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Il fondatore di Airbnb: «Mio nonno era di Catanzaro, mi ha insegnato a unire tecnica e arte»

Brian Chesky rivendica le proprie origini calabresi in un dialogo con John Elkan all’Italian Tech Week di Torino

Pubblicato il: 01/10/2023 – 13:16
Il fondatore di Airbnb: «Mio nonno era di Catanzaro, mi ha insegnato a unire tecnica e arte»

TORINO Non se lo aspettava nessuno che all’inizio del dialogo tra capi di gigantesche imprese globali, Brian Chesky rivendicasse le proprie origini calabresi, prima ancora di entrare nel cuore dei temi dibattuti all’Italian Tech Week di Torino assieme a John Elkan, amministratore delegato di Exor e presidente di Stellantis e Ferrari.
Brian Chesky, co-fondatore e amministratore delegato di Airbnb apre l’incontro con una nota personale e parla con grande trasporto delle sue origini italiane. Il nonno era nato a Catanzaro, emigrato negli Stati Uniti a metà degli Anni ‘20. «Era un ingegnere elettronico ma anche un violinista – ha raccontato il fondatore di Airbnb a Elkan – e nella sua vita questo doppio legame fra tecnica e arte è sempre stato centrale. Lo è stato per lui ed è diventata la regola anche per Airbnb, che oggi è un mix fra la parte tecnologica e quella creativa». Da quelle radici, dunque, Chesky avrebbe attinto anche per costruire il successo globale del colosso del web che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare, generalmente privati. Un sito aperto nell’ottobre del 2007 proprio da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. Al giugno 2012 contava alloggi in oltre 26.000 città in 192 paesi e raggiunse 10 milioni di notti prenotate in tutto il mondo. Gli annunci includono sistemazioni come stanze private, interi appartamenti, castelli e ville, ma anche barche, baite, case sugli alberi, igloo, isole private e qualsiasi altro tipo di alloggio. Un gigante globale che guarda all’Italia e al suo spirito. «L’Italia è storicamente esempio di creatività in tutto il mondo – ha detto Chesky nella sua chiacchierata con Elkann –. Poche altre culture hanno un background di arte e scienza così collegato. Fra i marchi di tua competenza c’è la Ferrari. Si tratta di un’azienda che ha portato avanti successi tecnologici ma è anche un marchio che crea emozioni. Le persone acquistano tecnologia e prodotti ma ancor più acquistano idee. E queste idee sono avvolte nella tecnologia attraverso il design. Per questo il “matrimonio” tra tecnologia e creatività diventa critico. La Silicon Valley dovrebbe attingere da quello che avete voi qui in Italia. Avete la storia, il patrimonio, l’intuito e l’immaginazione. È parte del Dna di questa cultura». Il suo Dna, invece, parla calabrese. E forse non è un caso. (ppp)

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