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L’ultimo saluto a Giuseppe Milicchio: tanta gente al funerale del cronista dal cuore rossoblù – VIDEO

Nel Santuario del Santissimo Crocifisso una folla commossa ha dato l’addio alla voce storica del Cosenza calcio. «A modo suo è stato un evangelizzatore»

Pubblicato il: 11/11/2025 – 19:06
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L’ultimo saluto a Giuseppe Milicchio: tanta gente al funerale del cronista dal cuore rossoblù – VIDEO

COSENZA Elegante, con la cravatta e una spilletta rossoblù all’occhiello della giacca, i colori del Cosenza e della sua voce che è stata e sarà sempre quella dei Lupi. Anche nell’ultimo saluto, Giuseppe Milicchio ha portato con sé la sua passione più grande. Un simbolo autentico, un cronista esemplare con l’anima del tifoso, che ha saputo intrecciare il calcio alla vita, la passione alla misura, la cronaca al sentimento.
Oggi pomeriggio, nel Santuario del Santissimo Crocifisso della Riforma, una folla commossa ha riempito ogni spazio. C’erano i volti storici del tifo cosentino e del giornalismo (come Federico Bria, collega di radiocronache di Milicchio negli anni caldi del calcio cosentino), le due curve, gli ex dirigenti, una rappresentanza della squadra di oggi con il tecnico Antonio Buscè e alcuni calciatori – Florenzi, Ricciardi, Cimino. Perché Giuseppe Milicchio non era solo un giornalista: era una presenza, un riferimento, un amico per tutti. Un uomo mite e generoso. Dietro le quinte, dove amava stare, ha sempre saputo accendere la luce sugli altri. Ha dato voce ai protagonisti, è stato accanto ai tifosi nelle trasferte aiutandoli nei momenti di difficoltà, ha dato spazio ai giovani cronisti, scorgendo in ognuno un talento da coltivare, senza mai cedere all’invidia o al protagonismo.
Durante l’omelia, padre Francesco ha ricordato come Milicchio fosse, a modo suo, un evangelizzatore: «Con le sue radiocronache – ha detto – portava il Cosenza dove non tutti potevano arrivare». Lo faceva con passione, con fede sportiva e umana, come chi sa che raccontare una partita significa raccontare un popolo.
All’esterno, le parole di Sergio Crocco, storico capo ultrà, oggi presidente dell’associazione La Terra di Piero, hanno inciso nell’aria un pensiero che è diventato corale: «Giuseppe è parte della storia del Cosenza, come Gigi Marulla, Padre Fedele, Gigino Lupo e Piero Romeo. Ci ha emozionato e faremo di tutto per non dimenticarlo».
Poi i fumogeni rossoblù, l’applauso lungo, liberatorio. Le lacrime di chi ha condiviso con lui la passione per una maglia e per una città. Accanto, la sua famiglia – la moglie Antonella, i figli Antongiulio, Gianmaria, Emma e Claudia – avvolti dall’affetto di un popolo intero. In quel fumo rosso e blu che si alzava verso il cielo, Cosenza ha salutato non solo un cronista, ma una parte della propria voce, della propria memoria e del proprio cuore. Una voce che apparteneva a un’epoca vincente (anche nelle sconfitte) e umanamente luminosa del calcio cosentino che oggi più che mai appare lontanissima. (f.v.)

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