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la tragedia dei migranti

Tra prime certezze e tanti punti da chiarire: l’inchiesta sul naufragio di Steccato di Cutro entra nella fase clou

In settimana ancora udienze davanti al Gip minorile di Catanzaro e soprattutto il via all’incidente probatorio a Crotone chiesto dalla Procura pitagorica. Ecco lo stato delle indagini

Pubblicato il: 02/04/2023 – 13:37
Tra prime certezze e tanti punti da chiarire: l’inchiesta sul naufragio di Steccato di Cutro entra nella fase clou

CATANZARO Qualche conferma che è anche certezza, varie discrepanze e altrettanti coni d’ombra e tanti punti ancora da chiarire. Le complesse indagini sul naufragio dei migranti nel quale lo scorso 26 febbraio sono morti un centinaio di migranti nelle acque di Steccato di Cutro si apprestano a entrare nel vivo nella prossima settimana dopo i primi passi fatti con l’incidente probatorio del procedimento a carico di uno dei quattro scafisti, l’unico minorenne, incidente probatorio incardinato davanti al gip del Tribunale dei minori di Catanzaro.

Al via l’incidente probatorio a Crotone

Domani e martedì proseguiranno le udienze davanti al Gip minorile ma nei prossimi giorni la scena si sposterà al tribunale di Crotone, con le prime udienze dell’incidente probatorio chiesto dalla Procura crotonese per gli altri tre scafisti, udienze in programma il 5 e il 7 aprile (con altre date calendarizzate dopo Pasqua, per la precisione il 12, il 17 e il 29 aprile): gli inquirenti dovranno sentire le testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia per delineare il ruolo dei presunti scafisti durante il viaggio e al momento dell’incidente. Sono due i fascicoli aperti alla Procura di Crotone: il primo è appunto quello che riguarda gli scafisti, a carico dei quali – a quanto si è appreso finora – sono ipotizzati, tra gli altri, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di omicidio colposo e di naufragio colposo. E secondo quanto riporta “Repubblica” citando i verbali delle prime testimonianze, i componenti dell’equipaggio sarebbero stati identificati nell’album di 15 foto mostrato ai sopravvissuti dalla polizia: uno morto in mare, tre arrestati subito, l’ultimo in Austria dopo la fuga. Nei verbali – aggiunge poi “Repubblica” – anche i nomi dei trafficanti che sarebbero stati i veri registi del viaggio. Il secondo fascicolo invece riguarda i soccorsi, che al momento non vedrebbe né indagati né capi di imputazione. È probabile che ci sia nei prossimi giorni un impulso alle indagini: in questo senso l’incidente probatorio al tribunale pitagorico per cristallizzare le testimonianze dei sopravvissuti infatti potrebbe avere ben altra valenza rispetto a quello davanti al Gip del tribunale dei minori di Catanzaro, perché al vaglio dei pm crotonesi c’è anche l’aspetto relativo ai soccorsi che verosimilmente diventerà centrale anche su impulso della difesa dei familiari delle vittime del naufragio.

I primi racconti dei superstiti

Al momento comunque, per quanto riguarda le risultanze della fase davanti al Gip minorile di Catanzaro qualche tassello sembra essere definito: i sopravvissuti finora ascoltati hanno confermato a esempio l’impossibilità per i migranti a bordo del caicco di chiamare i soccorsi a causa del sistema del “Jammer” attuato dagli scafisti per impedire telefonate all’esterno, e hanno poi confermato il pagamento del viaggio anche dopo – e nonostante – il naufragio. Discrepanze invece sarebbero emerse nei racconti dei sopravvissuti sui minuti e sulle ore immediatamente successive al ribaltamento del caicco sulla secca, perché alcuni superstiti hanno riferito di essere rimasti in acqua mezzora e di aver recuperato la riva chi trovandovi i primi soccorritori a terra ma chi non trovando nessuno, e altri – come i due siriani che hanno parlato del piccolo di 6 anni morto dopo un’ora per ipotermia – che invece sarebbero rimasti in acqua per tre ore prima di essere recuperati e tratti in salvo. Con l’incidente probatorio dei sopravvissuti anche a Crotone questi e altri elementi – in particolare quelli legati ai soccorsi, che sono il “cuore” dell’inchiesta – saranno sicuramente oggetto di approfondimento. (redazione@corrierecal.it)

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