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Cosenza, i penalisti: «Una sola toga in difesa dei diritti dei detenuti»

La camera penale presente al primo consiglio del Consiglio dell’ordine degli avvocati bruzio

Pubblicato il: 16/03/2023 – 10:15
Cosenza, i penalisti: «Una sola toga in difesa dei diritti dei detenuti»

COSENZA È iniziato nel segno della “coesione della Toga” il primo Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza con la Presidenza dell’avvocato Ornella Nucci.
Il Consiglio direttivo della Camera penale di Cosenza, invitato dalla Presidente Nucci, si è presentato dinanzi ai ventuno componenti del Consiglio dell’ordine degli avvocati, recentemente insediatosi, e ha formalizzato le istanze dell’Assemblea dei penalisti tenutasi lo scorso sabato, a margine dell’astensione in bianco proclamata per protestare contro la violazione dei diritti in pregiudizio dei ristretti nel Carcere di Cosenza nonché delle parti processuali.
Il presidente onorario, Antonio Feraco, il segretario, Gabriele Posteraro, e il presidente della Camera penale di Cosenza, Roberto Le Pera, intervenendo, hanno rivolto all’intero Consiglio dell’Ordine l’auspicio della «unità della Toga nella battaglia democratica contro la erosione, in primis, del diritto di difesa delle 260 persone private della libertà, presunte innocenti e rei, ristrette nella Casa circondariale di Cosenza, nei cui riguardi la Direzione dello stesso istituto penitenziario, improvvisamente, giorni addietro, senza alcuna interlocuzione né con il Garante dei detenuti e neppure con l’Avvocatura, ha drasticamente ridotto i colloqui difensivi sino a – affermano i penalisti bruzi – renderli, di fatto, inesistenti».
«Quali sentinelle di legalità – hanno detto e scritto i penalisti della Camera penale “Fausto Gullo” rivolgendosi ai Consiglieri del Coa di Cosenza – pensiamo sia giunto il momento in cui l’Avvocatura indossi una sola Toga, quella immaginata dall’avvocato Piero Carbone che, precursore tra i precursori, nel pensare a “La Toga di Luigi Gullo” aveva pensato proprio al tempo che stiamo vivendo. Esaltazione della dignità della toga e rifiuto di piegarsi a condizionamenti: indipendenza, da parte di chi indossa la Toga in udienza e nella vita, quale prima forma esteriore di coraggio morale. Chi avverte il dovere di rappresentare l’Avvocatura, sempre parafrasando “La Toga di Luigi Gullo”, deve essere convinto di diventare una persona completa, vale a dire non solamente studioso -e possibilmente sempre studente- delle norme codificate ma soprattutto “uomo morale”, partecipe della umanità più alta».
«Una sola toga che impedisce di parlarci a distanza – hanno sottolineato i penalisti -. Senza un noi e un voi ma un “Noi tutti”. Accomunati dalla volontaria scelta di abdicare ai nostri studi, al nostro lavoro talvolta anche ai nostri affetti soltanto per essere al servizio non solo dei nostri iscritti ma soprattutto dei diritti di chi diritti più non ha. Noi tutti accomunati da una coscienza professionale che deve riferirsi -come insegna la vita del nostro Presidente onorario Avv. Feraco- al dovere etico che riguarda chi difende. In tutti noi la professione non è solo ragione di orgoglio ma totalizzante motivo di vita, perché la passione per la Toga ci avvolge “come un sentimento, come un amore”».
«Il tema è lo stato della giustizia nel Tribunale di Cosenza – è detto nella nota – . È in atto una progressiva erosione del diritto di difesa attuata mediante l’obliterazione, di fatto, delle garanzie dei più deboli, gli ultimi, i detenuti. E’ in corso il tentativo di normalizzare la deroga ai principi che governano il processo accusatorio, oralità e immediatezza. La Camera penale lo ha denunciato e documentato. L’Assemblea dei penalisti, all’unanimità, ritiene sia giunto il momento di agire “con una sola Toga”».
«Camera penale e consiglio dell’ordine – hanno sostenuti i penalisti – uniti in nome della effettività del diritto di difesa, per l’immediato ripristino delle guarentigie costituzionali; uniti nelle più efficaci e incisive azioni di protesta, anche disciplinari e giudiziarie, precedute da incontri con il Presidente del Tribunale di Cosenza e il Direttore della Casa circondariale di Cosenza».

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