La ‘ndrangheta e la blockchain: quando il crimine diventa liquido
La criminalità calabrese sfrutta sempre più la rete: traffici di droga, armi e denaro passano anche attraverso criptovalute e piattaforme online

Negli ultimi anni, le grandi organizzazioni criminali italiane, e in particolare la ‘ndrangheta, hanno iniziato a ridefinire le loro strategie economiche sfruttando strumenti digitali e piattaforme blockchain. Non si tratta più di controllo fisico del territorio o di gestione di imprese locali: il crimine organizzato diventa “liquido”, capace di muovere capitali e narcotici attraverso reti internazionali senza lasciare tracce tangibili.
Secondo il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini, consigliere giuridico al ministero degli Esteri, audito nelle scorse settimane in Commissione antimafia, «le grandi organizzazioni criminali sono sempre più globali, veri e propri network, reti transnazionali capaci di gestire traffici di droga, armi, esseri umani e reati informatici».
Il 70% dei proventi del narcotraffico mondiale investito in blockchain
Le stime indicano che fino al 70% dei proventi del narcotraffico mondiale viene oggi investito in blockchain, rendendo l’investigazione un compito sempre più complesso e tecnologico. Operazioni come l’arresto di Nicola Assisi in Brasile nel 2019, con quantità di denaro talmente ingenti da dover essere pesate, e il secondo arresto del boss Rocco Morabito dopo la fuga dal carcere di Montevideo, testimoniano come la ‘ndrangheta e altre organizzazioni si muovano ormai in un contesto globale.
Un esempio paradigmatico è quello di Giuseppe Romeo, alias U Maluferru, superlatitante e membro di spicco di una ‘ndrina di San Luca (nel Reggino). Gestiva dal Sud Europa un traffico di cocaina e hashish che dal Sud America arrivava ai porti del Nord Europa, scendendo fino alla Calabria e risalendo lungo la penisola. Come evidenziato da L’Espresso in una recente inchiesta, Romeo dichiarava: «Una piattaforma blockchain a Panama? È un’interessante investimento. Ci servirebbe, per spostare i bitcoin». Non si trattava solo di un interesse teorico: attraverso intermediari cinesi e strumenti sofisticati come il Fei Ch’ien, ossia il “denaro volante”, Romeo riusciva a trasferire milioni di euro dall’Emilia Romagna fino al Sud America in poche ore.
L’operazione Aspromonte Emiliano della Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Bologna, ha rivelato il livello tecnologico raggiunto dalla ‘ndrangheta. Il caso mostra come le piattaforme blockchain e le chat criptate, come Sky Ecc, siano strumenti fondamentali per coordinare traffici, riciclare denaro e negoziare criptovalute. L’acquisizione e la decriptazione di oltre 70.000 chat da parte di un Joint Investigation Team internazionale ha permesso di ricostruire la rete criminale e le operazioni finanziarie dei latitanti.
I canali più complessi come i cripto casinò
La criminalità organizzata sfrutta anche canali più complessi come i cripto casinò. Il colonnello Gabriele Di Guglielmo della Guardia di Finanza sempre a L’Espresso ha spiegato che «i fondi di provenienza illecita vengono convertiti in criptovalute, spesso attraverso strumenti intestati a prestanome, quindi depositati su un conto di gioco creato con un profilo anonimo. Dopo poche puntate, il denaro viene prelevato e riconvertito in valuta fiat, assumendo la veste di una vincita lecita». Modalità sofisticate come il chip dumping permettono inoltre di pilotare le partite per trasferire denaro da un account all’altro.
Il quadro che emerge è quello di un crimine che ha abbandonato il paradigma tradizionale della territorialità per diventare digitale e liquido. L’insegnamento di Giovanni Falcone, “follow the money”, va oggi aggiornato in “follow the data”, come sottolineato da Tartaglia Polcini: l’indagine sui flussi digitali e sulle piattaforme blockchain è diventata essenziale per contrastare reti criminali ormai globali, dalla Calabria alla Triple Frontera sudamericana.
In questo contesto, la cooperazione internazionale e gli investimenti tecnologici non sono più accessori, ma strumenti imprescindibili per tenere il passo di organizzazioni criminali che sanno adattarsi rapidamente ai nuovi ecosistemi digitali, sfuggendo a controlli tradizionali e sistemi bancari convenzionali. (f.v.)
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