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Occhiuto in visita alla mostra di Trame sulle opere confiscate alla mafia – FOTO

Il governatore ha ammirato i capolavori esposti in “Visioni Civiche. L’arte restituita”, visitabile gratuitamente fino al 28 luglio

Pubblicato il: 10/07/2024 – 18:57
Occhiuto in visita alla mostra di Trame sulle opere confiscate alla mafia – FOTO

LAMEZIA TERME Il presidente della regione Roberto Occhiuto, su inviti del presidente della fondazione Trame Nuccio Iovene, ha visitato questa mattina la mostra “Visioni Civiche – L’arte restituita. Dalle opere confiscate alle mafie al bene comune” allestita al Museo Archeologico Lametino in occasione della tredicesima edizione di Trame Festival e ancora visitabile gratuitamente fino al 28 luglio. Accolto da una delegazione della Fondazione, il presidente ha sottolineato il valore civico del progetto inedito realizzato da Trame con la disponibilità del Museo Archeologico Lametino e in collaborazione Associazione MetaMorfosi, potendo contare sul prestigioso Patrocinio del Ministero degli Interni ed il sostegno della Fondazione CDP.

Le parole di Occhiuto

La mostra, curata dal professor Lorenzo Canova, prevede la presenza di quarantaquattro opere confiscate alle mafie, realizzate da alcuni tra i più grandi maestri del Novecento, come De Chirico, Ligabue, Lodola, Caruso. In esposizione i capolavori sequestrati al “re dei videopoker”, noto boss mafioso Gioacchino Campolo, già presenti al Palazzo Crupi di Reggio Calabria, e quelli sequestrati a Gennaro Mokbel, finanziere vicino alla Banda della Magliana, mai esposte finora. «Mi piacerebbe che questa iniziativa potesse consolidarsi nel tempo diventando stabile, e potesse essere replicabile in altre zone della Calabria e del Paese – ha detto Occhiuto – Farò in modo che le Istituzioni competenti possano valorizzare l’ottimo lavoro che con grande creatività e diligenza Trame ha saputo realizzare a Lamezia. Trame è come un antibiotico – ha concluso il Presidente – sviluppa gli anticorpi positivi che per fortuna in Calabria ci sono. Trame li rende visibili, racconta storie di resistenza, valorizza tanti giovani che non si rassegnano alla prepotenza e alla violenza della ndrangheta. Ha il merito di raccontare, non tanto quello che di brutto ha subíto o succede in Calabria, ma quanta voglia di combattere e quanto bello c’è nella nostra regione».

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