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‘ndrangheta

L’intervento delle cosche di Isola Capo Rizzuto per favorire un candidato al Consiglio regionale – VIDEO

Si tratta di Ottavio Tesoriere, presentatosi con il centrodestra. È quanto è emerso dall’operazione che ha portato al fermo di 11 persone

Pubblicato il: 03/10/2023 – 11:08
L’intervento delle cosche di Isola Capo Rizzuto per favorire un candidato al Consiglio regionale – VIDEO

CATANZARO Nel corso delle indagini da cui è scaturita l’operazione che stamattina ha portato al fermo 11 persone, in ordine alle quali sono stati raccolti elementi integranti il delitto di associazione di tipo mafioso nonché reati satellite di scambio elettorale politico mafioso, usura, estorsione, porto e detenzione illegale di armi e stupefacenti, è emersa anche l’ingerenza nelle cosche nel meccanismo di procacciamento di voti nel territorio di Isola Capo Rizzuto (nel Crotonese) in favore di un candidato consigliere alle elezioni tenutesi il 3-4 ottobre 2021, per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria. Il candidato in questione è Ottavio Tesoriere. Era stato candidato nella circoscrizione V Centro, con il centrodestra, mediante un accordo con Fabrizio e Pasquale Pullano, appartenenti alla omonima famiglia, come riconosciuto dalla sentenza emessa il 3 maggio 1996 e della sentenza relativa al «processo Jonny», L’operazione, svolta congiuntamente dai poliziotti delle Squadre Mobili di Catanzaro e Crotone, è stata avviata nel marzo del 2020 sulla base degli esiti investigativi emersi anche in un altro procedimento penale, diretta ad individuare l’ultrattività ed operatività della ‘ndrangheta del locale di Isola Capo Rizzuto.
Le acquisizioni probatorie, frutto di complesse attività tecniche, arricchite dai contributi offerti dai collaboratori di giustizia, hanno consolidato l’ipotesi dell’esistenza di una struttura associativa il cui elemento di vertice era ritenuto il soggetto al quale rivolgersi per la risoluzione di varie problematiche, come quella di proteggere un imprenditore isolitano dalle richieste estorsive rivoltegli da esponenti criminali egemoni in altri territori. Si sono raccolti indizi volti a stabilire che a tale esponente apicale era demandata la gestione della cd. bacinella contenente le somme provenienti dalle attività illecite della cosca Arena, con le quali egli stesso provvedeva al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie.

Il sequestro di armi e droga

La prosecuzione delle indagini ha evidenziato l’ingerenza di varie famiglie, la perpetrazione di una serie di reati fine realizzati in nome e per conto delle consorteria di appartenenza, come traffico di armi, usura ed estorsioni. A conferma dell’attivismo degli indagati nel settore del traffico e della distribuzione di sostanze stupefacenti e dell’ampia disponibilità di armi da parte dell’organizzazione, sono stati effettuati numerosi sequestri, tra cui 2 chili circa di marijuana, una piantagione di 707 piante di marijuana, una pistola Beretta calibro 9X21 con matricola abrasa, un fucile marca Falco sovrapposto cal. 8 e 92 ordigni esplosivi artigianali. Le attività tecniche hanno consentito di documentare finanche il loro effettivo utilizzo, durante una prova a fuoco compiuta dagli indagati in una zona isolata del territorio di Isola Capo Rizzuto.
All’esecuzione dei provvedimenti restrittivi disposti dalla Procura, hanno partecipato dalle prime ore dell’alba un centinaio di donne e uomini della Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione Centrale Anticrimine, appartenenti alle Squadre Mobili di Catanzaro e Crotone, al Servizio Centrale Operativo – Sezione Investigativa di Catanzaro, in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine di Cosenza, Siderno e Vibo Valentia nonché con il supporto delle unità cinofile della Questura di Vibo Valentia. (redazione@corrierecal.it)

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