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la conferenza stampa

Meloni: «Sicurezza e crescita i focus principali di quest’anno»

Dal blitz Usa in Venezuela, alla Groenlandia. La premier: «L’unico modo di garantire la pace è la deterrenza»

Pubblicato il: 09/01/2026 – 12:33
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Meloni: «Sicurezza e crescita i focus principali di quest’anno»

ROMA Dal blitz Usa in Venezuela con l’arresto di Maduro, alle mire del presidente americano Donald Trump alla Groenlandia. E poi numerose domande sulla situazione in Ucraina e la posizione dell’Italia. Inizia con temi legati alla politica estera, la conferenza stampa annuale della presidente del Consiglio Giorgia Meloni organizzata dall’Ordine dei Giornalisti, in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare. “L’unico modo di garantire la pace è la deterrenza: devi essere abbastanza forte da far desistere il nemico ad attaccare”, ha detto la premier rispondendo alle domande dei giornalisti, in totale sono 40 quelle sorteggiate e alle quali Meloni risponderà nel corso della mattinata.

“Ringrazio il presidente dell’Ordine dei giornalisti Bartoli, il presidente Signore della Stampa parlamentare per avere organizzato questa conferenza stampa che oramai è diventata di inizio anno, abbiamo insieme dato vita a una tradizione nuova”, ha detto la premier aprendo la conferenza stampa. “Sono contenta – ha affermato dopo il saluto iniziale del presidente dell’Odg Bartoli – che si apprezzi il governo e l’impegno che abbiamo preso tra l’altro proprio in questa sede per garantire agli operatori dell’informazione inviati in zone sensibili di svolgere il loro lavoro nelle miglior condizioni, il presidente Bartoli cita numeri che colpiscono ognuno di noi, colgo l’occasione per rinnovare la solidarietà e il ringraziamento a quei colleghi che ci consentono di arrivare dove i nostri occhi non possono arrivare”. “La libertà di stampa è il presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia” e va difesa, ha detto Meloni. La premier ha ricordato tutti i cronisti che lavorano “non solo in zone di guerra ma in tutti i territori oltraggiati dalla criminalità. Molti di loro nella storia recente hanno perso la vita. Bisogna rendere omaggio alla loro memoria. Sono contenta – ha aggiunto – del primo via libera alla pdl che istituisce una giornata in memoria dei giornalisti uccisi” che “ora è in discussione al Senato”. 

Politica estera: Venezuela, Groenlandia, Ucraina, Medio Oriente

Sul lavoro del Governo per riportare in Italia Alberto Trentini, detenuto in Venzuela, la presidente del Consiglio ha detto: “Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l’unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio”, ha detto la presidente. “E’ molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei”. “Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela”, afferma la premier.
Io non credo nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei” e “che non converrebbe a nessuno”, ha detto la premier aggiungendo: “L’Europa è stata immediata nella risposta quando si è alzata la tensione, il dibattito non coinvolge solo l’Europa, ma la Nato. L’Europa deve continuare a lavorare in ambito Nato per una maggior e presenza in area artica. Entro la fine del mese presenteremo una strategia italiana su questa area del mondo”. Meloni ha fatto riferimento all’importanza di “preservare l’area come area di pace e cooperazione” e al “tema ricerca in un territorio particolarmente strategico per studiare il fenomeno del cambiamento climatico”.
A proposito dell’Ucraina, secondo Meloni, “non c’è un opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell’ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l’invio di soldati è perchè il principale strumento per le garanzie di pace è l’articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l’Ucraina. Poi l’invio dei soldati può essere un’idea, io non contesto chi lo vuole fare, ma non lo considero necessario. Mi pareva che su questo ci fosse la quasi unanimità del Parlamento, ora leggo che qualcuno nel Pd ha cambiato, se così formalizzeranno una proposta in Parlamento”. Rispondendo a una domanda sull’ipotesi di invio di truppe italiane in Ucraina, Meloni ha detto: “Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che considero un po’ di parte. Ho già detto in varie occasioni che i dibattiti che si fanno all’interno della maggioranza particolarmente su Russia e Ucraina non sono dibattiti tra filorussi e ucraini, tra filoamericani e non so bene cosa…ho sempre pensato che i fili ce li hanno burattini mentre i politici i fili non li hanno”.
La questione mediorientale – ha detto Meloni – “non è sparita dai radar e continuiamo a occuparcene nel tentativo di rendere effettivo un piano di pace e andare avanti. Ho sempre detto che il percorso di pace è un’occasione che potrebbe non tornare ma anche complesso e che la tregua non è facile. Perciò l’Italia deve mettere tutto il suo impegno. Abbiamo investito ulteriori 25 milioni di euro per le esigenze della popolazione di Gaza e c’è la disponibilità dei nostri carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza palestinesi in Giordania. Se questo si dovesse materializzare, come auspico, nelle prossime settimane saremo la prima nazione europea a dare un contributo fattivo e concreto alla sicurezza della Striscia”. 

Sicurezza e crescita

“Sicurezza e crescita sono i focus principali di quest’anno”, ha spiegato Meloni che, rispondendo a una domanda proprio in tema di sicurezza, ha parlato di nuove rispose, contrasto all’illegalità e alla criminalità organizzata e a “nuovi provvedimenti” in arrivo: “In questi tre anni abbiamo lavorato intensamente sul tema della sicurezza. Chiaramente, anni di lassismo non si cancellano facilmente e, sebbene i risultati ci siano, per me non sono ancora sufficienti: questo deve essere l’anno in cui cambiamo passo e facciamo ancora di più. Voglio però rivendicare le numerose iniziative già varate:
Personale e risorse: “Abbiamo assunto 30mila nuovi operatori delle Forze dell’Ordine e stanziato un miliardo e mezzo di euro per il rinnovo dei contratti nei settori difesa, sicurezza e soccorso. Abbiamo inoltre sbloccato investimenti fermi da tempo, potenziando i mezzi a disposizione”.
Contrasto all’illegalità: “Con il Decreto Sicurezza abbiamo dato risposte ai reati che più colpiscono la quotidianità dei cittadini: occupazioni abusive, truffe agli anziani, accattonaggio, violenza contro le Forze dell’Ordine, borseggi e blocchi stradali o ferroviari. Da Caivano alle altre “zone franche”, abbiamo dato il segnale che lo Stato non indietreggia più. Abbiamo potenziato i progetti “Strade Sicure” e “Stazioni Sicure”, avviato operazioni ad alto impatto e sgomberato oltre 220 stabili e quasi mille case, restituendole ai legittimi proprietari”.
Lotta alla criminalità organizzata: “I numeri parlano chiaro. Negli ultimi tre anni abbiamo catturato 120 latitanti, effettuato migliaia di arresti e sottratto alla criminalità 7 miliardi di euro in beni. Oltre 18mila beni confiscati sono tornati alla collettività per ospitare progetti sociali o presidi di sicurezza”.
Immigrazione: “Abbiamo ridotto di oltre il 60% gli arrivi di immigrati illegali, un fenomeno che impatta significativamente sulla sicurezza pubblica”.
“I dati dei primi dieci mesi del 2025 – afferma Meloni – mostrano un calo dei reati del 3,5% rispetto all’anno precedente, ma non ci fermiamo qui: stiamo studiando nuovi provvedimenti, a partire dal fenomeno delle baby gang. Tuttavia, per garantire davvero la sicurezza, occorre che tutti remino nella stessa direzione: Governo, Forze di Polizia e Magistratura. Quest’ultima è fondamentale, ma alcuni casi recenti destano preoccupazione: dall’espulsione dell’Imam di Torino bloccata nonostante i contatti jihadisti, alla tragedia della madre che ha ucciso il figlio nonostante le denunce per precedenti tentativi, fino all’arresto ad Acerra per sversamento di rifiuti tossici conclusosi con l’immediata rimessa in libertà. Quando ciò accade, viene reso vano non solo il lavoro del Parlamento, ma soprattutto quello delle Forze dell’Ordine che rischiano la vita ogni giorno. Il mio è un appello alla collaborazione: solo lavorando insieme potremo fare la differenza per la sicurezza dei cittadini”.
Secondo Meloni “per favorire la crescita secondo me bisogna fare fondamentalmente tre cose: continuare a sostenere l’occupazione, lavorare per abbassare i prezzi dell’energia, e poi chiaramente favorire gli investimenti”. “Questo – ha aggiunto – è un lavoro sul quale anche l’ultima legge di bilancio ha dato idea di quanto questo sia per noi prioritario, molti sono i provvedimenti che riguardano il tema degli investimenti, l’ultimo è stato il superammortamento introdotto nella legge del bilancio. Ma quello che io considero il modello per favorire gli investimenti, secondo me il modello è quello della Zes unica del mezzogiorno, della zona economica speciale“. (m.r.)

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