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giornata della memoria e dell’impegno

Milano accoglie i familiari delle vittime innocenti della mafia. «La nostra lotta continua» – FOTO E VIDEO

Domani in piazza Duomo la manifestazione nazionale. Saranno letti anche i nomi dei migranti morti a Cutro

Pubblicato il: 20/03/2023 – 20:17
di Mariateresa Ripolo
Milano accoglie i familiari delle vittime innocenti della mafia. «La nostra lotta continua» – FOTO E VIDEO

MILANO Storie di donne, uomini, bambini. Vite stroncate dalla furia omicida della criminalità organizzata. Oltre 500 persone a ricordarle. È un’aula magna gremita quella dell’Università Statale di Milano. La città ha accolto i parenti delle vittime innocenti della criminalità organizzata provenienti da tutta Italia, in occasione della XXVIII Giornata della memoria e dell’impegno organizzata da Libera in piazza del Duomo.

E questo 21 marzo, agli oltre mille nomi delle vittime innocenti che verranno letti dal palco in piazza Duomo – come annunciato da don Luigi Ciotti – si aggiungeranno i nomi dei migranti morti nella strage di Steccato di Cutro. «Leggeremo i nomi dei migranti – ha detto il fondatore e presidente di Libera – perché riteniamo che dietro quei morti nei nostri mari ci siano sempre degli interessi e dei poteri forti, ci sono le mafie in una dimensione più ampia. Per non dimenticare che i naufragi e i respingimenti sono il frutto di una diffusa cecità e sordità etica». Una tragedia che dal palco dell’aula magna dell’ateneo milanese è stata ricordata più volte, prima dal sindaco Giuseppe Sala e poi nell’intervento della senatrice a vita Liliana Segre. Dopo l’accoglienza è stata celebrata una messa nella Basilica di Santo Stefano.

Don Ciotti: “Nel Paese il clima è cambiato, ma continueremo a lottare”

È stato accolto da un lungo applauso. Visibilmente emozionato don Ciotti ha fatto il suo ingresso e si è seduto accanto a quei familiari di cui ha ascoltato storie e sofferenze, riunendoli in una associazione attiva dai primi anni novanta. «È la cultura che dà la sveglia alle coscienze», ha detto nel corso del suo intervento. «Non so – ha aggiunto don Ciotti – quante persone verranno, il clima è molto cambiato nel Paese, ma non importa, siamo grati a quelli che cammineranno con noi e noi continueremo la nostra battaglia. Dobbiamo lottare, salire sulle barricate, lo dobbiamo fare per quelle persone di cui leggeremo i nomi». Il fondatore di Libera ha poi citato Rosario Livatino, il giovane magistrato ucciso dalla mafia nel 1990: «Quando moriremo nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili».

La strage di Cutro ricordata da Libera

Il sindaco di Milano Sala ha espresso la vicinanza dell’intera città ai parenti delle vittime della criminalità organizzata. «Porto la vicinanza di tutta la città», ha detto il primo cittadino che ha ricordato l’importanza di rinnovare ogni giorno l’impegno contro il malaffare: «Ai mafiosi diciamo che a Milano non c’è spazio per loro. Quello che Milano vuole dire è che: faremo certe cose avendo costruito anticorpi forti, noi siamo pronti a combatterli». Sala ha poi ricordato i migranti morti a Cutro: «È l’importante leggere anche i loro nomi, sono vittime di una tragedia che si doveva evitare». E i beni confiscati alla criminalità e riutilizzati Sala li ha definiti «realtà che appartengono al male e sono convertite al bene». «Ci sono tante associazioni che oggi possono avere una casa». Anche la senatrice a vita Liliana Segre ha dedicato un passaggio del suo intervento, letto in aula magna, alla strage di Cutro: «La recente strage di migranti consumatasi nel mare di
Cutro ci ripropone in tutta la sua drammaticità una questione epocale ovvero la mancanza di serie politiche di salvataggio e accoglienza di migliaia di persone che fuggono dalla guerra e dalla fame». Tutti noi, ha aggiunto, dobbiamo «testimoniare e denunciare lo scandalo di uomini e donne, bambine e bambini costretti alla morte in mare per criminale sordità e insensibilità. Bisogna fare di più, molto di più. In Italia, in Europa, nel mondo. Quest’anno voi avete deciso di leggere, insieme ai nomi delle vittime della mafia anche i nomi delle persone, adulti e minori, morte nella tragedia di Cutro. Condivido del tutto questa scelta. Perché si tratta di persone. Che hanno un nome ed un cognome. Una storia, una identità, una vita. Donne ed uomini. Bambine e bambini. Colpevoli di nulla, se non di
esistere e di voler vivere una vita degna. E la vita è indegna se si è sotto il terrore del razzismo, della fame, della criminalità, della guerra. Nella mia decennale esperienza di diffusione della memoria della Shoah sempre su un tasto ho insistito: quello della lotta all’indifferenza».

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