Mauro Lamanna, talento calabrese premiato all’Outdoor Film Festival: «Il cinema può far rinascere il Sud»
In Calabria conduce una rassegna che porta il cinema nei quartieri popolari, nelle periferie, tra le persone

SAN VALENTINO TORIO (SA) È calabrese, ha una formazione internazionale, ma non ha mai perso di vista le sue radici: Mauro Lamanna, regista di Catanzaro, è stato tra gli ospiti d’onore dell’Outdoor Film Festival, dove ha conquistato pubblico e giuria con il suo cortometraggio “Laddove manchi”. L’opera ha ottenuto i riconoscimenti per Miglior Regia e Miglior Attore – quest’ultimo assegnato a Gianmarco Saurino, protagonista del corto.
L’evento, ospitato nella cornice inaspettata ma suggestiva di San Valentino Torio, in provincia di Salerno, ha rappresentato l’ennesima dimostrazione di quanto i festival “minori” possano avere un impatto concreto sulla scena culturale italiana, specie nel Mezzogiorno. «Assolutamente sì,» ci risponde Lamanna quando gli chiediamo se manifestazioni come questa possano contribuire a cambiare la percezione del Sud: «Portare il cinema in luoghi spesso fuori dai grandi circuiti dello spettacolo significa far crescere le aree più interne, ma soprattutto abitare davvero quei territori. Eventi come l’Outdoor danno speranza a chi vive lì, avvicinando anche chi viene da fuori e offrendo qualità: un segnale forte per il futuro.»
Lamanna non è nuovo a questo tipo di iniziative. In Calabria conduce una rassegna che porta il cinema nei quartieri popolari, nelle periferie, tra le persone. Ed è proprio da questo confronto diretto con il territorio che nasce il suo approccio registico.
«I festival locali possono fare ciò che i grandi festival, pur nella loro magnificenza, non possono: creare un contatto autentico con un pubblico eterogeneo, popolare, che dovrebbe essere il vero pubblico del cinema. Venezia e Cannes sono luoghi elitari – e non in senso negativo – ma selezionano un pubblico. Qui invece si parla con tutti.»
“Laddove manchi” ha emozionato per il suo linguaggio asciutto, diretto, e una fotografia che sa valorizzare la fragilità dei personaggi e l’umanità dei luoghi. Un cinema che non ha bisogno di grandi mezzi, ma di visione e radicamento. Con registi come Lamanna, il Sud non è più periferia, ma centro di una nuova narrazione possibile.
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato