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Il Pd: «Condivisibile l’allarme generale sul dimensionamento scolastico»

Il gruppo democrat in Consiglio regionale criticano le scelte adottate dal governo nazionale e dalla Giunta Occhiuto

Pubblicato il: 09/09/2023 – 16:33
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Il Pd: «Condivisibile l’allarme generale sul dimensionamento scolastico»

CATANZARO «L’allarme lanciato da più parti sulla scure imminente del dimensionamento scolastico è pienamente condivisibile e ci preoccupa molto». Lo afferma in una nota il gruppo del pd alla Regione. «Come gruppo del Partito Democratico – ricordano i dem regionali –  ci siamo opposti sin da subito con fermezza e, nell’ultimo consiglio regionale di agosto, abbiamo votato contro le linee guida della Regione Calabria, che in qualche modo attuano il taglio deciso dall’ultima finanziaria del Governo Meloni. Il piano nazionale varato dal Governo Meloni, con legge 197 del 29 dicembre 2022, a partire dall’anno scolastico 2024/25 comporterà dei tagli drammatici al mondo della scuola. Già da aprile, dunque, avevamo chiesto con un Ordine del Giorno che la Giunta si impegnasse ‘in tutte le sedi istituzionali’ per contrastare le norme nazionali. Ordine del Giorno votato all’unanimità, da maggioranza ed opposizione, ma di cui la Giunta non ha tenuto minimamente conto, disattendendolo completamente. Infatti, nell’ultima conferenza stato regioni sull’argomento solo 5 regioni hanno espresso voto contrario e 4, Campania, Puglia, Emilia Romagna e Toscana, hanno presentato ricorso per “lesione delle competenze regionali in materia di istruzione e autonomia scolastica, denunciando i gravi rischi che le norme introdotte rischiano di produrre sul sistema di istruzione – soprattutto – nei territori più fragili. Le fusioni saranno concentrate per il 70% nel Mezzogiorno. La più penalizzata dovrebbe essere la Campania con circa 150 fusioni, segue Sicilia (109), Calabria (79), Puglia (66), Sardegna (45) e Lazio (37). In valori percentuali la più penalizzata è la Basilicata a seguire la Calabria. Nello specifico nella nostra Regione si perderanno 29 autonomie nella provincia di Cosenza, 14 a Catanzaro, 8 a Crotone, 17 a Reggio Calabria ed 11 a Vibo Valentia. Ci saremmo aspettati – prosegue il Pd –  che chi è stato votato per rappresentare la Calabria la difendesse, nelle sedi istituzionali, da un provvedimento che comporterà un impoverimento dell’offerta didattica per i nostri ragazzi e la perdita di numerosi posti di lavoro tra personale di segreteria e Dsga, come giustamente ha fatto rilevare la CGIL, che ha presentato un documento molto chiaro in tal senso. E poi, istituti accorpati significano difficoltà organizzative e gestionali per i dirigenti scolastici, classi più numerose, dispersione scolastica, impoverimento dei piccoli centri. Ancora una volta, il Governatore Occhiuto ha scelto di chinare la testa dinanzi alle scelte di un Governo chiaramente antimeridionalista. E se le linee guida della regione in qualche modo provano a “mettere una toppa” le conseguenze non si potranno limitare e cominciano già a farsi sentire nel mondo della scuola. È una battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti e lo faremo con le scuole, con i sindacati, in piazza se sarà necessario. Promuoveremo, al più presto, un incontro con tutti gli attori coinvolti, le forze sociali e sindacali per ascoltare e per individuare insieme la via da seguire. Alle nostre latitudini, lo stato e la scuola non possono arretrare. Dove manca una scuola – ricorda il gruppo del Pd – avanzano la criminalità e la povertà. E non possiamo proprio permettercelo».

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