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«La scuola non si tocca», a Lamezia la protesta per difendere l’IC Sant’Eufemia – FOTO E VIDEO

Centinaia in strada conto il piano di dimensionamento scolastico. Piccioni: «Si paga la debolezza politica di Lamezia»

Pubblicato il: 14/10/2023 – 11:40
di Giorgio Curcio
«La scuola non si tocca», a Lamezia la protesta per difendere l’IC Sant’Eufemia – FOTO E VIDEO

LAMEZIA TERME Da «la scuola non si tocca» a «noi vogliamo la nostra autonomia», questi gli slogan preferiti per dare voce alla protesta che, da giorni, anima Sant’Eufemia, a Lamezia Terme, ma anche i territori limitrofi di Gizzeria. Si gioca tutto attorno alle previste modifiche al piano di dimensionamento scolastico pensato dalla Provincia di Catanzaro, seguendo il decreto del governo sul taglio delle autonomie scolastiche in Calabria. Il tema in questa zona di Lamezia Terme è legato al previsto smembramento dell’IC Sant’Eufemia, che non significa chiusura dell’istituto, ma una “rivoluzione” sul piano dirigenziale e anche occupazionale, così come la dirigente Cerra ci aveva raccontato qualche giorno fa (QUI LA NOTIZIA): meno dirigenti e più alunni e famiglie, oltre che personale, da “governare” per i dirigenti delle rinnovate autonomie scolastiche, con un carico di lavoro che si moltiplicherà esponenzialmente.

La protesta

Perdere l’autonomia in un territorio periferico e allo stesso tempo cruciale vista la centralità dei collegamenti, è una possibilità vista come una pietra tombale. I numeri, poi, non aiutano: servivano almeno 1.000 iscritti per evitare “tagli” e ora, persi gli iscritti di Gizzeria che dovrebbero passare sotto la dirigenza di Falerna, per l’IC Sant’Eufemia il futuro è a tinte fosche. È anche per queste ragioni che, le centinaia di manifestanti che questa mattina hanno sfilato per le vie del quartiere, si aspettavano un maggiore sostegno dalla politica. Presenti, infatti, i soli consiglieri comunali Rosario Piccioni e Mimmo Gianturco, oltre al segretario del pd lametino, Gennarino Masi, e Milena Liotta. Assenti i consiglieri di maggioranza ma, soprattutto, il sindaco lametino Paolo Mascaro. Nell’ultima commissione organizzata al Comune di Lamezia sostanzialmente sia l’assessore comunale Giorgia Gargano che il consigliere provinciale Davide Mastroianni avevano ammesso di poter fare «poco o nulla» e di «avere le mani legate». Ma la sensazione che dietro a questo piano di dimensionamento scolastico ci sia la “mano” della politica è palpabile, e il silenzio di molti rappresentanti istituzionali alimenta questo sospetto.  

«Paghiamo la debolezza politica di Lamezia»

«Anche in questo caso – ha spiegato ai microfoni del Corriere della Calabria il consigliere Rosario Piccioni – ci sono serie responsabilità politiche, perché si arrivati proprio al ridosso della decisione, anzi addirittura la Provincia avrebbe dovuto deliberare il piano di dimensionamento scolastico entro il 30 settembre, invece siamo a metà ottobre e ancora non l’ha fatto. Quindi i cittadini, le istituzioni scolastiche, i genitori sono stati tenuti all’oscuro di tutto fino a quando non sono emerse le scelte fatte nelle stanze della politica mentre bisogna avere il coraggio di dirle queste cose». «In questo caso – spiega Piccioni – ci sono chiare responsabilità innanzitutto dell’amministrazione provinciale che è quella che poi farà il piano di dimensionamento scolastico, ma anche dell’amministrazione comunale che non ha assolutamente tutelato in questo periodo, in questi ultimi mesi, questo pericolo, cioè non si è spesa per evitare che soprattutto Sant’Eufemia perdesse la sua autonomia scolastica, e questo è sotto gli occhi di tutti». «Mi auguro che ci sia un ripensamento perché i margini ci sono e non si può ragionare solamente con i freddi numeri e soprattutto Lamezia non può pagare, essendo una città importantissima nella Calabria, una debolezza politica come sta dimostrando di avere, perché in consiglio provinciale Lamezia, in questo momento, non conta nulla». Tagliare i costi e riorganizzare, dunque, questo il diktat che era stato imposto già qualche mese fa e forse un po’ dimenticato, complice anche lo slittamento della decisione finale al 15 ottobre. Una priorità che potrebbe impoverire ulteriormente l’offerta didattica in una regione, la Calabria, molto lontana dai primi posti in classifica. (g.curcio@corrierecal.it)

La manifestazione:

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