Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 21:49
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

tra passato, presente e futuro

La Metro di Catanzaro: dopo quasi 20 anni un sogno che diventa realtà nella Calabria del “non finito”

Con l’entrata in esercizio (anche se ancora non a pieno regime) si suggella la conclusione di un’opera concepita nel 2007 e la cui realizzazione è stata particolarmente travagliata

Pubblicato il: 01/01/2026 – 16:18
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
La Metro di Catanzaro: dopo quasi 20 anni un sogno che diventa realtà nella Calabria del “non finito”

CATANZARO Un sogno, poi una incognita, poi di nuovo un sogno, poi di n uovo una incognita, e ora una realtà, per certi versi eccezionale nella terra del “non finito”. Lo start della Metropolitana di superficie di Catanzaro, sia pure ancora non nella pienezza delle sue funzioni, dà visivamente il senso di una grande opera che finalmente viene realizzata, quasi una rarità nella Calabria delle tante ed eterne “incompiute”. Anche la Metropolitana di Catanzaro ha rischiato di esserlo, a causa dei ritardi e delle vicissitudini che hanno costellato un progetto partito ormai quasi 18 anni fa, nel 2007, con la Regione allora guidata dal centrosinistra di Agazio Loiero ma poi più volte rimodulato e ostacolato da tante congiunture negative, come l’emergenza Covid 19, continui stop and go che hanno sempre costretto a procrastinare la data della conclusione dei lavori. Questa data però alla fine è arrivata, con l’entrata in esercizio della “Metro” di Catanzaro, secondo le previsioni –  entro la fine dell’anno – auspicate mesi fa dal presidente della Regione Roberto Occhiuto (che peraltro aveva scelto la metropolitana di Catanzaro, a fine luglio, come sfondo per il suo clamoroso annuncio di dimettersi per poi ricandidarsi e rivincere, segno che questa opera aveva un risvolto anche sostanziale e anche politico, dovendo trasmettere il claim dello stesso Occhiuto, quello di una Calabria che le cose le vuole fare e soprattutto le vuole finire).

La storia del “Pendolo”

Certo, quando la Metro di superficie di Catanzaro è stata concepita – 2007 i primi incontri tecnico-politici, il sindaco era Rosario Olivo – nessuno francamente si aspettava che passasse tutto questo tempo. Ideata insieme ad altre infrastrutture trasportistiche ritenute strategiche (ma che hanno conosciuto però una sorte peggiore, come la “sorella” a Cosenza., finita nel dimenticatoio), la Metropolitana di Catanzaro nasce con il nome di “Pendolo”, lanciato per descrivere la funzione di questo sistema ferroviario che doveva mettere in relazione i vari quartieri del capoluogo, utilizzando il tracciato esistente delle Ferrovie della Calabria, e collegare la città con il quartiere Germaneto in previsione di quello che poi questo quartiere sarebbe diventato, con la costruzione della Cittadella, il palazzo della Regione, nell’area che già ricomprendeva l’Università e il Policlinico Mater Domini, insomma il vero e proprio centro direzionale non solo di Catanzaro ma della Calabria, anche perché la Metropolitana di Catanzaro è destinata a intrecciarsi anche con il sistema dei trasporti a livello regionale, in particolare con l’area di Lamezia Terme. “Nuovo collegamento metropolitano ferroviario tra la nuova stazione Fs di Catanzaro in località Germaneto e l’attuale stazione di Catanzaro Sala e adeguamento a linea metropolitana della rete ferroviaria esistente nella valle della Fiumarella tra Catanzaro Sala e Catanzaro Lido”: questo il titolo del progetto, che viene finanziato a cavallo tra le programmazioni comunitarie 2007-2013 e 2014-2020 per un costo originario pari a circa 145 milioni di euro complessivi, Fdc è il soggetto attuatore.

Le criticità e il rilancio

La progettazione esecutiva dell’opera risale al 2016 e i lavori aggiudicati a una Rti (Vianini-Metrofc Scarl) partono nel 2017 ma nel tempo sopraggiungono diverse variazioni in corso d’opera che  comportano ritardi su ritardi, oltre alle immancabili incertezze sulla reale copertura finanziaria dell’opera, alle solite perizie di variante e poi il Covid 19 e l’aumento dei costi (al punto che l’Anac in un’istruttoria riscontrerà “un iter tecnico/amministrativo non improntato ai criteri di economicità e tempestività stabiliti dalla legge, con un progressivo incremento del costo dell’intervento e del tempo di esecuzione”): il tutto fa sì che l’iniziale termine dei lavori, fissato per il 2019, slittasse prima al 2020 e poi a dicembre 2023, termine quest’ultimo anch’esso saltato come la stessa Regione dovette ammettere in una documentazione al Comitato di Sorveglianza del Por nel luglio 2023 a causa del perdurare di diverse criticità. Ma a prendere decisamente in mano la situazione è la nuova governance della Regione con il presidente Roberto Occhiuto alla guida della Cittadella, con un rinnovato input al cantiere, input raccolto anche dai tecnici: sotto questo aspetto, un segnale importante fu nel dicembre 2022 l’abbattimento del diaframma di una galleria – lunga un chilometro – che attraversa le colline del quartiere Germaneto, con imbocco nel quartiere Santa Maria e sbocco all’altezza dell’Università. A fine aprile l’ultimo step della prima corsa di prova: indubbiamente un grande passo avanti. Ora l’entrata in esercizio, sia pure progressiva (due linee hanno bisogno ancora di un po’ di tempo per entrare pienamente in esercizio). La Metro di Catanzaro: da sogno a incognita a realtà di una Calabria che non vuole e non deve essere più la terra del “non finito”(a. c.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x