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Cosenza, la storia si ripete. Catanzaro bello e cinico

La sconfitta di Cittadella ha aperto la crisi. Guarascio e soprattutto Caserta sul banco degli imputati. Ambrosino nuova star delle Aquile, preoccupa Iemmello

Pubblicato il: 11/12/2023 – 7:06
Cosenza, la storia si ripete. Catanzaro bello e cinico

I risultati negativi e positivi hanno il vizio di stravolgere i giudizi nel giro di poche settimane. Il Cosenza di inizio stagione, pur alternando sconfitte e vittorie, non poteva essere criticato (guai a farlo) perché, in fondo, il mercato estivo era stato meno deprimente del previsto, la classifica sorrideva e i difetti di organico (difesa più debole e incompleta rispetto alla scorsa stagione e centrocampo senza personalità) venivano più o meno camuffati facendo credere ai più di essere di fronte a una rosa da playoff o giù di lì. Ora che (i difetti) stanno emergendo in tutta la loro maestosità, l’ambiente silano sembra essere ripiombato nel terrore. Al di là degli errori arbitrali piuttosto evidenti, la sconfitta di Cittadella, la terza consecutiva, ha messo in luce un aspetto ancora più preoccupante: questo Cosenza è poco unito e, soprattutto, privo di carattere, sia in campo che in panchina. Sono pochi i giocatori che, specie in questa fase di crisi, stanno dimostrando attaccamento alla maglia. Inoltre, al di là degli immancabili errori di valutazione commessi dalla società in fase di allestimento della squadra, il tecnico Fabio Caserta, anche se fatica ad ammetterlo per ovvie ragioni di opportunità, pare aver perso da tempo il controllo della situazione. La città come al solito è divisa: c’è chi se la prende con l’allenatore chiedendo il suo esonero, e c’è chi critica il presidente Eugenio Guarascio, “colpevole” di aver messo in piedi una rosa piena zeppa di prestiti e “figurine”. Insomma, nulla di nuovo dalle parti del “San Vito Marulla”. Chi credeva di poter vivere finalmente un’annata senza patimenti, sta già pensando al mercato di riparazione di gennaio che dovrà regalare l’ennesimo miracolo sportivo. In mancanza di fantasia, l’augurio, a questo punto della storia, è che un imprevedibile risultato positivo, magari già nella sfida proibitiva contro il Parma, possa tornare a illudere una parte dell’ambiente silano, modificando nuovamente umori e aspettative stagionali.

Crema: Caserta a fine partita ha detto di sentire la fiducia di società (?) e squadra. Il problema è che la squadra non sembra più avere fiducia in se stessa.
Amarezza: al di là del modulo super offensivo di Caserta che convince poco (e, paradossalmente, non fa tirare in porta gli attaccanti), a preoccupare sono i numeri: 19 punti in classifica con 18 gol fatti e 19 subiti. Nelle ultime sette partite il Cosenza ha raccolto 5 punti, realizzando 4 reti e incassandone 10. (Francesco Veltri)

Catanzaro bello e cinico

È un Catanzaro non solo bello ma anche cinico quello che ci restituisce la gara giocata al “Ceravolo” contro il Pisa. Una squadra capace di imporre il proprio gioco ma anche di soffrire, di difendersi senza affanni ma anche di punire in ripartenza con estrema lucidità e cattiveria agonistica.
Una squadra che mostra di aver imparato la lezione subita da Venezia e Modena, quando piccole amnesie avevano compromesso il risultato, di aver lavorato tanto durante la sosta per correggere queste piccole sbavature. La vittoria nel derby contro il Cosenza ha fatto poi il resto restituendo entusiasmo e fiducia alla banda di Vivarini, straordinario direttore di un’orchestra che ormai “suona” a memoria.

La gioia di Vivarini al termine di Catanzaro-Pisa


I successi contro i lupi, il Palermo al Barbera e il Pisa al “Ceravolo” riproiettano le aquile nelle zone più alte della classifica, quelle nelle quali sognare non è solo lecito, ma addirittura doveroso, specie se anche Aquilani, tecnico sconfitto di un Pisa che riesce ad ottenere il 65% del possesso palla contro gli abili palleggiatori giallorossi, a fine gara sostiene «Catanzaro miglior squadra del campionato. Non vedo altra squadra che gioca come loro. Le abbiamo incontrate quasi tutte. Se devo vedere una partita guardo una del Catanzaro, non guardo altre».

Crema: la nota più bella di giornata è la prima rete in giallorosso di Giuseppe Ambrosino. Dopo l’incrocio dei pali centrato con il Modena, il ventenne scuola Napoli aveva un conto in sospeso con la fortuna. Dal suo ingresso, al 52’, al sinistro che batte Nicolas passano meno di 30 secondi. Primo pallone toccato trasformato in oro per un ragazzo dal quale ci si aspetta tanto e che ora, trovata la condizione, è pronto a far divertire il popolo giallorosso.
Amarezza: se la nota più bella è legata all’ingresso in campo e all’immediata realizzazione di Ambrosino, la più brutta riguarda chi ha lasciato il campo per far spazio all’attaccante della Nazionale Under20, ossia Pietro Iemmello. Dopo una botta al ginocchio rimediata nel primo tempo, il capitano ha stretto i denti, ma al rientro dopo l’intervallo, dopo aver provato, ha continuato a sentire dolore ed ha chiesto il cambio. Si attendono ora delucidazioni in merito alle sue condizioni. (Stefania Scarfò)

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