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Le urla dei bambini, le scene apocalittiche fuori dal fast food di Rende. Storia di un post derby avvelenato – VIDEO

Si attendono pene esemplari per i facinorosi protagonisti degli scontri con la polizia di Cosenza. L’organizzazione della sicurezza e le indagini

Pubblicato il: 04/03/2024 – 7:55
Le urla dei bambini, le scene apocalittiche fuori dal fast food di Rende. Storia di un post derby avvelenato – VIDEO

COSENZA Le urla dei bambini, spaventati mentre assistono all’interno di un McDonald’s di Rende, rendono ancora più grave quanto accade fuori: teppisti vestiti da ultras “armati” di spranghe, fumogeni e petardi seminano il panico all’altezza dello svincolo di Cosenza Nord. Si è da poco concluso il derby Cosenza-Catanzaro, e prima fuori dallo stadio San Vito-Marulla la polizia è impegnata a governare alcuni tafferugli animati dai tifosi giallorossi. Al termine dell’azione della polizia di stato, un funzionario riporta alcune ferite che lo costringono a raggiungere l’ospedale Annunziata per accertamenti. Per lui nulla di grave.
Gli animi restano tesi e all’arrivo nei pressi dello svincolo autostradale, prima di completare il percorso per il ritorno a casa: alcuni ultras scendono dal bus, percorrono pochi metri e iniziano a seminare il panico. La polizia interviene e carica i facinorosi. Tutto si consuma in pochi minuti, una scena apocalittica alla quale sono costretti ad assistere famiglie e bambini.
Sono tutti impegnati a sorridere, mangiando il loro panino e le patatine, sorseggiando una bevanda in attesa di tornare a casa. Qualcuno pensa bene di non limitarsi al lancio di fumogeni e petardi e parte la corsa verso il fast food, il direttore in quel momento chiude le porte ed evita il peggio ma un uomo viene colpito e riporta alcune ferite che necessitano il trasporto in ospedale. Mentre accade, i bambini urlano e si disperano. Tutti si aspettavano di partecipare ad una festa. Così evidentemente non è stato. Ora i colpevoli saranno puniti, ci si aspetta pene severe, dai Daspo a provvedimenti che potrebbero giungere nel corso dell’indagine avviata dalla polizia di Stato. Poi è lecito comprendere cosa non ha funzionato nel sistema di organizzazione della sicurezza: strade chiuse, percorsi obbligati ed obbligatori non sono serviti a contenere la furia dei facinorosi. (f.b.)

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