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Bonifica Sin di Crotone, disposto il piano di spesa dal commissario Errigo

Circa 65 milioni di euro le risorse finanziarie già assegnate per i vari interventi. Resta il problema dello smaltimento dei rifiuti

Pubblicato il: 23/03/2024 – 17:03
di Gaetano Megna
Bonifica Sin di Crotone, disposto il piano di spesa dal commissario Errigo

CROTONE Il commissario straordinario per la bonifica del Sito di interesse nazionale di Crotone, Emilio Errigo, ha disposto il piano di spesa per gli interventi di sua competenza. I fondi che intende utilizzare sono quelli che il Tribunale di Milano ha riconosciuto, nel lontano 2012, alla città pitagorica per i danni ambientali subiti in 70 di attività industriali. La somma complessiva assegnata a Crotone dal Tribunale di Milano supera i 70 milioni di euro, ma come scrive Errigo in una nota diffusa oggi «ammontano a circa 65 milioni di euro le risorse finanziarie già assegnate che il Commissario ha previsto e proposto alle competenti autorità pubbliche e amministrazioni territoriali interessate, di impiegare nel corso del  triennio (2024-2026)». C’è da chiarire che il Tribunale ha riconosciuti i danni a Crotone, ma ha individuato nella presidenza del Consiglio dei ministri e, quindi, nel ministero dell’Ambiente il soggetto attuatore delle attività di bonifica da realizzare nella città pitagorica, utilizzando i 70 milioni di euro. Ecco perché è stata la Presidenza del consiglio ad assegnare le risorse ad Errigo per realizzare gli interventi previsti dal suo piano.

Il piano di spesa

Il commissario ha redatto il piano «di interventi dettagliato, specificato e motivato per ogni singola destinazione d’impiego», che «è già stato trasmesso in bozza agli aventi diritto», che sono gli enti interessati dal progetto di bonifica. «Successivamente (e comunque entro 6 mesi dall’entrata in vigore del Dpcm 14 settembre 2023), – si legge nella nota diffusa da Errigo – la versione definitiva verrà trasmessa dal commissario straordinario al competente ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica». Errigo sollecita «la Regione Calabria, Provincia e Comune di Crotone a fornire il loro importante e richiesto contributo fornendo eventualmente altre indicazioni in merito alla destinazione e impiego delle risorse finanziare pubbliche». «Come previsto, – scrive il commissario – è stato inoltre espressamente richiesto, un primo esame tecnico-scientifico del piano degli interventi, da parte dell’Istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra) e dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal)». Il programma di Errigo prevede «di destinare e impiegare, le limitate risorse finanziarie, nell’area marina e i sottostanti fondali, situati in area Sin fronte mare, ex area industriale, ora precluse sin dal 2012 alle attività lavorative di pesca; le aree e spazi demaniali portuali e retroportuali situati in area Sin risultati contaminati, delimitati e allo stato inutilizzati ai fini commerciali e turistici; le aree terrestri situate in area Sin contaminate da Cic, scorie Cubilot e Fosforite, per la loro messa in sicurezza permanente».

Necessarie verifiche tecniche

A parere del commissario «per far fronte a queste azioni saranno necessarie: verifiche tecniche per avere il profilo attuale della reale contaminazione dell’area archeologica Antica Kroton; la messa in sicurezza permanente della discarica Tufolo – Farina (si tratta dell’ex discarica di proprietà del Comune di Crotone che si trova in località Farina a ridosso del quartiere più popoloso della città, ndr); il monitoraggio eco-tossicologico, sanitario e ambientale con eventuali interventi di caratterizzazione (ove ritenuti necessari), in aree perimetrate e non, ricadenti del Sin». Nelle attività di bonifica, qualora fosse necessario, il commissario intende utilizzare  «le Unità specializzate (Cbnr) del “Reggimento Cremona” dell’Esercito Italiano unitamente alla componente specializzata operativa Forestale, Agroalimentare e Ambientale dell’Arma dei carabinieri». L’obiettivo di Errigo è di «non sperperare denaro pubblico». Gli interventi che rientrano nel piano del Commissario non sono gli stessi di cui si dovrà occupare Eni Rewind, utilizzando proprie risorse. Sono procedimenti diversi che, in comune, hanno poco o niente. L’Eni ha, infatti, sempre ribadito che le attività da realizzare a Crotone sono una sua competenza. L’intervento che riguarda l’Eni è fermo, mentre il piano che compete al commissario, come si legge nella nota di oggi, è quasi pronto e tra qualche mese potrebbero iniziare anche i lavori.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti

Prima di mettere in moto i mezzi, però, occorrerà stabilire dove verranno conferiti i rifiuti su cui pesa la decisione assunta nella Conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre del 2019, che ha fatto suo il contenuto del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), che sancisce che i veleni derivanti dalle attività industriali, presenti a Crotone, dovranno essere smaltiti in impianti ubicati fuori dalla Calabria. Il problema dello smaltimento dei rifiuti riguarda anche e soprattutto le attività che dovrebbe realizzare l’Eni. Su dove smaltire i rifiuti, ogni tanto il dibattito si infiamma, così come è successo nei giorni scorsi quando è stato annunciata l’iniziativa “Bonifica Sin e Puar – quale soluzione migliore per il futuro di Crotone? – apriamo il confronto con le parti sociali della città”. Il dibattito era stato organizzato da un gruppo di sigle imprenditoriali, tra le quali Confindustria, Ance, Fenimprese e Confesercenti e prevedeva anche la partecipazione dell’ex presidente regionale Mario Oliverio e di Ugo Puglise, ex sindaco di Crotone. Oliverio e Pugliese erano stati protagonisti della Conferenza dei servizi del 24 ottobre 2019. L’iniziativa era stata convocata per lo scorso 21 marzo nella sede di Fenimprese, ma due giorni prima che si tenesse è stata disdetta dagli organizzatori a data da destinarsi. Non si è più tenuta «per ragioni organizzative». Le ragioni non sono state spiegate e questo lascia spazio a diverse congetture, compresa quella che potrebbero esserci state pressioni importanti. Si è voluto evitare di disturbare il manovratore? (redazione@corrierecal.it)

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