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Rifiuti Crotone, le opposizioni chiedono un Consiglio regionale ad hoc. «Non si può più perdere tempo»

Pd, M5S e gruppo misto depositano la richiesta per la convocazione di una seduta straordinaria. «Governatore e maggioranza facciano chiarezza»

Pubblicato il: 23/05/2024 – 12:53
di Gaetano Megna
Rifiuti Crotone, le opposizioni chiedono un Consiglio regionale ad hoc. «Non si può più perdere tempo»

Otto consiglieri regionali di opposizione, rappresentativi di tre gruppi consiliari (Partito democratico, Movimento 5 stelle e Misto) hanno avanzato la richiesta di convocazione di un apposito consiglio regionale della Calabria per discutere dell’emergenza ambientale a Crotone. L’obiettivo è convincere l’intera assisi regionale a determinarsi contro il proposito di Eni Rewind di smaltire a Crotone le scorie industriali, prima che si tenga la Conferenza dei servizi convocata dal ministero dell’Ambiente per il prossimo 17 giugno. La richiesta avanzata dagli otto consiglieri dovrebbe consentire di convocare l’assise nonostante il periodo di fermo previsto per le elezioni europee. A firmare la richiesta di convocazione, depositata lo scorso martedì presso gli uffici di Palazzo Campanella, sono stati il capogruppo del Pd, Mimmo Bevacqua, il capogruppo del M5s, Davide Tavernese, il capogruppo del Misto, Antonio Lo Schiavo, e sei consiglieri regionali di aria Pd (Ernesto Alecci, Amalia Cecilia Bruni, Francesco Antonio Iacucci, Raffaele Mammoliti e Giovanni Muraca). L’iniziativa era stata già annunciata nel corso di una conferenza stampa, tenutasi nei giorni scorsi nella sede della federazione pitagorica del Pd. Entro 20 giorni dalla richiesta di convocazione il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, secondo quanto previsto dal regolamento, dovrà procedere alla convocazione dell’assemblea regionale.

«Governatore e maggioranza facciano chiarezza»

«Non si può più perdere tempo – si legge in una nota diffusa oggi dai consiglieri dem – ed è necessario assumere ogni più opportuna iniziativa politica ed istituzionale, anche procedendo alla modifica delle parti del Piano Regionale di gestione dei Rifiuti, e opporsi, in seno alla Conferenza dei servizi del 17 giugno 2024, alla richiesta svolta da parte di Eni Rewind di procedere alla revoca dell’impegno sulla stessa gravante di smaltire i rifiuti pericoli industriali di Crotone fuori dal territorio della regione Calabria affinché, essendo peraltro già decorsi molti anni inutilmente, si proceda all’effettivo smaltimento dei rifiuti pericolosi industriali di Crotone al di fuori del territorio della regione Calabria a tutela della salute dei cittadini crotonesi e calabresi e dell’ambiente e del territorio di Crotone e della Calabria». L’obiettivo, quindi, è spingere la massima assise regionale a determinarsi contro il progetto di Eni Rewind. In questa direzione il primo passo da fare è ottenere la modifica del Piano regionale dei rifiuti che ha annullato l’indice di pressione, favorendo così il progetto del colosso energetico chiamato a realizzare la bonifica dell’area industriale di Crotone. «La situazione a Crotone – si legge nella nota del gruppo Pd – rischia di sfociare in una vera e propria emergenza e il gruppo dem vuole che il Consiglio regionale si assuma la responsabilità di trovare una soluzione». «È anche necessario – concludono – che il governatore e la sua maggioranza facciano chiarezza e dicano chiaramente quali siano le intenzioni della giunta in ordine alla vicenda». (redazione@corrierecal.it)

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