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CREMA&AMAREZZA

Cosenza, l’ultima (s)volta non arriva mai. Catanzaro tra consacrazione e nuove prospettive

I Lupi buttano via festa e salto di qualità. Iemmello rende più mature le Aquile che ora possono sognare

Pubblicato il: 26/02/2024 – 6:39
Cosenza, l’ultima (s)volta non arriva mai. Catanzaro tra consacrazione e nuove prospettive

È lunedì, sono passati già quasi tre giorni dalla partita tra Cosenza e Sampdoria, quella dei 110 anni di vita rossoblù, dei festeggiamenti improvvisati, delle vecchie glorie con assenze eccellenti, del patron Eugenio Guarascio che, tirato per la giacca da un commovente Gianluca Di Marzio, promette senza troppa convinzione la serie A («ma sì, dai, proviamoci»), e di una sconfitta evitabilissima su cui sono state già spese sentenze di ogni sorta che viene da pensare che parlarne ancora non serva a molto. Anche perché domani già si torna in campo e l’avversario dei Lupi sarà tutt’altro che semplice, si affronta infatti la capolista Parma. Ma se per dovere di cronaca e rubrica settimanale si deve dire qualcosa su ciò che è accaduto venerdì sera, più che affrontare argomenti tattici poco originali, viene da focalizzare l’attenzione sull’ennesima occasione mancata, che sa un po’ di DNA. Sì, di DNA, quello del Cosenza calcio che, ormai, per tradizione, proprio nel giorno in cui onorava la sua storia, quella stessa storia l’ha rappresentata sul campo in tutta la sua malinconia. Il riferimento va a quel famoso salto di qualità (che, attenzione, non significa necessariamente serie A o argomenti affini) che quando sembra lì ad un passo, svanisce di fronte all’ostacolo di turno, come una maledizione o una pianta velenosa che non si riesce in nessun modo ad estirpare. Il salto di qualità mancato non riguarda tanto la classifica e l’odore di playoff che si allontana, ma ha a che fare di più con la passione del popolo rossoblù, (ormai stanco ma pur sempre vivo) messa ripetutamente alla prova. Una passione da sprecare e disperdere per l’ennesima volta e fino a una prossima volta che, pensando alla frase del brano dei Cccp – “Per me lo so” – ripresa dai tifosi in curva nord con uno splendido striscione, sembra non arrivare mai.

Crema: della serata 110 (senza superbonus) del “San Vito-Marulla” si salva soprattutto la gente presente sugli spalti, quantomeno per la sua illusione ingenua e comoda di poter essere nuovamente a un passo da traguardi grandi. 15 mila anime che dopo una festa pre-partita scialba e impersonale, sono piombate in pochi attimi nella solita realtà, grazie a due gol letteralmente regalati alla Sampdoria.
Amarezza: l’amarezza, come detto sopra, è per ciò che poteva essere e non è stato. Per le celebrazioni prive di trasporto, per il pubblico ritrovato e deluso, per una prestazione della squadra che, nel giorno sbagliato, è stata contratta, sottotono, per gli errori banali dei singoli che hanno fatto gioire l’anti-gioia Andrea Pirlo, per Manuel Marras (imprescindibile e decisivo insieme a Gennaro Tutino) che per un fastidio fisico dell’ultima ora non è mai sceso in campo. Per Caserta che ha ammesso che la sua squadra nei momenti cruciali si perde. E per aver compreso nuovamente che la salvezza per questo Cosenza ha un valore molto più grande di quel «ma sì, dai, proviamoci» pronunciato da Guarascio. (Francesco Veltri)

Catanzaro maturo grazie a un super Iemmello

Una grandissima sofferenza per una vittoria che vale oro. È un Catanzaro maturo e più che mai attento quello che costringe il Cittadella al sesto ko consecutivo, mai era successo in serie B nella storia del club veneto. Trascinata da Iemmello, autore di una doppietta da applausi, la squadra di Vivarini mette il punto al discorso salvezza. A quota 42 punti le aquile possono dirsi definitivamente salve e possono ora cominciare a sognare qualcosina in più. Non sarà un obiettivo stagionale, ma la seconda piazza, quella che vale la promozione diretta dista solo 6 punti. Il successo proprio contro gli uomini di Gorini, avversari diretti per un piazzamento play-off, permette al Catanzaro di staccare le inseguitrici e continuare con serenità il proprio percorso.
Prova attenta e matura, dicevamo. Qualche sbavatura ci sarà anche stata ma contro avversari che fanno della fisicità e dell’aggressione alta il proprio marchio di fabbrica, la squadra di Vivarini ha regalato poco fino al gol del nuovo vantaggio di Iemmello (55’). Poi la spinta dei padroni di casa, costretti ad invertire il trend negativo, ha chiuso dietro i giallorossi bravi però a non perdere la testa e rimanere ordinati e compatti.
La vittoria della consacrazione? Chissà! Di certo la vittoria che regala al Catanzaro nuove prospettive.

Crema: se nell’ultima sfida casalinga contro il Sudtirol la sua stella non aveva brillato, in casa del Cittadella è tornata a farlo prepotentemente. Parliamo di Pietro Iemmello autore di una prova super e di due gol bellissimi e per nulla facili da realizzare. Il primo dopo 19 minuti è una vera perla, un sinistro a giro dai venti metri che si infila sotto la traversa, il secondo dopo 10 minuti della ripresa con una girata di testa sul primo palo su invito, direttamente dalla bandierina, di Vandeputte (al suo nono assist stagionale). Il capitano giallorosso si conferma miglior realizzatore dei suoi con 9 reti e sempre più trascinatore nelle gare complicate, quelle in cui l’esperienza può fare la differenza.
Amarezza: le ammonizioni, tante, troppe. Al Tombolato rimediano il cartellino giallo Scognamillo, Veroli, Brignola e anche Biasci dalla panchina. Tre su quattro ossia Scognamillo, Veroli e Biasci erano diffidati e saranno quindi costretti a saltare per squalifica la gara contro il Bari in programma martedì sera alle 20.30 al Nicola Ceravolo nel turno infrasettimanale. (Stefania Scarfò)

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