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le indagini

Rogo nella Presila, denunciati due coniugi – FOTO

Sarebbero stati loro a causare l’incendio del 13 aprile scorso. Le fiamme hanno distrutto oltre 40 ettari di bosco

Pubblicato il: 11/05/2024 – 10:28
Rogo nella Presila, denunciati due coniugi – FOTO

CATANZARO Individuati e denunciati i presunti piromani che avrebbero appiccato le fiamme nella Presila a cavallo delle province di Catanzaro e Crotone. Si tratta di due coniugi che sono stati deferiti dal nucleo forestale dei carabinieri alle autorità giudiziarie.
L’incendio scoppiato lo scorso 13 aprile, sul confine dei comuni di Petronà e Mesoraca, tra le province di Catanzaro e Crotone ha distrutto oltre quaranta ettari di bosco della Presila andati a fuoco. A seguito del rogo si sono registrati danni ingenti a terreni agricoli. In particolare il vasto incendio in località “Acque Molle -Timpone Forcone” ha mandato in fumo larga parte dei rimboschimenti di pino ed eucalipto e formazioni di macchia mediterranea, per una superficie equivalente a circa 65 campi di calcio.

Le indagini

Già nell’immediatezza dei fatti i militari dei Nuclei Carabinieri Forestale di Sersale e di Petilia Policastro hanno attivato i dovuti accertamenti: attraverso l’ispezione delle superfici interessate dall’incendio e delle zone limitrofe, la repertazione delle aree percorse e la raccolta e analisi di informazioni da persone in grado di riferire notizie utili, sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Il minuzioso lavoro svolto dagli investigatori, anche grazie all’ausilio di attività tecnica, nota come metodo delle evidenze fisiche – m.e.f. (protocollo scientifico che permette di risalire al probabile punto di insorgenza del fuoco) ha consentito di appurare in breve tempo le verosimili cause dell’evento – riconducibile all’incenerimento di residui di potature e pulizia di fondo agricolo – nonché le modalità di propagazione e l’individuazione dei (due coniugi) presunti autori del reato, deferiti nei giorni scorsi, in stato di libertà, all’Autorità Giudiziaria di Crotone.
I contravventori, qualora le ipotesi accusatorie fossero confermate e fatte salve le loro garanzie di difesa, rischiano la reclusione da 1 a 5 anni. La normativa in materia, inoltre, prevede che anche in caso di accensione di un fuoco su terreni coltivati, pascolivi o incolti possa configurarsi il reato di incendio boschivo, qualora sia accertato che le fiamme possono estendersi ad una limitrofa superficie boscata (cd. “suscettività” ad espandersi del fuoco).

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