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Il Tar smentisce il Ministero: «Sì alla ripetizione del concorso per una donna calabrese in maternità»

La candidata alla carriera prefettizia aveva chiesto il rinvio della prova orale ma non gli era stato concesso. Ora potrà ripetere l’esame

Pubblicato il: 11/10/2023 – 9:52
Il Tar smentisce il Ministero: «Sì alla ripetizione del concorso per una donna calabrese in maternità»

ROMA Con ordinanza n. 6671/2023, il Tar Lazio, condividendo le tesi difensive svolte dagli avvocati Alessandra e Achille Morcavallo, ha accolto l’istanza cautelare proposta da una candidata calabrese all’ultimo concorso pubblico per l’accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia, disponendo la rivalutazione della posizione tramite la ripetizione della prova orale.

I fatti

Una candidata calabrese aveva presentato domanda di partecipazione al concorso pubblico indetto dal Ministero degli Interni e, dopo la prova preselettiva, era riuscita a superare la prova scritta con ottimi voti. Avendo espletato il parto in prossimità della data fissata per l’esame orale, la donna aveva presentato richiesta di differimento della prova, allegando certificazione medica sulle sue condizioni.
Il Ministero aveva però respinto la richiesta, ritenendo l’evento dichiarato non impeditivo dello svolgimento dell’impegno concorsuale.
Onde evitare di essere considerata rinunciataria, la concorrente si era presentata nella data prestabilita ma, all’esito, aveva conseguito una votazione di poco inferiore al punteggio minimo.
Avverso il risultato e la graduatoria intanto approvata, la concorrente aveva proposto ricorso al Tar Lazio, tramite gli avvocati Alessandra e Achille Morcavallo, per contestare il mancato rinvio della prova considerato invece dovuto a protezione delle complessive esigenze legate alla maternità, e, per conseguenza, l’esito negativo attribuitole.
Con l’Ordinanza indicata il Tar Lazio, dopo ampia discussione dei legali, ha accolto l’istanza, ritenendo irragionevole la decisione dell’amministrazione di non consentire un differimento della prova. Il rifiuto è stato infatti giudicato illegittimo per violazione del generale principio di tutela della maternità sancito dalla Costituzione, in attuazione del quale le norme primarie prevedono l’istituto dell’astensione obbligatoria pre e post partum.
L’interessante allargamento del principio alla materia concorsuale operato dalla pronuncia trova ragione nel parallelismo rinvenibile fra la situazione di stress prodotta dall’attività lavorativa e le non dissimili condizioni sperimentabili in occasione della preparazione e dello svolgimento di una complessa prova selettiva come quella in questione. Sulla base di tali motivazioni, il Tar ha accolto l’istanza e disposto la rivalutazione della candidata».

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