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la protesta e la proposta

Dopo il Planetario i BocsArt, centrodestra all’attacco sulle opere dell’era Occhiuto rimaste incompiute

Polemica sulla presenza del sindaco (con bonifica) alla conferenza stampa convocata dai consiglieri di minoranza: «Propaganda mortificante»

Pubblicato il: 22/04/2024 – 13:03
di Eugenio Furia
Dopo il Planetario i BocsArt, centrodestra all’attacco sulle opere dell’era Occhiuto rimaste incompiute

COSENZA «Simbolo della mancanza di visione dell’amministrazione Caruso ma anche della sua volontà di non proseguire sulla strada tracciata dal predecessore Mario Occhiuto», il Planetario è – per i consiglieri di minoranza che stamattina hanno convocato una conferenza stampa davanti all’imponente struttura nei pressi del ponte di Calatrava – solo la prima tappa di una serie di focus sulle tante opere abbandonate (la prossima è prevista a breve ai BocsArt) avviare nel decennio occhiutiano.

La protesta e la proposta

Tra oggi e domani gli esponenti di centrodestra depositeranno un’interrogazione al sindaco per avere risposte sui temi sollevati già nei giorni scorsi: i furti, la sorveglianza e, soprattutto, se esista o meno un’idea sulla gestione di un’opera definita “appetibile”, tanto da avere incassato in 4 mesi circa 80mila euro; prima lo stop imposto dal Covid e poi il cambio di amministrazione hanno reso il Planetario una scatola vuota. «C’era un utile – ha commentato Giuseppe D’Ippolito (FdI) – e qui oggi, oltre alla protesta, vogliamo lanciare una proposta: si rinnovi il partenariato con l’Unical non solo in ambito scientifico ma anche gestionale, ipotizzando magari delle migliorie energetiche e un impianto fotovoltaico. Ad agosto si parlava di un progetto di finanza: che fine ha fatto? Ci sono bandi Pnrr sull’efficientamento energetico ma l’approccio dell’amministrazione Caruso è quello dimostrato dopo la vendita dei locali di via degli Stadi all’ Asp: la metà dei 5 milioni incassati è stata destinata alla manutenzione delle strade…», ha concluso D’Ippolito.

Per Francesco Caruso si doveva accelerare su bandi o avvisi anche per investimenti privati, «il sindaco avrebbe dovuto fare il porta a porta in tutta Italia per cercare acquirenti di questa struttura che è la seconda in Italia nel suo genere e tra le poche in Europa” incalza Francesco Luberto alla sua prima uscita pubblica da esponente del centrodestra a Palazzo dei Bruzi, “oggi invece è l’emblema del fallimento di questa giunta: se non sanno amministrare si facciano da parte». Michelangelo Spataro ricorda che il Planetario si trova in un’ area strategica, quella dei Gergeri, promossa dal PSC e con una premialità non ancora sfruttata, oltre che inserito in un sistema più ampio che include il Parco delle Scienze, il belvedere sul Crati e la sua navigabilità. Per l’anfiteatro un’impresa ha già ricevuto 250mila euro ma è tutto fermo nonostante il Piano periferie finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

La polemica sulla presenza del sindaco

Una coda, anzi un prologo polemico per la presenza del sindaco, che si è fatto trovare all’ ingresso della struttura e anzi ha chiamato una squadra di operai per una pulizia di massima dell’area. «Non sapevo della conferenza stampa» ha commentato Franz Caruso mentre focalizzava l’attenzione sul rivestimento esterno della struttura: «Verificheremo se è ruggine dopodiché valuteremo se è il caso di chiamare ai danni l’impresa appaltatrice» ovvero la Ati Perciaccante.
Ma il passaggio del primo cittadino – letto come una invasione di campo – ha infastidito non poco i promotori della conferenza stampa, per la sua irritualità: «Una presa in giro mortificante – ha commentato Francesco Caruso -, una sceneggiata propagandistica». Per Spadafora (FdI) «il sindaco specula politicamente su una vicenda delicata», secondo Luberto la visita di Franz Caruso è «una simpatica coincidenza» mentre ancora D’Ippolito rincara la dose: «Questa di oggi è una presenza che infastidisce. Per due anni e mezzo non c’è stata alcuna attenzione, ora si annunciano nuovi sistemi di allarme, sorveglianza notturna e sicurezza… Non vorrei che la colpa dei furti sia da imputare all’amministrazione Occhiuto». (e.furia@corrierecal.it)

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