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Calenda a Reggio: «Contenti di come stanno andando le cose per noi in Calabria» – FOTO

Il leader di Azione in riva allo Stretto. «Il campo largo non è mai esistito, con Renzi sempre più distanti». Irto in platea

Pubblicato il: 06/07/2023 – 20:08
di Maria Teresa Ripolo
Calenda a Reggio: «Contenti di come stanno andando le cose per noi in Calabria» – FOTO

REGGIO CALABRIA Il leader di “Azione” Carlo Calenda è arrivato a Reggio Calabria. “Calabria, sul serio” lo slogan che accompagna l’incontro che vede presenti, tra gli altri, il senatore Marco Lombardo, Francesca Scarpato, Carmelo Versace (sindaco facente funzioni della Città Metropolitana), i consiglieri regionali Francesco De Nisi e Giuseppe Graziano, oltre che tutta la dirigenza locale. Presenti anche il sindaco di Reggio Calabria Paolo Brunetti e il segretario regionale del Pd Nicola Irto. «A Reggio Calabria insieme per parlare delle nostre proposte, del ruolo e delle prospettive di Azione nel territorio calabrese», ha dichiarato Calenda. Salario minimo, garantismo, autonomia differenziata, Ponte sullo Stretto, l’impegno per le prossime elezioni europee: i temi toccati dal leader di Azione rispondendo ai giornalisti. E poi il rapporto con Matteo Renzi e la sua “Italia Viva” e le ragioni che lo hanno portato a dire addio al progetto del Terzo Polo. Focus inoltre, nel corso del suo intervento, su sanità, istruzione e lavoro. «Oggi noi siamo il penultimo Paese più ignorante d’Europa”, ha ripetuto più volte Calenda. “Il 70% delle persone non ha mai letto un libro, è un cataclisma».

In platea da sinistra De Nisi, Graziano, Irto e Brunetti

«Contento di come vanno le cose in Calabria per Azione»

Con riferimento alla Calabria, Calenda ha poi evidenziato: «Innanzitutto non sono state considerate sul serio e le infrastrutture. Il problema non sono i soldi ma l’incapacità di spendere, perché chi fa politica non ha mai lavorato e non a gestire nulla. Se la politica rimane su un piano che non realizza mai le cose che dice, non è politica, è rumore». Con riferimento alla classe dirigente di Azione in Calabria, Calenda ha osservato:  «Ho un’ottima opinione di Versace, è una persona molto concreta. Il taglio che vogliamo dare ad Azione, ed è una novità, è il portato di quello che provo a fare io: rimettere insieme persone ragionevoli che magari hanno militato in campi  avversi, ma appartengono alla tradizione riformista di sinistra, alla tradizione della Dc, del Partito socialista, del Partito repubblicano. Oggi la politica si è così estremizzata che si parla di tutto tranne delle cose da fare e come farlo, invece Versace è una persona molto concreta, dà numeri a differenza di quanto mi dicono altri amministratori in genere, poi – ha ricordato il leader di Azione –   c’è il senatore Lombardo che è di Reggio, quindi ha un occhio particolare. Insomma siamo abbastanza contenti di come stanno andando le cose qui». Con riferimento alle alleanze, in particolare con Pd e M5S: «Non c’è nessuna  praticabilità, il campo largo – ha detto Calenda –  non è mai esistito, non governeremo mai con i 5 Stelle, che sono populisti mentre noi siamo pragmatici. Non c’è nessun campo largo, e non ci sarà mai. Europee? Con Renzi parleremo quando ci saranno le Europee, per il momento vedo che le posizioni con Italia Viva con il tempo di stanno allontanando. Mi dispiace ma noi restiamo sul nostro programma». Infine il Ponte sullo Stretto: «Può essere un’opportunità come tutte le infrastrutture, ma se hai i soldi e non metti a posto le cose di base, come ferrovie, bacini idrici, il tuo core business poi fai anche il Ponte. Io non sono contrario ma vedrete che  il Ponte non si farà e non riusciranno a spendere i fondi per le altre cose, perché oggi in politica c’è gente che non ha mai lavorato un giorno in vita sua e vorrebbe gestire impegni miliardari, pensando che per magìa si trasformi in Marchionne. Siccome Marchionne non c’è più e c’è Salvini, ecco perché non si faranno le cose . Infine – ha concluso Calenda – l’autonomia differenziata è una follia non solo per il Sud ma anche il Nord, si rischia di fare solo l’Italia delle Signorie. Non sono contrario a dare più deleghe alle Regioni ma si deve fare con intelligenza».

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