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“Glicine/Acheronte”

La security «imposta» allo stadio del Crotone. Un affare anche per i clan cosentini

Il pentito Montemurro fornisce i dettagli degli accordi con «i crotonesi», i nomi di chi gestiva il servizio nei locali notturni. Estorsioni anche agli ambulanti

Pubblicato il: 27/06/2023 – 18:00
di Fabio Benincasa
La security «imposta» allo stadio del Crotone. Un affare anche per i clan cosentini

COSENZA Il settore è da sempre oggetto di attenzione della mala. Parliamo del servizio security e della vigilanza privata. Anche la cosca dei “papaniciari” è attratta dai cospicui guadagni e per questo, da tempo, avrebbe acquisito la gestione in termini di monopolio occulto. Dalle discoteche, ai locali notturni, dagli stabilimenti balneari alle manifestazioni fieristiche, fino alla gestione del servizio all’interno dello stadio del Crotone Calcio. Secondo la Dda di Catanzaro che ha concluso l’operazione denominata “Glicine/Acheronte” firmata dai pm Domenico Guarascio e Paolo Sirleo, i soggetti «referenti per conto della cosca e posti alla gestione di tali servizi rispondono alle figure di Russo Gaetano, Del Poggetto Maurizio, Oliverio Megna Sandro e Carvelli Cesare».

La sicurezza nelle discoteche, «la gestisce tutta Del Poggetto»

A rafforzare gli indizi di colpevolezza mossi dai magistrati nei confronti degli indagati coinvolti nel presunto business illecito sono i racconti forniti dai collaboratori di giustizia, come Francesco Oliverio, che si sofferma sulle figure di Del Poggetto e Carvelli «quali immediati referenti dei papaniciari». «Ora i papaniciari sono entrati, tipo, discoteche, cose. Tipo sulle porte, no? Diciamo ufficialmente è la sicurezza, ma non è sicurezza, quella è estorsione. Perché la sicurezza, tipo, quei ragazzi che sono sulla porta che prendono? 50 euro a serata. Maurizio Del Poggetto per dare la sicurezza se ne prende 2mila euro a sera. Quando tu hai cacciato quei 300 euro di sicurezza, i 700 dove vanno?». Il racconto del collaboratore è chiaro e la narrazione prosegue soffermandosi sulla gestione del servizio sicurezza nelle discoteche. «La gestisce tutta Del Poggetto». Il nome dell’indagato viene citato più volte nei racconti di Oliverio. «Del Poggetto si occupa di raccogliere le estorsioni, richiedendo il pizzo ai titolari degli stand che ogni anno si recano a Crotone…agli affittuari di una fiera…che ogni anno si recano a Crotone per partecipare…ad una fiera che si tiene nei pressi del centro commerciale».

La security «imposta» allo stadio di Crotone

Dal racconto del pentito, emerge la figura di un altro indagato: Cesare Carvelli. Che si sarebbe occupato «della security dello stadio che veniva imposta ai Vrenna titolari della società calcistica». Anche un altro collaboratore di giustizia, Giuseppe Montemurro, ex appartenente al locale cosentino facente capo ai Lanzino sostiene di essersi occupato dei servizi di sicurezza e vigilanza «interfacciandosi direttamente con i referenti crotonesi con i quali aveva anche condiviso l’attività di security all’interno dello stadio del Crotone Calcio». E’ lo stesso pentito a raccontarlo ai magistrati antimafia. «Ho gestito l’attività di buttafuori, nei locali pubblici di Cosenza e provincia, in nome e per conto della cosca confederata Lanzino-Cicero e delle successive famiglie di ‘ndrangheta che si sono succedute, nel corso degli anni. Ho iniziato personalmente i miei rapporti su Crotone dall’anno 2007, ma già sapevo che prima di me avevano rapporti nel Crotonese» due soggetti «i quali avevano due ditte per i servizi di sicurezza nei locali, ma nei fatti erano da considerarsi una unica attività». Il racconto prosegue. «Io ero entrato a far parte delle loro aziende, come responsabile, e fu per il loro tramite che iniziai a lavorare sul territorio di Crotone. Nel 2007, appunto, iniziai a svolgere attività di sicurezza allo stadio e, furono proprio» i due soggetti «a presentarmi Mario Megna e Gaetano Russo». Questi soggetti vengono presentati come referenti della zona di Crotone, «mi riferivano che “erano la stessa cosa” rappresentata a Cosenza da Lanzino, Mario Gatto, Adolfo D’Ambrosio e Rinaldo Gentile».

La security allo stadio, «50% cosentini e 50% crotonesi»

Il collaboratore di giustizia Montemurro sostiene di conoscere i dettagli dell’affidamento dei servizi di steward allo stadio di Crotone. «Riferisco che gli stessi erano gestiti, in toto, da Gaetano Russo, Mario Megna, Sandro Oliverio e tale Mumù, di cui non ricordo il nome. Non credo che questi avessero una qualche funzione all’interno del Crotone Calcio, anzi, sono sicuro che la gestione dei servizi di cui vi sto parlando, fatta da questi soggetti, era svolta in regime monopolistico, in ragione della loro caratura criminale». Il pentito poi precisa: «i vertici del Crotone Calcio, che identifico nel Presidente Raffaele Vrenna ed in suo fratello Gianni, erano a conoscenza di tale situazione, ed anzi vi era un sostanziale accordo fra i club ed i soggetti che vi ho appena menzionato». A testimonianza di quanto riferito, il collaborazione cita – a suo dire – un particolare che confermerebbe quanto sostenuto. «Gli indumenti che noi indossavamo per svolgere ii servizio steward, soprattutto nelle giornate di pioggia, venivano forniti gratuitamente dal Crotone Calcio, per il tramite di Gaetano Russo e Sandro Oliverio, che poi li consegnavano a noi cosentini». Nella servizio di sicurezza allo Stadio “Ezio Scida” di Crotone avrebbero trovato posto sia i cosentini che i crotonesi, con una equa suddivisione. «La vigilanza era cosi suddivisa: cinquanta per cento a noi cosentini e cinquanta per cento gestito direttamente dai crotonesi che, in modo esclusivo, utilizzavano loro ragazzi per svolgere i servizi di steward». Nel 2013 i cosentini saranno estromessi dal servizio, quando l’attività viene assegnata «a Oliverio Megna Sandro, ma di fatto gestita da Gaetano Russo e Maurizio Del Poggetto».

La festa della Madonna di Capo Colonna

E’ sempre il collaboratore di giustizia Giuseppe Montemurro a fornire dettagli circa la presunta gestione dei servizi di vigilanza in occasione della festa della Madonna di Capo Colonna a Crotone nel 2013. «All’epoca Gaetano Russo ci chiamò, dicendoci che addirittura un assessore del comune di Crotone aveva la necessità che, per un tratto della zona fieristica, venisse assicurato un servizio di vigilanza diurna e notturna. Col solito metodo, Gaetano voleva che, a guadagnare formalmente i lavori, fossero le nostre agenzie, mentre il servizio lo avrebbe assicurato direttamente lui con la nostra collaborazione; anzi, preciso che, per l’evento in questione, noi cosentini nemmeno ci siamo presentati (…) abbiamo solo assicurato la “copertura” formale con le nostre agenzie». Montemurro si sarebbe recato a Crotone, «al comune, insieme a Gaetano Russo, a parlare con questo assessore di cui non ricordo il nome. Ricordo che, alla fine, l’appalto dei lavori le nostre agenzie non lo hanno sottoscritto con il comune, ma con una associazione di cui non ricordo il nome che questo assessore gestiva di fatto». Questa “copertura”, avrebbe fruttato «ai cosentini 900 euro, mentre il resto lo ha incamerato Gaetano Russo ed i suoi uomini». La festa della Madonna di Capo Colonna è particolarmente sentita nella città di Pitagora che per giorni pare fermarsi. Accanto alle celebrazioni, viene ospitata una storica fiera riempita dalle bancarelle dei venditori ambulanti. Anche in questo caso, come suggerisce il pentito, «Gaetano Russo, sempre nel 2013, gestiva la raccolta del denaro a titolo estorsivo, presso le diverse attività presenti nella fiera, come ad esempio le giostre ed i rivenditori di panini, alle quali “garantiva” la protezione, soprattutto notturna». Un “sistema” che funzionava anche a Cosenza, in occasione della fiera di San Giuseppe (ne abbiamo parlato qui).

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