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“OPERAZIONE VERITA'”

“Medici imboscati”, l’Asp di Vibo dà riscontro a Tavernise: 23 gli operatori sanitari impiegati in mansioni diverse

L’istruttoria dell’azienda vibonese registra poi 109 dipendenti in possesso di inidoneità rispetto alle mansioni proprie – IL REPORT COMPLESSIVO

Pubblicato il: 21/04/2024 – 14:21
“Medici imboscati”, l’Asp di Vibo dà riscontro a Tavernise: 23 gli operatori sanitari impiegati in mansioni diverse

VIBO VALENTIA All’Asp di Vibo Valentia sono 23 le unità di personale sanitario attualmente impiegate in mansioni diverse rispetto a quelle per le quali sono stati assunti e 109 le unità di personale sanitario in possesso di inidoneità certificata e/o idoneità con prescrizioni limitanti rispetto alle mansioni proprie della qualifica di appartenenza. E’ quanto emerge da una nota con cui l’Asp vibonese, guidata dal commissario straordinario Battistini, ha dato riscontro alla richiesta di informazioni avanzata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Davide Tavernise, in riferimento alla “campagna” avviata dal pentastellato per scovare i cosiddetti “medici imboscati” nelle aziende calabresi. Nella nota, stilata al termine di un’istruttoria, il commissario dell’Asp vibonese Battistini intende peraltro precisare« per completezza di trattazione, che «essere titolare di limitazioni implica solamente una restrizione delle modalità di attendere alla mansione, che continua ad essere svolta al netto della limitazione stessa; la “limitazione” nell’esercizio di una mansione, infatti, è un istituto previsto dalla normativa proprio per armonizzare la puntuale erogazione del servizio con la migliore tutela della salute del lavoratore, ed è una misura applicata in relazione alle diverse tipologie di condizioni patologiche o anche fisiologiche tutelate. Per quanto precede, il personale sanitario portatore di limitazioni non è sottratto alle mansioni, ma le assolve in modo mirato in base alla condizione individuale, talvolta per un periodo di tempo definito, come nel caso delle gestanti o delle madri in allattamento. Ancora, nell’analisi dei numeri allegati bisogna tenere presente la tipologia del lavoro in sanità: nel nuovo elenco per l’accesso all’Ape social del 2018 di attività gravose sono ricompresi anche infermieri e ostetriche, alla pari di operai edili, agricoli e siderurgici. In conclusione, la popolazione lavorativa sanitaria della Asp di Vibo Valentia ha una morbilità — che genera limitazioni — in linea con quella della popolazione generale pur avendo un’età media elevata e svolgendo un lavoro ritenuto usurante dalla norma». Nel report finora stilato da Tavernise – report allegato alla fine di questo articolo – sono finora oltre 1.300 gli operatori sanitari impiegati in mansioni diverse da quelle per cui sono stati assunti o con inidoneità certificata e/o idoneità con prescrizioni limitanti: all’appello mancherebbe ancora la risposta dell’Asp di Cosenza.

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