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Lettere meridiane

La ricostruzione dell’Ucraina, Toto’ e la vendita della fontana di Trevi

411 miliardi di dollari è la stima attuale di quanto costerà ricostruire l’Ucraina dopo la fine (?) della guerra in atto. Come si sia giunti a questa cifra per darla in pasto alla stampa è diffici…

Pubblicato il: 27/04/2023 – 7:30
di Francesco Bevilacqua*
La ricostruzione dell’Ucraina, Toto’ e la vendita della fontana di Trevi

411 miliardi di dollari è la stima attuale di quanto costerà ricostruire l’Ucraina dopo la fine (?) della guerra in atto. Come si sia giunti a questa cifra per darla in pasto alla stampa è difficile dirlo, visto che ancora nessuno ha potuto fare un censimento serio degli edifici, degli ospedali, delle fabbriche distrutti piuttosto che delle infrastrutture civili rese inutilizzabili. Quel che si sa è che in pochi mesi la stima è aumentata esponenzialmente e che così sarà anche per il futuro. Ora immaginate come si staranno fregando le mai gli amministratori delegati di ENI, ENEL, LEONARDO e delle altre 600 (pare) aziende italiane presenti ieri alla conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina organizzata dal Governo italiano a Roma. Ricordo, per chi non lo sapesse, che LEONARDO (il buon Leonardo da Vinci si starà rivoltando nella tomba) è la società che produce mezzi per l’aerospazio, la difesa, la sicurezza (armi, insomma), che, come si legge dal bilancio sul suo sito, nel 2022 ha visto aumentare gli ordini rispetto all’anno precedente del 20,7%.
Ma atteniamoci alle cronache. Ieri i TG sono stati inondati di servizi sulla collaborazione strategica fra Italia e Ucraina per la ricostruzione. Lo scopo era quello di dar da bere alla gente che l’Italia ricostruirà l’Ucraina per pura generosità oppure accedendo a finanziamenti che ammonteranno al doppio (per il momento) di quelli del PNRR. Si è spiegato anche che durante la conferenza sono fioccati gli incontri riservati fra membri del nostro governo, imprenditori e membri del governo ucraino. Possiamo, dunque, solo immaginare, quante e quali promesse incrociate si siano fatte per stringere patti strategici così importanti.

Denys Shmyhal, primo ministro d’Ucraina e la premier Giorgia Meloni


Chi ha un po’ di sale in zucca si sarà chiesto: e gli altri paesi, a cominciare dagli USA, quelli che hanno mandato più soldi ed armamenti all’Ucraina, e le nazioni che hanno accolto la più gran parte dei profughi, come la Polonia, che fanno? Non partecipano al più grande affare del secolo? Ma si sarà anche chiesto su quali basi si prevede che questa guerra avrà una fine e quando, e non si impantani, invece, come il conflitto israelo-palestinese o la guerra in Siria, ad esempio.
A me la conferenza di ieri ha ricordato la famosa scena del film “Totò truffa 62” nella quale Totò, con la complicità di Nino Taranto, vende la Fontana di Trevi ad uno sprovveduto turista italo-americano dal nome curioso, Decio Cavallo (che Totò, al solito, storpia in Caciocavallo). Ovviamente, nella fattispecie, Totò è il Governo che vuol far credere di aver procurato all’Italia un grande business (nel film le 500 mila lire che Caciocavallo pagherà, alla fine a Totò come caparra), Nino Taranto è il drappello di grandi aziende che fa da spalla a Meloni & co., mentre il turista italo-americano è il popolo italiano imbonito dai media. Media che si guardano bene dallo spiegare che i fondi per la ricostruzione dovranno uscire anche dalle tasche degli italiani per poi finire in quelle delle grandi multinazionali che già si vendono in giro per il mondo il loro mirabolante business. E allora vediamo come va a finire il film di Totò e forse capiremo come finirà l’affare della ricostruzione: Nino Taranto si avvicina ai due che contrattano la vendita della fontana e finge di voler acquistare anche lui offrendo una caparra. Totò finge di concludere l’affare con il nuovo acquirente, sino a che Caciocavallo, paonazzo e confuso, non sgancia le 500 mila lire. Insomma, tutti fingono, tranne il povero turista italo-americano (gli italiani attuali) che è convinto di aver fatto un grande affare comprando per davvero la Fontana di Trevi.

*Avvocato e scrittore

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