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A Roccella il ricordo dell’avvocato Mazzone. «Riferimento per tutti». Lucano: «Abbiamo condiviso un ideale»

Incontro studio organizzato dall’omonimo comitato. Mario Mazza: «Una figura straordinaria». Poi il ricordo dell’avvocato Giampà

Pubblicato il: 16/12/2023 – 17:31
A Roccella il ricordo dell’avvocato Mazzone. «Riferimento per tutti». Lucano: «Abbiamo condiviso un ideale»

ROCCELLA JONICA «Antonio Mazzone era un avvocato di grandissimo spessore sia sotto il profilo umano sia sotto quello giuridico. Era molto attento, approfondiva i temi giuridici fino all’esasperazione. Era un avvocato che, oltre alla sua grandissima preparazione, aveva anche la grande capacità di essere un insegnante per le giovani leve, interpretando il ruolo dell’avvocatura nel mondo moderno». A parlare è Mario Mazza, membro del Consiglio dell’Ordine e Presidente della Camera Penale nel 1989, e lo ha fatto oggi a Roccella Jonica, nell’ex convento dei Cappuccini, in occasione dell’incontro di studio organizzato dal “Comitato in ricordo di Antonio Mazzone”.

La figura

L’avvocato è scomparso quasi tre anni fa, nella notte del 31 dicembre 2020 per un malore improvviso, a 62 anni. Uomo di Legge, l’avvocato Mazzone era impegnato nei più importanti processi del Reggino e aveva offerto, in passato, il proprio contributo alla Commissione insediata nel 2014 dal governo Renzi per studiare nuovi strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. Negli ultimi anni aveva assunto la difesa di Mimmo Lucano nell’inchiesta sul “modello Riace.

ricordo mazzone roccella

«Punto di riferimento per tutti»

«Insieme all’avvocato Mazzone – ha raccontato ai microfoni del Corriere della Calabria Mario Mazza – abbiamo costituito, nel 1989, la Camera Penale di Locri. È stata una grandissima, bellissima esperienza, anticipando i tempi e creando un rapporto sinergico tra avvocati e magistratura. Un confronto diretto, senza mai venire meno però a quelle che sono le prerogative della difesa che non deve essere solo “tecnica” ma che compendi alla necessità di interpretare quelli che sono i disagi di chi soffre, attraverso un procedimento penale ma nello stesso tempo vuole essere tutelato nei propri diritti». Nel ricordo di Mario Mazza, poi, l’avvocato Mazzone «era una figura straordinaria, ogni collega lo riteneva anche un punto di riferimento per le questioni più controverse. Mazzone riusciva a tenere anche un confronto diretto con i magistrati, con i professori universitari, era conosciuto a livello nazionale, era uno che insegnava pure alle scuole di formazione della Polizia, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, si era elevato, insomma, rispetto a quella che è la figura normale dell’avvocato, sempre però mantenendo quell’aplomb, quel rispetto della dignità umana e quella semplicità che deve avere l’avvocato».

Il ricordo di Lucano: «Persona estremamente umana»

Straordinario ricordo quello custodito da Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, difeso sin dal principio dal compianto avvocato Mazzone. «È stato lui che si è interessato alla mia storia. Quando l’ho incontrato non avevo nessuna percezione del linguaggio giuridico, di avvocati, me l’avevano descritto come una persona con un profilo quasi istituzionale, invece poi a mano a mano ho scoperto che si trattava di una persona estremamente umana». E poi il ricordo particolare di Lucano: «Si è interessato al mio caso ma quando gli ho detto “avvocato mio, non ho la possibilità economica” mi ha risposto: “guardi, questo non è importante”».

Il caso Riace

C’è anche un altro elemento che forse ha caratterizzato Mazzone in relazione alla nota vicenda Lucano. La notizia che ha riguardato il sindaco di quel modello d’accoglienza noto in tutto il mondo è una di quelle che ha fatto più clamore negli ultimi anni, eppure Mazzone ha sempre voluto mantenere un profilo di grande riservatezza. «Rifuggiva dai riflettori, era sempre molto riservato, era come se lui non volesse che nessuno dicesse “l’ho fatto per questo, l’ho fatto in cambio della notorietà” ma ha voluto, secondo me, accostarsi, essere vicino e dare il suo contributo per me oggi dico straordinario proprio perché è entrato nella vicenda dal punto di vista umano». «Per me non è stato il rapporto tra cliente e avvocato, Mazzone ha condiviso proprio l’ideale della giustizia insieme a me. Ho avuto tante volte questa impressione, quando arrivavo nel suo studio era come se si dedicasse solo per me e questo mi dava sicurezza. Una persona che non potrò mai dimenticare».

Il ricordo dell’avvocato Giampà

«Antonio Mazzone era una personalità fuori dal comune, un finissimo giurista in grado di cogliere prima di altri aspetti giuridici di grande profilo.
Mi piace ricordarlo – ha sottolineato l’avvocato Franco Giampà – con un aneddoto. Mi regalo’ infatti un suo libro edito da Giuffrè nel 1987. In quel testo, che ho letto dopo la sua scomparsa, ho potuto constatare sorprendendomi nuovamente come Antonio avesse scritto della natura del reato non come fondato su due elementi, il fatto e la volontà, ma su tre. Introduceva infatti la struttura tripartita del reato con il tema dell’antigiuridicità’. La sua esperienza in Germania, il confronto con il pensiero giuridico europeo lo aveva messo nelle condizioni – a soli 27 anni – di anticipare concetti che poi si sarebbero affermati in dottrina anche in Italia». (redazione@corrierecal.it)

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