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Brandizzo, indagati vertici Sigifer. La difesa: no a gogne mediatiche

L’azienda respinge le ipotesi accusatorie. Strisciuglio (ad di Rfi): «Cantiere non autorizzato»

Pubblicato il: 14/09/2023 – 18:48
Brandizzo, indagati vertici Sigifer. La difesa: no a gogne mediatiche

TORINO Cinque nuovi indagati sull’incidente ferroviario che nella notte tra il 30 e il 31 agosto e costato la vita a 5 operai che si trovavano nelle vicinanze della stazione di Brandizzo (Torino): si tratterebbe dei vertici di Sigifer, l’azienda incaricata dell’esecuzione dei lavori di manutenzione dei binari per conto di Rfi. 

La difesa dell’azienda

«Rispettiamo profondamente il diritto di cronaca ma siamo altresì convinti che la sede naturale per accertare la verità sia esclusivamente il procedimento penale”. Lo affermano, in una nota, i legali della Sigifer, l’azienda incaricata di eseguire i lavori di manutenzione sui binari di Brandizzo dove lavoravano i cinque operai travolti da un treno. L’azienda stessa oltre ai suoi 4 dirigenti è indagata nell’inchiesta coordinata dalla procura di Ivrea. Secondo gli avvocati Pierpaolo Chiorazzo, Paolo Grasso, legali di quattro indagati, e Alberto De Sanctis, difensore dell’azienda, l’interlocuzione con la «Procura e l’eventuale contraddittorio delle parti davanti a un giudice terzo consentiranno di ricostruire i fatti senza approssimazioni e giudizi frettolosi che rischiano solo di generare, anche involontariamente, pericolose gogne mediatiche».
Gli indagati, sottolineano gli avvocati, respingono le accuse contestate, disastro colposo ferroviario e omicidio colposo plurimo. «I nostri assistiti, che respingono le ipotesi accusatorie, formulate a titolo provvisorio e solo per consentire il corretto esercizio del diritto di difesa, sono convinti che verranno accertate le reali responsabilità di quanto accaduto”. “Nel rispetto delle vittime e di tutti i soggetti coinvolti in questa immane tragedia, riteniamo quindi di mantenere un doveroso riserbo sugli accertamenti in corso. – concludono i legali – Siamo certi, peraltro, che tutti i soggetti processuali titolari del segreto istruttorio si impegneranno ad impedire la diffusione del contenuto degli atti di indagine». 

Strisciuglio: violate le regole

«Nella nostra azienda non è nota né consentita alcuna prassi differente da quella prevista dalla nostra rigida normativa. Il cantiere non era autorizzato all’inizio dei lavori e quelli che riguardano l’infrastruttura ferroviaria devono essere preventivamente autorizzati. L’autorizzazione consiste nell’accertare che non ci deve essere la circolazione dei treni». Lo ha detto l’amministratore delegato di Rfi Gianpiero Strisciuglio nel corso della puntata di 5 Minuti, condotta da Bruno Vespa, in onda questa sera su Rai 1. «Ci sono delle indagini in corso – ha aggiunto – abbiamo offerto la massima collaborazione, abbiamo aperto anche noi una commissione di inchiesta. Quello che è successo a Brandizzo è una violazione del sistema di regole con cui si devono effettuare i lavori sulla infrastruttura ferroviaria nazionale».
Interpellato in merito alle indagini su alcuni dipendenti della ditta appaltatrice Sigifer per la strage di Brandizzo, l’ad ha risposto senza mezzi termini che «da quel momento l’azienda non lavora più sui nostri cantieri. Il tragico incidente impone misure di questo tipo». 

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