 milioni e 815mila. In totale, si tratta di oltre un quarto della popolazione italiana e degli aventi diritto al voto. Il risultato della consultazione, che eleggerà i nuovi presidenti e i Consigli regionali delle due più popolose regioni italiane, sarà anche il primo banco di prova del governo dopo le elezioni politiche del 25 settembre scorso.
Il centrosinistra, che si presenta in coalizione con il Movimento 5 stelle in Lombardia, senza Terzo polo, e in coalizione con il Terzo polo, senza Movimento 5 stelle, nel Lazio, considera invece “aperta” la sfida nelle due regioni. Il centrodestra si presenta invece nella sua formulazione di governo al fianco dei propri candidati in entrambe le regioni.

Le sfide

In Lombardia la sfida è tra il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dal centrodestra unito; il candidato del centrosinistra Pierfrancesco Majorino; la candidata del Terzo polo Letizia Moratti, ex vice di Fontana. In campo anche Mara Ghidorzi, la quarta sfidante, candidata di Unione popolare. Nel Lazio è corsa a sei: Alessio D’Amato (centrosinistra), Francesco Rocca (centrodestra), Donatella Bianchi (M5S), Rosa Rinaldi (Unione Popolare), Fabrizio Pignalberi (Quarto Polo e Insieme per il Lazio) e Sonia Pecorilli (Partito Comunista Italiano).
La legge elettorale prevede l’elezione diretta sia del presidente di Regione sia del Consiglio regionale, in un’unica tornata, a suffragio diretto. Non è previsto il ballottaggio: vince chi prende più voti.

I sistemi elettorali

In Lombardia alle liste collegate al presidente eletto è assegnato almeno il 55% dei seggi, se il vincitore ha ottenuto almeno il 40% dei voti alle urne; se invece ha preso più del 44% dei voti, alla sua coalizione sarà assegnato il 60% dei seggi. Nel Lazio invece il vincitore avrà un premio del 20% (avrà cioè 10 seggi in più, sui 50 totali del consiglio, rispetto a quelli ottenuti alle urne; il totale della sua coalizione non potrà superare però il 60%). In sostanza, a differenza della Lombardia, nel Lazio la maggioranza non è garantita.
Non ci sono listini bloccati: i candidati al consiglio regionale si devono sudare l’elezione con le preferenze. Sia la Lombardia sia il Lazio hanno infatti abolito il «listino del presidente», che garantiva l’elezione certa a uomini di fiducia dei vincitori. Un elettore può esprimere fino a due preferenze per i candidati in consiglio, ma deve fare attenzione alle regole per la parità di genere: nel caso si esprimano due preferenze, devono riguardare due candidati di sesso diverso. Se si scelgono due uomini o due donne, la seconda scelta sarà annullata.

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