«Venezuela marginale nel narcotraffico»
Gratteri: le grandi direttrici sono l’America Centrale e il Messico

ROMA «L’enfasi sul Venezuela come perno del narcotraffico globale appare sproporzionato e funzionale a giustificare pressioni diplomatiche e azioni coercitive, piuttosto che a descrivete con realismo la struttura effettiva delle reti criminali transnazionali». Lo afferma il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, in un’intervista a “La Stampa”. Secondo Gratteri le grandi direttrici del traffico di droga sono «l’America Centrale e il Messico, che restano gli snodi decisivi per l’accesso al mercato nordamericano ed europeo. Non esistono riscontri indipendenti e verificati che indichino il Venezuela come centro di produzione di droghe sintetiche. La quasi totalità della sintesi di fentanyl e di altre sostanze oppioidi sintetiche avviene in Messico. Se la ragione dell’arresto del presidente Maduro fosse davvero la lotta al narcotraffico – conclude il procuratore di Napoli – l’amministrazione americana dovrebbe concentrare a propria attenzione innanzitutto su Paesi che producono cocaina e oppioidi sintetici non su uno Stato che svolge prevalentemente un ruolo di transito».
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