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LA VICENDA

L’attico a Nicotera del nipote dei Mancuso: i lavori via WhatsApp e la “sorpresa” di Pasqua

Dall’inchiesta milanese il progetto di Orazio Desiderato. L’aiuto del fratello prestanome e della cognata nei lavori e negli arredamenti

Pubblicato il: 03/03/2025 – 7:01
di Giorgio Curcio
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L’attico a Nicotera del nipote dei Mancuso: i lavori via WhatsApp e la “sorpresa” di Pasqua

LAMEZIA TERME Un attico a Nicotera Marina costruito e arredato “a distanza”, potendo contare su fedeli prestanome: il fratello minore e la cognata. È così che Orazio Desiderato (cl. ’74) sarebbe riuscito a realizzare un investimento edilizio nonostante si trovasse agli arresti domiciliari in Lombardia. Tutto «grazie ai soldi auto riciclati», secondo il gip di Milano, e all’aiuto, fondamentale, di Giuseppe Desiderato (cl. ’82) e la moglie, Anastasia Ienuso (cl. ’83), finiti ai domiciliari. Questo è uno degli aspetti emersi dall’inchiesta condotta dalla Distrettuale antimafia di Milano, con il gip che ha confermato un quadro indiziario «greve ed univoco», ordinando l’arresto nei confronti di 12 persone.  Tra loro proprio Orazio Desiderato – finito in manette – che, secondo gli inquirenti, sarebbe legato al clan Mancuso di Limbadi perché nipote di Zi ‘Ntoni Mancuso.

Gli aggiornamenti a distanza

Proprio i coniugi “prestanome” di Orazio Desiderato avrebbero seguito lo stato dei lavori, ma anche la scelta del capitolato e dell’arredamento, «aggiornandolo di continuo con messaggi su WhatsApp», inviandogli progetti e richieste presentate al comune di Nicotera dai professionisti incaricati, preventivi dei lavori ma anche di pagamenti che venivano in parte effettuati attraverso bonifici disposti dal conto corrente dell’attività di autodemolizioni – intestata al fratello Giuseppe – ma di fatto gestita da Orazio Desiderato. Una ricostruzione della vicenda peraltro resa possibile grazie all’analisi forense degli iPhone sequestrati proprio ad Orazio il 28 luglio 2022 nel corso della perquisizione domiciliare eseguita dal Reparto Anticrimine dei Carabinieri di Milano. I primi messaggi risalirebbero al 9 dicembre 2019, con l’invio di un preventivo con le spese da sostenere per l’ampliamento di un fabbricato esistente «mediante sopraelevazione e realizzazione di un piano sottotetto».

L’attico a Nicotera

Si tratta, in particolare, di uno stabile di Nicotera, in contrada Filippella, dimora del fratello Giuseppe e della madre dell’indagato. Bisognerà attendere il 23 marzo 2021 per conoscere gli sviluppi della vicenda – complice probabilmente la pandemia – con la comunicazione inviata ad Orazio Desiderato dall’ingegnere dell’autorizzazione a costruire emessa dall’area tecnico urbanistica della provincia di Vibo Valentia, nonostante il documento riportasse effettivamente i nominativi del fratello e della cognata. Per gli inquirenti, dunque, sarebbe emerso come «l’ingegnere, nonostante in Calabria interloquisse con Anastasia Ienuso, alla quale poteva richiedere i pagamenti, era a conoscenza del fatto che l’indagato era il reale proprietario dell’immobile in costruzione», consapevole che quest’ultimo non doveva figurare nella documentazione né tantomeno nei tracciamenti regolari di pagamenti per le mansioni che stava svolgendo. «Orazio buongiorno vedi che ti ho mandato un foglio con scritto iban del comune di Nicotera così gli puoi fare quel versamento».
Ad occuparsi del pagamento è stata poi la segretaria, la russa Maria Savelieva alias Masha, alla quale Orazio Desiderato aveva inviato le coordinate bancarie della Tesoreria di Nicotera. Poi, il 21 aprile, sarà lo stesso ingegnere ad inoltrargli l’autorizzazione protocollata ed emessa dal Comune di Nicotera per eseguire l’attività edilizia, confermando così l’accoglimento della domanda.

Lavori al via

Così nelle settimane successive, tra maggio e giugno 2021, effettivamente erano partiti i lavori per la realizzazione dell’attico, non prima che l’ingegnere inviasse ad Orazio Desiderato due progetti di costruzione, «affinché quest’ultimo potesse scegliere quello a lui più congeniale», il cui costo di 108.380 euro era considerato troppo elevato. Qualche ora dopo, quindi, l’indagato inoltra all’ingegnere «un foglio manoscritto e con un importo nettamente inferiore», precisando che il preventivo «era stato fatto da una ditta di Milano».
Dopo aver pagato oltre 12mila euro per l’adeguamento sismico, nelle settimane successiva Orazio Desiderato avrebbe inoltrato altri bonifici alla cognata, poi girati alla ditta di Nicotera. Da novembre, poi, la donna si sarebbe occupata di arredare il nuovo appartamento mentre i lavori edili proseguivano. Lo scambio di messaggi WhatsApp tra i due cognati riguardava diverse soluzioni per l’acquisito di sanitari e un box doccia in cristallo per i tre bagni presenti nel nuovo appartamento. Il fratello, Giuseppe, si sarebbe occupato invece delle placche per il nuovo impianto elettrico e delle prese mentre per i pavimenti bisognerà attendere febbraio 2022, via via fino a giugno quando la cognata lo avrebbe aggiornato sulla scelta degli arredamenti.  

I controlli dei Carabinieri a Pasqua

Dopo aver analizzato i movimenti bancari e i bonifici effettuati a favore della ditta di Nicotera, secondo gli inquirenti è verosimile che una parte dei lavori sia stata pagata in contanti, utilizzando somme di denaro di provenienza illecita che di volta in volta veniva trasferite in Calabria.
La polizia giudiziaria, approfittando dell’arrivo in Calabria di Orazio Desiderato ad aprile del 2023, in occasione delle festività pasquali, ha attivato i Carabinieri della Stazione di Nicotera per effettuare alcuni accertamenti. E, proprio il 9 aprile, i militari hanno denunciato in stato di libertà Desiderato per il reato di evasione dopo essere stato trovato all’esterno della sua abitazione, ma hanno anche accertato come l’indagato dimorasse da solo nel suo attico appena costruito mentre gli altri parenti vivevano ai piani inferiori con la disponibilità di un immobile per ogni nucleo familiare. (g.curcio@corrierecal.it)

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