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Cara di Isola Capo Rizzuto, la Cassazione rende definitive le condanne del processo “Jonny”

Rigettato il ricorso di Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia. Confermate le infiltrazioni delle cosche Arena e Nicoscia

Pubblicato il: 14/07/2026 – 22:20
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Cara di Isola Capo Rizzuto, la Cassazione rende definitive le condanne del processo “Jonny”

ISOLA DI CAPO RIZZUTO Diventano definitive le condanne del processo “Jonny” nato dell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sulle infiltrazioni mafiose nella gestione del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola di Capo Rizzuto, rendendo irrevocabile la sua condanna a otto anni di reclusione. La sentenza, che cristallizza l’impianto accusatorio emerso nel 2017, ha confermato le ingerenze delle cosche Arena e Nicoscia nella gestione economica e negli appalti del centro di accoglienza per migranti di Sant’Anna, dai quali venivano drenati capitali illeciti. I giudici di legittimità hanno respinto le istanze presentate da numerosi imputati che avevano scelto il rito abbreviato, blindando così le sentenze emesse in precedenza dalla Corte d’Appello nell’ambito del processo Jonny. Diventano a tutti gli effetti definitive le condanne a dieci anni di reclusione per Maurizio Greco e Domenico Riillo, a otto anni e otto mesi per Giuseppe Pullano, a otto anni per Antonio Giglio e a sette anni per Francesco Arena, classe 1979. La Suprema Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi di un’ulteriore tranche di indagati. Questa decisione rende irrevocabili gli undici anni e quattro mesi inflitti a Nicolino Gioffrè, gli otto anni e dieci mesi per Rosario Lentini, e gli otto anni ciascuno a carico di Fortunato Pirrò, Domenico Nicoscia e Vincenzo Lentini. Per alcune specifiche posizioni gli ermellini hanno proceduto a un annullamento senza rinvio con l’immediata rideterminazione della pena. È il caso di Antonio Poerio, condannato in via definitiva a sei anni e otto mesi di reclusione, e di Nicola Lentini, la cui sanzione è passata a un anno e quattro mesi. L’annullamento è stato invece solo parziale, e limitato esclusivamente al provvedimento di confisca, per Giuseppe Lequoque. La Cassazione ha infine disposto l’annullamento con rinvio per un nutrito gruppo di imputati, i quali dovranno ora affrontare un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione della Corte d’Appello di Catanzaro. Nella scorsa settimana la Cassazione aveva anche reso definitiva la condanna ad otto anni dell’ex parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio, accusato di associazione mafiosa.

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