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‘Ndrangheta e scarti Keu, Consorzio di bonifica Tn si costituisce parte civile

Oggi a Firenze si apre l’udienza preliminare. «Un dovere morale»

Pubblicato il: 12/04/2024 – 11:32
‘Ndrangheta e scarti Keu, Consorzio di bonifica Tn si costituisce parte civile

FIRENZE «Il Consorzio di bonifica Toscana nord si costituisce parte civile nel processo Keu, relativo all’inchiesta sullo smaltimento illecito dei fanghi prodotti dalla concia delle pelli». Lo comunica lo stesso consorzio. Oggi a Firenze si apre l’udienza preliminare. «Un dovere morale prima di tutto – sottolinea in una nota il presidente dell’Ente consortile, Ismaele Ridolfi – e un atto dovuto nei confronti dei cittadini che non possono e non devono in alcun modo pagare gli eventuali danni procurati all’ambiente e alla collettività a causa di eventuali condotte illecite perpetrate da chi dovesse essere giudicato colpevole e condannato». La costituzione di parte civile dell’Ente è stata affidata all’avvocata Diana Tazzini, del Foro di Lucca, legale interno del Consorzio di bonifica. Per Ridolfi, «con riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio emessa dal pubblico ministero procedente sembrano palesarsi danni diretti e indiretti per il Consorzio, proprio nell’area che fa riferimento al reticolo di Pioppogatto. Per esempio, abbiamo dovuto sostituire la pompa dell’impianto idrovoro di Pioppogatto che, a seguito di verifica tecnica, risultava essere consumata in maniera eccessiva e in tempi troppo stretti rispetto a situazioni analoghe. Tale intervento sembra essere attribuibile alla presenza di elevati livelli di cloruri nelle acque divenute per questo molto corrosive». Secondo gli uffici tecnici e legali del Consorzio di bonifica sembra quindi essere fondata la correlazione tra la discarica abusiva individuata nel terreno limitrofo all’impianto idrovoro del Poppogatto, indicata proprio fra i capi di imputazione del processo, con il danno subito. «E’ inoltre ipotizzabile – osserva ancora Ridolfi – che a causa dell’inquinamento l’Ente consortile si potrebbe trovare ad affrontare in futuro un aumento dei costi relativi alla manutenzione dei luoghi, ordinaria e straordinaria, oltre alla possibilità di un incremento di spesa per le dotazioni di protezione individuale per i dipendenti che lavoreranno sul posto, a causa dell’inquinamento presente. Per il consorzio potrebbero configurarsi danni alla propria immagine dall’accertamento della condotta illecita in sede processuale».

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